giovedì 18 Ago 2022

Omelia – Ordinazioni Presbiterali – Don Domenico Loiacono, Dona Antonio Nicolaci, Don Giuseppe Papalia

 Memoria riconoscente

 

     1. Un caldissimo elettrizzante pomeriggio, percorso da fremiti e sentimenti e di gioia e di pensieri di attesa, ci ha visti riuniti esattamente un anno fa per l’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, qui a Oppido, casa del primo incontro con la sua Sposa. Un tripudio di volti, una città vestita a festa per le strade e nelle case, una marea di popolo, un corteo lungo di presbiteri, la comunione episcopale espressa dalla partecipazione dei confratelli della Metropolia o legati alla prima Chiesa Madre.

 

     La solennità dei riti e l’esplosione del Coro, la preghiera composta, in questa Cattedrale, troppo piccola pur nella sua ampiezza, per raccogliere e offrire al Signore l’inno di ringraziamento e le prime suppliche per l’inizio del servizio episcopale, posto al sicuro sotto la custodia del Signore Gesù, Sommo Pastore, e l’affidamento totale a Maria, Madre sua e degli Apostoli del Figlio.

 

     Una cornice e un avvio, rivelatisi al di là di ogni aspettativa e di ogni merito, nulla potendo desiderare se non un affetto come in famiglia e lo scambio di fiducia e di amore, com’è nella Chiesa che vive unita nello Spirito che l’anima e la sostiene.

 

     2. Un clima, non meno caloroso di affetti e di auspici, attraversa quest’ultimo Vespero di fine giugno, tinto di rosso per la memoria dei martiri formidabili riproposti alla ammirazione culminante, ieri nella Solennità dei Santi Pietro e Paolo ed oggi nella memoria di quella multitudo ingens, di cui ci parlano fonti pagane che rendono prima incomparabile testimonianza alla Chiesa di Roma sul Colle Vaticano, sede di spettacoli cruenti di imperatori indispettiti e sospettosi per la fede di un popolo nuovo così diverso da quello che le legioni sottomettevano.

 

     Lo è caldo, questo clima perché tre nostri diaconi ‘ don Domenico Loiacono, don Antonio Nicolaci, don Giuseppe Papalia ‘ saranno ordinati presbiteri nel segno di due note uniche finora: sono i primi sacerdoti diocesani che elevo a questo ministero e che, «nella partecipazione alla missione di Cristo, capo e pastore» associo come cooperatori del ministero episcopale nel giorno anniversario del mio avvio in questa Santa Chiesa di Dio, e come innesto di freschi germogli ad un unico tronco, perché la linfa di questo alimenti i nuovi ramoscelli e il loro fiorire produca nuovi, frutto nell’interscambio di grazia.

 

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