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Il Vescovo visita la parrocchia S. Martino in Drosi e amministra il Sacramento della Confermazione

   Accolto dal Parroco don Nino Larocca e dal diacono Enzo Scionti  S E. Mons. Francesco Milito la sera di mercoledì 3 aprile ha visitato la Parrocchia S. Martino in Drosi in occasione del conferimento del sacramento della Confermazione ad un gruppo di  36 ragazzi  e di alcuni adulti.

  Prima della celebrazione dell’Eucaristia il Vescovo ha visitato anche le frazioni di Russo, Manduca-Benevento e Spina. In ognuna di esse è presente un luogo di culto che, per la vita di queste piccole comunità, rivestono  un’enorme importanza essendosi nel tempo rivelati punto di riferimento e centri di aggregazione per i fedeli residenti.

   In seguito il Vescovo è stato accolto in una chiesa parrocchiale stracolma di fedeli che, per la prima volta, hanno avuto l’onore di avere nel loro centro mons. Milito e dalle parole di don Nino, che lo ha salutato come “un pastore venuto per portare una ventata di ringiovanimento in questa parrocchia con il dono dello Spirito Santo“.

   L’inizio della celebrazione è stato accompagnato da alcuni segni particolari: i bambini, che hanno portato sette ceri accesi in segno dei doni dello Spirito  Santo; le catechiste, che hanno portato in processione la Parola; i seminaristi presenti, che hanno portato l’effige della Madonna di Fatima.

   Il Vangelo dei discepoli di Emmaus è stato il filo conduttore dell’omelia del vescovo Francesco, il quale ha esordito con la richiesta degli stessi discepoli rivolta la sera di Pasqua a Gesù:  “Resta con noi, Signore, perché si fa sera e il giorno già volge al tramonto”E anche noi siamo – ha affermato il Vescovo – alla sera di Pasqua, perché oggi siamo nel giorno di Pasqua: la settimana che intercorre dalla veglia pasquale fino alla prossima domenica è un primo giorno, fino a Pentecoste sarà un unico, grande giorno‘. Questa preghiera, dunque, ben si adatta al momento che celebriamo, anche se noi già conosciamo il Signore, già siamo stati introdotti alla sua mensa e l’abbiamo sentito attraverso la sua Parola e i suoi insegnamenti. Quindi il senso della preghiera potrebbe essere: ‘Signore, noi siamo con te da tempo; ma tu resta con noi per sempre‘ ed egli risponde a noi, come ai suoi nel Cenacolo, effondendo da risorto su questi piccoli lo Spirito. Ma che vuol dire ricevere lo Spirito? Chi è lo Spirito? Lo Spirito è la potenza del Signore che prende possesso su di noi, perché egli ci dà la forza che Egli è. Lo Spirito è  l’insieme di quella ricchezza che Dio è e ci viene comunicata, perché anche noi facciamo quello che Gesù ha fatto. Quindi un forte richiamo a essere come Gesù. E anche se qualcuno potrebbe dire ‘ma noi non siamo Gesù’ questa sera questi bambini diventeranno come Gesù perche l’unzione con il Crisma per i cresimati significa essere consacrati per essere testimoni. Infatti chi riceve il Sacro Crisma, questo olio profumato benedetto dal Vescovo nella Messa crismale del giovedì santo, usato nel battesimo, nella cresima, nell’ordinazione sacerdotale e nella consacrazione di un nuovo altare, si sente consacrato e mandato a testimoniare il Signore. E per fare ciò non conta l’età, il saper  parlare o meno, ma conta il comprendere che con questa unzione noi diventiamo Lui. Con l’unzione questi ragazzi diventeranno come piccoli sacerdoti che nelle realtà in cui vivono, nella famiglia, nella scuola, tra gli amici potranno essere persone così compite, così perfette da diffondere il buon profumo di Cristo là dove essi sono. Uscendo dalla Chiesa questi ragazzi saranno altre persone non esternamente, ma interiormente, trasformati in piccoli sacerdoti del Signore, più adulti, più consapevoli, come i discepoli di Emmaus che quando comprendono che hanno incontrato il Signore, ritornano in fretta a Gerusalemme, la stanchezza scomparsa, e rendono testimonianza davanti agli apostoli chiusi nel cenacolo, impauriti, che il Signore è risorto. La stessa gioia devono avere questi ragazzi, diventare missionari, andare a dire a tutti che il Signore fa parte della loro vita.

  E da qui l’esortazione ad affidarsi alla Madonna, colei che avendo per prima accolto il dono dello Spirito Santo, ha conformato la sua vita a quella del Signore, accogliendo la sua Parola e così sentirsi pieni di Gesù risorto, fortemente unti dello Spirito Santo, depositari come Maria di grandi misteri, di grandi doni, ricolmi della pace del Signore che se invade i nostri cuori ci fa vedere tutte le realtà in un modo diverso, con la gioia della Pasqua che è un anticipo della gioia eterna. L’augurio conclusivo ai ragazzi e agli adulti cresimati  di iniziare una vita più bella e più forte e di sentire sempre acconto il Signore che riscalda il cuore ‘perché tanto più saremo vicino a lui tanto più dentro avvertiremo una luce e una forza che poi potremo mettere a disposizione degli altri’.

  Proprio per questo, prima della benedizione finale, attraverso il canto, tutta la Comunità parrocchiale si è voluta affidare alla Madonna e poi ricorrendo il compleanno di don Nino una catechista ha voluto porgergli gli auguri a nome di tutta la Parrocchia, ringraziandolo per quello che è riuscito a fare in questi quattro anni di ministero a Drosi e nelle frazioni limitrofe: aiutare i fedeli a sentirsi comunità viva, stretta attorno al parroco, tutta protesa nella vita dello Spirito grazie anche ai numerosi gruppi sorti in essa, segno di indiscussa vitalità e operosità.

  Ed è proprio ciò che il Vescovo ha voluto sottolineare nelle sue conclusioni, richiamando soprattutto quanto fatto per gli immigrati a tal punto da diventare ‘il modello Drosi‘, invitando tutti a restare legati alla Madonna, la quale per prima ha ricevuto il dono dello Spirito ed essere, infine, come gli apostoli: testimoni operosi di tale dono.

 

Diacono Cecè Caruso

 

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