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15/Mar/13

Terzo appuntamento di Scienza e/o Fede? sulla Sacra Sindone con il prof. Bruno Barberis

    Si è svolto presso la Casa della Cultura a Palmi, giovedì 15 Marzo il terzo percorso di Ricerca e approfondimento su ‘SCIENZA E/O FEDE? Un dilemma compatibile’ con il tema: La Sacra Sindone, provocazione all’intelligenza.

    Il nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito, ha aperto l’incontro porgendo i saluti e i ringraziamenti a tutte le persone presenti in sala.  Presentando poi il tema, S.E.  ha affermato come da molti anni la Sacra Sindone divide le idee e i pensieri di molti uomini: per i credenti si tratta del lenzuolo che avvolse il corpo esanime del Cristo, per molti altri si tratterebbe di un’invenzione della Chiesa. Certo è che si è assistito e si sta assistendo ancora oggi ad un certo ‘accanimento sindonico’, perché in tutti i tempi e con i diversi mezzi e strumenti, si vuole cercare di conoscere la verità su questo misterioso rettangolo di lino.

    I ringraziamenti del Vescovo, con l’espressione della gratitudine per la sua presenza, sono stati poi estesi al  Prof. Bruno Barberis, Professore Associato di Fisica Matematica presso l’Ateneo torinese, Direttore scientifico del Centro Internazionale di Sindonologia e autore e redattore di numerosi libri, articoli, film, documentari e Dvd sulla Sindone sia a livello scientifico sia a livello divulgativo.  Il Vescovo ha passato, poi, la parola al Sindaco del Comune di Palmi, Dott. Giovanni Barone, che si è unito ai ringraziamenti e ai saluti di Mons. Milito. Quindi, la parola al relatore.

    L’intervento del Prof. Bruno Barberis è iniziato con alcune informazioni storiche riguardo la Sacra Sindone ed è continuato con la visione di un video che spiega brevemente, ma in modo molto chiaro, tutti i particolari e le caratteristiche di questo Sacro lino. Il suo intervento è proseguito con la guida di due frasi che il Beato Giovanni Paolo II pronunciò durante la visita a Torino il 24 maggio 1998 in occasione dell’ostensione della Sindone: ‘Sindone, specchio di Vangelo’ e ‘Sindone, provocazione all’intelligenza’.

    Essa è uno strumento prezioso – anche in questo Anno della Fede ‘  che dà la possibilità di compiere un percorso sulla passione e morte di Gesù, fonte della nostra salvezza; ma è anche una ‘provocazione all’intelligenza’ – umana naturalmente – che pensa di poter spiegare qualsiasi cosa.

   Le probabilità che questo Sacro lino abbia avvolto il corpo di Gesù, sono molte: dalle varie ferite, escoriazioni, tracce ematiche si capisce che si tratta di un uomo flagellato e crocifisso, con una profonda ferita al fianco destro inferta dopo la morte; vi si riscontra inoltre la presenza di pollini di alcune piante presenti nella zona della Palestina.

   Non si tratta poi di un dipinto: non vi è la presenza di alcun tipo di colorante, né moderno né antico, e la colorazione risulta uniforme.

    Numerosi sono stati anche i tentativi di riprodurre l’immagine da parte di chi non crede all’autenticità di questo lino, ma i risultati sono parsi poco soddisfacenti.

    Il prof. Barberis ha concluso il suo intervento affermando che porre in antitesi l’aspetto scientifico e quello religioso non è corretto, non è utile: essi sono compatibili e complementari, possono coesistere. La fede cristiana, naturalmente, non si fonda e non si fonderà mai sulla Sindone, la fede si basa su altri presupposti. Ma per la sensibilità dei credenti la Sacra Sindone  ‘costituisce – come affermava Giovanni paolo II – un segno che rimanda a Gesù, la Parola vera del Padre, e invita a modellare la propria esistenza su quella di Colui che ha dato se stesso per noi’.

    L’incontro è terminato dopo che il Prof. Barberis ha risposto, con dovizia di particolari, alle varie domande poste dalle persone in sala e ha ricordato che nel pomeriggio del 30 marzo, in orario ancora non specificato, trasmessa su RaiUno in mondovisione, ci sarà un’ostensione soltanto televisiva della S. Sindone per  offrire ai telespettatori di tutto il mondo le immagini della Sindone, nel contesto di preghiera proprio del Sabato Santo, come occasione di riflessione sulla sofferenza e la morte del Cristo, e sul dolore nel mondo di oggi.

Giovanni Mammola

 

 

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