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Ancora al ‘freddo e al gelo’

Caritas Diocesana Oppido M. – Palmi
L’appello di Sua Ecc.za Mons. Francesco Milito per l’Avvento
Ancora al ‘Freddo e al gelo’ da ogni famiglia che può una coperta al fratello immigrato bisognoso
 
Resoconto della raccolta e distribuzione

Prima di esporre un quadro riassuntivo in merito alla raccolta da parte delle Parrocchie e delle Caritas Parrocchiali, di mille coperte per gli immigrati stagionali della Piana del Tauro, lanciata da Mons. Francesco Milito, Vescovo della nostra Diocesi di Oppido Mam. – Palmi, per andare al di là delle cifre che sicuramente diranno tanto, ma restano solo numeri, mi permetto di ribadire la risposta solidale, entusiasta e convinta che hanno offerto le nostre Comunità per sostenere l’importante iniziativa voluta calorosamente e appassionatamente dal nostro Vescovo.
 
Le Comunità parrocchiali, invitate dai loro parroci, ma anche singoli fedeli, hanno subito recuperato le coperte richieste andando al di là di ogni aspettativa.

E’ stata ed è una gara di solidarietà e carità che non può e non deve terminare come in effetti non termina perché sono tantissime altre le parrocchie che continuano a portare altre coperte, vestiario, scarpe e cibo come latte, the e biscotti, di cui si ha tanto bisogno ancora. E’ chiaro che tocca alle istituzioni preposte fare qualcosa per alleviare le difficoltà di questi nostri fratelli che hanno attraversato foreste, deserti e mari per arrivare in Italia e col loro lavoro assicurare un futuro diverso e migliore a loro stessi e alle loro famiglie che sono rimaste in Africa e confidano sul loro aiuto. Ma di fronte ad un fratello che soffre, un cristiano, per amore di Dio, deve dare tutto se stesso per alleviargli la sofferenza.

Ecco allora che l’iniziativa del nostro Vescovo Mons. Francesco Milito con il suo messaggio per l’avvento dal significativo titolo «Ancora al ‘freddo e al gelo’», rivolto ad ogni famiglia che può della diocesi di dare una coperta ai fratelli immigrati bisognosi, ha assunto un significato che è andato al di la del gesto stesso, perché ha fatto prendere coscienza, ancor di più, della situazione di emergenza che si sta vivendo. ‘Al freddo e al gelo’ nelle tendopoli e nelle baracche oggi è ‘ancora lui che soffre nei fratelli immigrati’, ha affermato con grande sensibilità, Mons. Milito chiedendosi sé è ‘ammissibile’ e ‘concepibile, ancora la riproposizione di una scena così grave? Ve lo confido come un padre, che avverte acute le emergenze dei suoi figli e chiede ai fratelli di non dimenticarsi di farsi prossimo degli altri che soffrono: mi aspetto che scatti un moto immediato di solidarietà efficace’.
 
E il moto immediato di solidarietà efficace è prontamente scattato ed è andato oltre l’importante richiesta di coperte perché ha fatto prendere coscienza a tutti le condizioni dei nostri fratelli immigrati e ha dato il via a quella gara di solidarietà che ha guardato non solo il bisogno delle coperte, ma anche di tante altre cose come vestiario, scarpe, abitazioni dignitose, cibo, ma soprattutto amicizia e considerazione per diventare, come sostiene Benedetto XVI, ‘Una sola famiglia umana, una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni sono spinte al dialogo, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza nel rispetto delle legittime differenze’.

Stiamo vivendo duramente la crisi economica che ha colpito mezzo mondo, l’Italia e specialmente la nostra Piana del Tauro. La crisi, purtroppo, è un fenomeno che riguarda tanto gli italiani che gli stranieri immigrati con un’aggravante per questi ultimi che hanno molto meno tutele e la mancanza o la perdita del lavoro coincide con la perdita del diritto di soggiornare sul territorio dello Stato e la conseguente caduta nell’irregolarità.

Il problema è anzitutto umano. Bisogna ripartire – dice ancora, più volte, il Santo Padre – “dal cuore del problema. Bisogna ripartire dal significato della persona. Bisogna guardare il volto dell’altro e scoprire che egli ha un’anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me”.

La Caritas Diocesana insieme alle Caritas Parrocchiali della Diocesi, con un lavoro umile, silenzioso e discreto, anche incoraggiata dal Vescovo Mons. Milito, ha promosso e sostenuto la cultura dell’accoglienza, dell’ospitalità, dell’integrazione e della solidarietà. Una cultura che passa attraverso un’azione educativa sia nei confronti delle realtà ecclesiali, che di quelle laiche, perché non si corra il rischio di offrire ‘come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia’ (Ap Act, n.8). In quest’ottica, oggi, vogliamo ricordare e fare nostre, ancora una volta, le parole del Santo Padre, il quale all’Angelus in piazza San Pietro, domenica 10 gennaio 2010, riferendosi ai fatti di Rosarno, ha ribadito che ‘l’immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare nell’ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell’ambito delle condizioni concrete di vita”.

Mons. Francesco Milito con il suo messaggio per l’avvento «Ancora al ‘freddo e al gelo’», aveva chiesto ad ogni famiglia che può della diocesi mille coperte per coprire i bisogni più urgenti. La generosa risposta delle nostre comunità ha fatto arrivare fino a questo momento ben 3.289 coperte delle quali 1.850, distribuite dalla Caritas Diocesana direttamente, n. 400 dalle Caritas Parrocchiali di Rosarno, n. 300 dalla Caritas parrocchiale di Drosi e n. 300 dalle Caritas Parrocchiali di Taurianova, per un totale di 2.850 coperte distribuite.

Le Parrocchie che attraverso le Caritas Parrocchiali o in altri modi hanno raccolto le coperte e le hanno portate al magazzino della Caritas Diocesana sono state le seguenti:
 
Maria SS. Assunta di S. GIORGIO MORGETO – n. 250;
Immacolata Concezione di SEMINARA – n. 25
Maria SS. della Colomba di SAN MARTINO di Taurianova – n. 25
S. Gaetano Catanoso di GIOIA TAURO – n. 146
S. Nicola Vescovo di ANOIA INF. – n. 10
S. Marina di POLISTENA – n. 100
S. Nicola di Mira di MESSIGNDI – n. 120
S. Pantaleone M. di SERRATA – n. 15
S. Maria delle Grazie con Sitizano e Acquaro di COSOLETO – n. 80;
S. Ippolito di GIOIA TAURO – n. 200
S. Giovanni Battista di MELICUCCA’ – n. 150
Maria SS. di Porto Salvo di GIOIA TAURO – n. 60
Santa Maria de’ Merula di MOLOCHIO – n. 70
S. Nicola e Fantino di S. CRISTINA d’ASPROMONTE – n. 50
S. Nicola di PALMI – n. 40
Madonna del Soccorso di PALMI, – n. 30
S. Michele Arcangelo di CINQUEFRONDI – n. 50
S. Teodoro di RIZZICONI – n. 50
Maria SS. Assunta e S. Pietro Ap. di S. PIETRO di CARIDA’ – n. 50
Santi Biagio e Nicola di SCIDO – n. 25
S. Girolamo di CITTANOVA – n. 150
Santa Famiglia di PALMI – n. 30
Divina Pastora di PIMINORO – n. 40
Maria SS. del Rosario di CITTANOVA – n. 200
Comunità Pastorale S. Fantino di LUBRICHI – n. 25
Comunità Parrocchiali di OPPIDO MAMERTINA – n. 25
S. Fantino di TAUREANA DI PALMI – n. 28
Maria SS. delle Grazie e Sant’Eufemia V.e M. di S. EUFEMIA d’ASPROMONTE – n. 30
S. Francesco di Paola di GIOIA TAURO – n. 30
San PIO X di AMATO DI TAURIANOVA – n. 15

Le Parrocchie di Rosarno, di Drosi, di San Ferdinando e di Taurianova, hanno raccolto altre 1.000 coperte e, d’accordo con la Caritas Diocesana, le hanno distribuite direttamente agli immigrati che vivono nei territori di loro competenza.
Le parrocchie di S. Eufemia d’Aspromonte, inoltre hanno raccolto altre 120 coperte che hanno distribuite a Rosarno tramite l’Ordine delle Vedove.

Le seguenti Parrocchie, oltre alle coperte, hanno raccolto le seguenti somme:
Madonna Immacolata di Polistena – – 1.000
Parrocchia Immacolata Concezione di Seminara – – 500
Monastero della Visitazione di Taurianova – – 100
Parrocchie di Oppido Mamertina – – 120

DISTRIBUZIONE
n. 1.100, coperte sono state distribuite alla tendopoli di San Ferdinando;
n. 250, coperte sono state distribuite a Contrada Russo di Taurianova dove ci sono altri 200 persone;
n. 50, coperte agli immigrati di fondo Giovinazzo in agro di Drosi, dove sono circa 50 persone;
n. 220, coperte in contrada Fabiana di Rosarno dove ci sono oltre 200 persone;
n. 150, coperte in contrada Scattarreggia di Rosarno dove ci sono altre 200 persone in baracche sparse nelle campagne;
n. 80, coperte le abbiamo date all’Associazione di Vol. ALAGA di Gioia Tauro che le ha distribuite agli immigrati più bisognosi che frequentano la sua mensa serale;
n. 120, sono state distribuite dalla Comunità Parrocchiale di S. Eufemia d’Aspromonte tramite l’Ordine delle Vedove a Rosarno;

La Caritas Diocesana, inoltre, ha distribuito 10 materassi, 200 giubbotti, 25 giacche, 40 cappotti, 150 pantaloni e 140 maglioni.

Ha distribuito, altresì, 60 gilet catarifrangenti per gli immigrati che la sera vanno in bicicletta senza fanali e altre 150 li sta distribuendo.

CONTINUA, intanto, ogni mattina alle ore 05,00, agli immigrati della tendopoli, la distribuzione del latte e del the caldi che vengono preparati sul posto stesso.
Insieme al latte caldo e al the, vengono distribuiti biscotti e pane, da diversi gruppi di volontari ed operatori pastorali insieme ad operatori Caritas di diverse parrocchie, coordinati da un gruppo di volontari della parrocchia S. Marina di Polistena.
Sul posto vengono bolliti mediamente 100 litri di latte e 100 litri di the.

Nella stessa occasione vengono raccolte varie richieste degli immigrati (per lo più di vestiario e scarpe) che nei limiti del possibile si cerca di soddisfare nel pomeriggio stesso o il giorno dopo.
Ringraziando tutti per l’impegno prefuso, un ringraziamento particolare lo dobbiamo esprimere alla Fondazione ‘Casa della Carità’ e all’Associazione ‘Come Te’ di Vibo Valentia le quali hanno promosso una raccolta di generi alimentari e in particolare latte e poi di indumenti invernali e scarpe per gli immigrati della nostra Diocesi.

Diac. Vincenzo Alampi
Direttore Caritas Diocesana