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17/Mar/13

‘Le sette parole dell’agonia di nostro Signore Gesù Cristo’ a Melicucco

    In un clima di profondo ascolto e partecipazione emotiva, perfettamente inserita nei riti liturgici quaresimali, si è tenuta Domenica 17 Marzo a Melicucco presso la Chiesa di San Nicola l’esecuzione delle ‘Sette Parole dell’agonia di Gesù sulla Croce’, oratorio musicale per Tenore, Baritono, coro e Banda.  Le Sette Parole di Gesù sulla Croce sono state eseguite dalla nota formazione musicale melicucchese la Concert Band di Melicucco, interamente formata da giovani musicisti del reggino e diretta da sempre dai Maestri  Maurizio Managò e Gaetano Pisano. Le voci soliste sono state quelle del Tenore M° Domenico Santacroce e del Basso-Baritono M° Alessandro Tirotta.

    In un crescendo di spiritualità e sotto lo sguardo attento e talora commosso di Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi, l’esecuzione si è rivelata una meditazione profonda del testo Evangelico della Passione di Cristo; toccanti anche le riflessioni a commento delle Sette Parole cantate, lette ed interpretate da Roberta Cullari, quasi come vere e proprie preghiere. Tale era infatti lo scopo delle Sette Parole di Nostro Signore Gesù Cristo già nei secoli passati, quando queste erano un momento liturgico inserito nei riti del Venerdì Santo, esattamente da mezzogiorno alle 15, ora nona giudaica.

   Le Sette Parole di N.S.G.C. sulla Croce su testo di Pietro Metastasio, eseguite a Melicucco, furono poste in musica dal Canonico Lorenzo Maria Falduti.

La strumentazione e l’orchestrazione per banda fu commissionata nel 2005 dal dr. Nazareno Scerra. Circa sessanta i componenti della Concert Band di Melicucco impegnati nell’esecuzione.

    Le Sette Parole di N.S.G.C. sulla Croce prendendo spunto dai brani del Vangelo della Passione di Cristo diventano preghiere, richieste di perdono a Dio per il male commesso. Il Metastasio scrive per esempio con acuta poesia e struggente dolore nella quarta parola che trae origine dal verso evangelico “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’ (Mc 15,34; cf. Mt 27,46):

    ‘Dunque dal Padre ancor abbandonato sei?

    Ridotto t’ha l’amore a questo, o buon Gesù.

    Ed io coi falli miei, per misero gioir, potrotti abbandonar?

    Piuttosto, o Dio, morir,  non più peccar, non più’.

 

 Roberta Cullari

 

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