martedì 21 Set 2021

Consiglio Pastorale Diocesano

Convocazione Assemblea CPD – Verbale del 19 aprile 2008


 


 


Il giorno 19 Aprile 2008, alle ore 17,30  presso l’Auditorium Diocesano di Rizziconi, si riunisce, dietro convocazione del Vescovo, l’Assemblea del Consiglio Pastorale Diocesano, in seduta ordinaria,  per discutere il seguente o.d.g. :


1)      Momento di preghiera;


2)      Lettura e approvazione del Verbale della seduta del 16 Febbraio 2008;


3)      Relazione dei Coordinatori sui risultati dei cinque gruppi di lavoro.


4)      Interventi e proposte.


      Risultano assenti: Guerrisi Pasquale, Corica Sergio, Pietropaolo Tommaso, Zappia Domenico. .


     Il Vescovo invita i coordinatori dei cinque gruppi  a presentare all’Assemblea le rispettive relazioni e proposte operative.


    Gruppo 1, coordinatore Franco Pagano: ‘ Attenzione alla promozione del bene comune nei vari settori civili della società della Piana.’  La nostra realtà territoriale è posta di fronte al più evidente degli ostacoli al bene comune: la criminalità organizzata, portatrice di una sub-cultura che condiziona e limita lo sviluppo. Le cause di questo fenomeno sono molteplici e di ordine storico, culturale e sociale. Il gruppo propone la creazione di un osservatorio che possa procedere alla raccolta di documenti della Chiesa sui temi sociali. Si suggerisce a livello parrocchiale e diocesano una pastorale ad hoc per i giovani e si auspica la creazione di una scuola di formazione per attività politica.


     Gruppo 2, coordinatrice Lida Cavaliere: ‘Sostegno a modelli etici alternativi circa la cultura della vita e della famiglia.’ Il gruppo ha posto al centro del proprio dibattito il tema della famiglia. I dati relativi ai casi di crisi matrimoniale che finiscono in tribunale sono noti e già evidenziati dal Vescovo in più occasioni; sempre più spesso il matrimonio viene ridotto a puro contratto da rescindere alle prime difficoltà. Se fino a qualche tempo fa erano le coppie giovani quelle più vulnerabili, oggi e sempre più frequente il divorzio tra cinquantenni. Il gruppo propone di incentivare i gruppi-famiglia nelle parrocchie, valorizzare la già esistente Casa-famiglia per donne in difficoltà e focalizzare la nostra attenzione sui ‘nuovi poveri’ provocati dalle crisi famigliari. Infine considerate le notevoli difficoltà delle coppie che desiderano adottare un bambino, sarebbe utile una associazione per l’assistenza nelle pratiche di adozione e di informazione sull’istituto dell’affido.


     Gruppo 3, coordinatore Michele Ferraro: ‘Aiuto ai ragazzi socialmente e scolasticamente deboli a livello culturale e aggregativi.’ Il gruppo ritiene che l’emergenza educativa sia una priorità. E’ innegabile infatti che il degrado offre alla criminalità un terreno fertile. Le parrocchie possono agire efficacemente con progetti educativi in collaborazione con la scuola, enti pubblici e associazioni. I luoghi parrocchiali di aggregazione devono rappresentare riferimenti di evangelizzazione ma anche di emancipazione sociale. E’ necessario coinvolgere soprattutto i genitori nei progetti educativi e sostenere i ragazzi col volontariato didattico-formativo.


     Gruppo 4, coordinatore Salvatore Misiano: ‘La comunicazione in una Chiesa in comunione: interpersonale, fra gruppi, mediatica.’ Il gruppo, condividendo gran parte delle osservazioni emerse, ha sintetizzato il tutto in queste proposte:  ripristinare l’Ufficio Diocesano della Pastorale della Comunicazione in una prospettiva di ‘pubblicizzazione‘ della voce e delle azioni della Chiesa; rivitalizzare la festa di San Francesco du Sales, protettore dei giornalisti, momento importante dal punto di vista spirituale ma anche di comunione interpersonale e tra gruppi; valorizzare  il periodico diocesano ‘Acqua Viva’ rendendolo più visibile attraverso la distribuzione  nelle edicole e far entrare nelle case della gente la voce della diocesi; ipotizzare una particolare forma di collaborazione con radio e televisioni locali per avere una cassa di risonanza maggiore sugli interventi del Vescovo inerenti le problematiche  che affliggono la popolazione del nostro territorio.


     Il  Gruppo 5, data l’assenza del coordinatore Tommaso Pietropaolo, si è riservato di relazionare nella prossima riunione.


       Nel concludere i lavori il Vescovo, dopo i vari interventi che hanno positivamente commentato il lavoro dei gruppi,  ribadisce ancora una volta che il compito del C.P.D.  è quello di orientare la Pastorale concreta delle nostre parrocchie e che il lavoro che abbiamo intrapreso con queste Commissioni ci impegnerà almeno per un biennio. Padre Luciano invita l’Assemblea a prendere in esame nel prossimo Consiglio le proposte  che vengono dai primi due gruppi con le modalità concrete di attuazione,  la promozione del bene comune e la cultura della vita e della famiglia, nei Consigli successivi si prenderanno  in esame le altre proposte dei gruppi rimanenti. Naturalmente, dice il Vescovo, non si possono fare solo le  proposte ma bisogna indicare chi le metterà in pratica, chi si darà da fare per realizzare ciò di cui la diocesi ha bisogno. Dobbiamo essere noi stessi i primi testimoni delle nostre proposte e magari saper individuare persino le coperture finanziarie necessarie alla realizzazione delle proposte stesse. Il Vescovo infine ricorda all’Assemblea che dal prossimo anno ci sarà un Ufficio di Curia, con un sacerdote responsabile, che si occuperà della Pastorale sociale e del lavoro a cui molte problematiche che il C.P.D. ha evidenziato possano fare riferimento. Viene sottolineato che tutti i sacerdoti con incarico di curia sono nello stesso tempo impegnati personalmente nelle varie parrocchie e dal momento che la carenza di vocazioni consacrate è forte, il laicato  non si può limitare soltanto alla formulazione di proposte. 


     Il Vescovo conclude il suo intervento toccando il tema dei valori che buona parte della nostra società contemporanea sembra avere smarrito e il tema dell’educazione delle nuove generazioni affermando che non si può essere maestri senza essere prima testimoni. Sono proprio i ragazzi e i giovani di oggi che chiedono prove di testimonianza, cominciando dai propri genitori per arrivare ai lori maestri e ai loro sacerdoti.                      


     Dopo un breve momento di preghiera l’Assemblea chiude i lavori alle ore  20,00.


 


                                                                                  Il Segretario


                                                                               Antonio Todaro