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Il Vescovo benedice il Fonte battesimale della Parrocchia Maria SS. di Porto Salvo

    «Quando entrate in Chiesa soffermatevi davanti al Fonte battesimale». Così ci invita S. E. Mons. Francesco Milito che ha presieduto la celebrazione della S. Messa nella V domenica di Quaresima, presso la Parrocchia  Maria SS. di Portosalvo a Gioia Tauro.

La parrocchia è gremita di fedeli e, in prima fila seduti, risaltano le casacche alla marinara, bianche e blu, di una porzione dei Portatori della Vara della Madonna che in mattinata hanno partecipato ad una lectio sul tema ‘il credo e la fede’ presso l’oratorio parrocchiale.

   Tanta la commozione. Durante la S. Messa il nostro vescovo ha benedetto il nuovo Fonte battesimale, opera dedicata alla memoria di Peppe Ranieri, giovane 26enne Portatore della vara della Madonna ed educatore dell’azione cattolica, scomparso lo scorso 10 agosto a causa di un’incurabile malattia’ «Una morte, una perdita, di per sé dolorosa, è accompagnata dalla gioia di tante ri-nascite» ha affermato il Vescovo.

    Nella nostra comunità parrocchiale mancava il fonte battesimale: c’era una specie di grande ‘bacile’. Ora, finalmente, anche il popolo di  Maria SS. Di Portosalvo  ha un ‘Battistero’! È il ‘grembo’ da cui nasceranno i Santi di Dio, costituisce il luogo fisico e simbolico di rinascita a nuova vita nella fede per giungere alla vita eterna.

   Insieme all’architetto Arabia e a don Elvio è stato elaborato il progetto: ha origine così la roccia. Nel deserto Dio fece scaturire dalla roccia l’acqua per dissetare il suo popolo; quella Roccia, dicono i Padri della Chiesa, era Gesù. Egli è la Vita, la Salvezza per il suo popolo. La pianta presenta una forma ottagonale: i suoi otto lati richiamano gli otto giorni e, dal momento che la settimana – come si sa- conta sette giorni, l’ottavo risulta fuori dal tempo ordinario: è il tempo dell’eternità.

   Il richiamo al ‘bagno’ di rigenerazione e al rinnovamento della vita si sposa perfettamente con il tema proposto dalle letture del giorno; dal Vangelo, in particolare, un brano stupendo, ma non facile da vivere: l’incontro tra Gesù e una donna sorpresa in flagrante adulterio. La legge aveva comandato di lapidare le adultere. La donna è il simbolo di una umanità peccatrice, debole, fragile che Gesù restituisce alla sua dignità. Davanti alle insistenze Egli afferma: ‘Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra’ e, infine, rivolgendosi a quella donna, con misericordia: ‘Va’ e d’ora in poi non peccare più’. L’esortazione, dunque, è di entrare in noi stessi e riconoscere i propri peccati al fine di rinnovarsi.

   Si tratta per ognuno di noi di scoprire personalmente il valore di un dono ricevuto: nel Battesimo Dio ci ha chiamati, ci ha invitati ad immergerci nella morte e resurrezione di Gesù, a lasciare quanto di negativo è attorno a noi e dentro di noi per entrare in relazione filiale con Lui, nostro Padre.

   Solo il potere di Cristo, che muore crocifisso per amore, è capace di dare la vita; e soltanto il potere che serve a dare la vita è vero potere, non la cruda legge civile. «Non si confonda il peccato con il peccatore» ha sottolineato, infatti, il nostro vescovo durante l’omelia.

    Nell’arte come nelle Scritture nulla è a caso, tutto ha un significato. Chi entra in una Chiesa simbolicamente inizia un percorso che lo condurrà verso la pienezza del banchetto eucaristico, dove la Pasqua si compie e dove la Vita trionfa. Ecco perché «Quando entrate in Chiesa soffermatevi davanti al Fonte battesimale», avvicinandosi ad esso è possibile  ‘leggere’, ‘pregare’, ‘ringraziare’ Dio per il sacramento del Battesimo che ci rende suoi figli adottivi.

    «Desidero esprimere vivo plauso all’intera comunità. Mi sia permesso aggiungere una personale nota di gratitudine – conclude Mons. Francesco-  per la condivisione dei progetti d’arte che rendono questa Chiesa la più bella della nostra Diocesi a livello artistico. Ai Portatori, ai giovani e a tutti i fedeli operanti sotto la guida del parroco don Giovanni, il mio monito è di continuare a percorrere con fede e amore il cammino verso la luce della Pasqua senza fermarsi mai».

 

Giovanna Pisano

Le foto sono di: Domenico Mazzullo


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