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09/Mar/13

La quarta Catechesi del Vescovo sui Vizi Capitali: la Superbia

   Taureana, Parrocchia S. Fantino

 

    Lo scorso venerdì, presso la parrocchia di Taureana dedicata a Maria Santissima dell’Alto Mare, si è tenuto il quarto degli ormai consueti appuntamenti formativi del nostro vescovo mons. Francesco Milito.

    L’itinerario che il pastore ha voluto tracciare in queste catechesi quaresimali, proviene dalla riflessione sull’Anno della Fede. Infatti, dopo il cammino d’avvento in cui abbiamo potuto riflettere sulle virtù cardinali, in questo tempo liturgico le riflessioni sviluppano di volta in volta i vizi capitali e la loro incidenza morale e spirituale nella vita del cristiano.

    Già nelle scorse settimane abbiamo potuto meditare sui vizi di gola (o come meglio preferisce mons. Milito, golosità), avarizia e lussuria, e questo venerdì è toccato alla superbia.  

    Il tempio mariano di Taureana ha visto una grande partecipazione di fedeli, e non solo parrocchiani che hanno accolto il Vescovo col canto ‘Eccomi Signore’. Quindi la trattazione molto circostanziata di S. E. che a questo punto del percorso ha voluto fare una sintesi di quanto approfondito dall’avvento fino allo scorso venerdì.

Interessanti anche le domande dei presenti a conclusione, che hanno permesso, a risposta del vescovo, di aprire altri scenari di approfondimento e meditazione soprattutto in questo Tempo quaresimale che, come ha affermato il nostro Presule, acquista senso se il cristiano con questo cammino di conversione perviene alla vittoria sulla morte del peccato, che ha nei vizi capitali un potente fomite.

Fr. Francesco Maria Ciaccia, Ord. Carm. A.A.   

 
 
 Oppido M., Cattedrale
 

    Sabato 9 marzo 2013 alle ore 18:30 nella Cattedrale di Oppido Mamertina, S. E. Mons. Francesco Milito, ha tenuto la quarta delle sei Catechesi per il periodo di Quaresima sui Vizi Capitali. Dopo aver trattato della Gola, dell’Avarizia e della Lussuria, questo sabato si è soffermato sulla Superbia, madre di tutti i vizi e idolatria di sé. Nella trattazione, il Vescovo ha voluto sottolineare principalmente tre punti.

    In primo luogo le caratteristiche del superbo, persona che ha un alto concetto di sé e dei suoi pregi e ciò lo porta ad esaltare in modo esagerato se stesso e a presumere di essere superiore agli altri. Quindi un excursus sulla superbia nella Tradizione della Chiesa, citando fra l’altro San Giovanni Cassiano che riassume diversi tratti del superbo: il tono di voce alto, il silenzio amaro, le risposte acide, impaziente, senza carità, che cerca sempre di imporre la sua opinione, e poi San Gregorio Magno che afferma che la superbia è l’origine di tutti i vizi.

    Infine una riflessione di S. E. sulla virtù che si contrappone alla superbia e cioè l’umiltà intesa come vera intelligenza di sé, virtù di chi possiede la vera consapevolezza di ciò che si è. Subito dopo si è dato spazio alle domande e alle riflessioni dei fedeli presenti, giovani e adulti, grati a S. E. per questa nuova esperienza di ascolto e riflessione che aiuta a vivere più intensamente la Quaresima, tempo forte di conversione autentica, itinerario gioioso verso la Pasqua del Signore. 

 

Lucia Ioculano
 
 

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