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04/Dic/12

Non ci costò l’aver amato

 



 
 
Oggi è un mese che, dalla Parrocchia Maria SS. Immacolata in Polistena, nella Prima Domenica di Avvento, ho inviato il Messaggio Avvento di Fraternità. Ancora al ‘freddo e al gelo?’ da ogni famiglia che può una coperta al fratello immigrato bisognoso.
 
Da un’altra Parrocchia, Santa Maria de Merula in Molochio, nell’Epifania del Signore parte il mio vivissimo ringraziamento per la risposta immediata, generosa superiore ad ogni aspettativa, venuta dalla Diocesi in risposta all’appello. Parrocchie, Famiglie di Vita Consacrata, Associazioni laicali, Scuole sono stati gli ambienti in e da cui è maturata la solidarietà: il quadro generale, davvero edificante e in continua crescita, attraverso il nostro sito www.diocesioppidopalmi.it, può essere desunto dal rapporto compilato dalla Caritas diocesana. Vi intravvedo un intreccio bello: lo zelo dei Parroci, il vivo senso di chi, avvezzo al bisogno, ne ha colto l’acutezza, l’amorevolezza mariana, filone d’oro della nostra pietà più profonda.
 
Nel Presepe sofferente di San Ferdinando, e in altri sparsi sul territorio, destinatari del gesto di attenzione, osiamo pensare che Gesù, in questi nostri fratelli abbia sofferto un po’ di meno ‘al freddo e al gelo’. Tutti, credo, ci siamo confermati nell’esperienza di un’altra verità, comprensibile solo se vissuta: non ci costò l’aver amato, dando con semplicità ciò che si aveva, comprando e offrendo quanto si voleva. Abbiamo fatto un’altra scoperta: il circolo virtuoso che il Messaggio, prima, e, qualche settimana dopo, la raccolta dei 40.000 ‘, indicati per l’emergenza – 10.000 – subito messi a disposizione dalla Diocesi, 30.000 – chiesti ed ottenuti dalla Caritas Italiana – ha provocato: 500 coperte dal nostro Presidente della Repubblica, l’impegno della cessione di una indennità mensile da parte dei 33 Sindaci della Piana, altri 10.000 – dalla Regione Calabria, a cui vanno aggiunte altre offerte più modiche. Un aspetto emblematico è che la Regione Calabria e i Sindaci hanno chiesto di versare sul conto dell’Economato-Caritas le loro quote per ottimizzare l’impiego libero da pastoie ritardanti. Ho accettato solo per la fiducia e la straordinarietà del momento e nell’intesa della destinazione che sarà indicata.
 
Sul nostro contributo, nel corso di una precisa valutazione di quali siano concretamente le emergenze cui far fronte, operata in una prima riunione con una task force – composta da rappresentanti della Chiesa e dei Sindaci – si è riusciti a individuare nell’allestimento di un impianto docce e di un servizio lavanderia, la risposta più immediata. Si è pensato anche ad un pulmino per facilitare la riduzione delle distanze tra posto di lavoro e residenza, che potrebbe essere, così, meglio distribuita e quindi decentrata rispetto all’attuale concentrazione. Si sta lavorando per la concretizzazione, la più celere possibile, di tali prospettive.
 
Anche l’acquisto di giubbini catarifrangenti è stata un’intuizione intelligente. Già in distribuzione da ieri sera, essi rappresentano una garanzia in più per chi, al calar della sera, circola a piedi o in bicicletta. Con tale strumento di salvaguardia dai rischi si raggiunge anche un altro obbiettivo: il riconoscimento della dignità delle persone, nel loro circolare senza confondersi nel buio, talora vittime di incidenti mortali. Se n’è colta la differenza nel vederle circolare dopo aver indossato i giubbini: è la testimonianza commossa dei nostri Medici Cattolici, che ne hanno curato l’operazione e la completeranno nei prossimi giorni per l’adesione avuta da colleghi oltre Diocesi.
 
Contemporaneamente è anche arrivata l’offerta e la distribuzione di tende.
 
Confortati da questa coinvolgente esperienza, che ha visto solidale e unita la nostra Diocesi in un Avvento di vera Fraternità, ci apriamo sin d’ora alla Quaresima di solidarietà con due prospettive chiare: l’impegno affinché la parola e la realtà dell’emergenza scompaiano
definitivamente dalla prassi. Quando un’emergenza dura anni, allora diventa sistema, con evidenti puntelli che ne vogliono il permanere: e ciò non è più possibile. La costituzione di un fondo di solidarietà avrà nella Messa Crismale il suo alto momento di segno di unità nnella carità della nostra Chiesa.
 
Restano vere, infatti, le parole di Gesù che i poveri – quali siano i volti e i modi con cui si presentano – li avremo sempre con noi (cfr. Gv 12,8). Se la carità è vita stessa della Chiesa, delle nemergenze, tuttavia, non potremmo sempre farcene carico, favorendo, forse indirettamente, interessi fuori dalla giustizia e dal rispetto dell’uomo: ciò non di meno dobbiamo essere sempre pronti a fare mla nostra parte. L’8 gennaio sarà la ‘Giornata mondiale dei senza tetto’. Si tratta di un popolo che ingloba anche il mondo degli immigrati e il pensiero va ancora all’assimilazione con Gesù: «le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Lc 9.58).
 
La Chiesa non intende assumersi ruoli che non le competono, ma cerca di essere nfedele al mandato del suo Signore, mettendosi a servizio delle classi più deboli, offrendo disinteressatamente il proprio aiuto per alleviarne i disagi. Avverte questo suo dovere con il continuare a svolgere l’opera che, da anni nella discrezione e nella ferialità, con il volontariato e la generosità la cui preziosità è nota solo al buon Dio, porta avanti lontanissima da ogni prospettiva di ritorni che potrebbero venirne anche da passeggere luci della ribalta. Per tale zelo nessuno si senta per ciò disturbato o come defraudato da compiti istituzionali propri. Avvenga piuttosto che nellarisposta ai bisogni si trovi alleata con quanti sanno individuare gli interventi e, fattivamente, senza remore e strategie di tempi ritardanti, realizzare le prospettive da adempiere.
Questo il sogno: contribuire a sbloccare una situazione intollerabile con la collaborazione intelligente ed organica verso conquiste di una convivenza umana civile cristiana.
L’attenzione al fratello prolunga la grazia del Natale e i buoni propositi sono le vere luci di questo nuovo Anno 2013 che, per ognuno invoco ricco di ogni desiderata celeste grazia con la Benedizione del Padre di tutti, del Figlio fratello universale, dello Spirito sostegno di ogni opera buona.
 
Palmi, 2 gennaio 2013.
Molochio, Parrocchia Santa Maria de Merula
6 gennaio 2013
Epifania del Signore.

X Francesco MILITO
Vescovo 

 


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