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24/Apr/13

Il Vescovo a Rizziconi amministra i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia ai ragazzi del cammino di iniziazione cristiana

La Parrocchia San Teodoro Martire di Rizziconi ha vissuto domenica 21 aprile una giornata di paradiso, perché un angolo di paradiso sembrava l’auditorium diocesano Famiglia di Nazareth dove S. E. Mons. Francesco Milito ha amministrato il Sacramento della Cresima e la prima Comunione ad un gruppo di 41 ragazzi  che hanno completato il cammino di iniziazione cristiana.

Una bellissima celebrazione, ricca di tanti segni, particolarmente curata, che ha contribuito a creare nei presenti un clima di profonda commozione già con il rito di introduzione in cui i bambini, chiamati per nome, con il loro ‘Eccomi’ e, interrogati dal Vescovo, dopo che i loro genitori e i catechisti hanno confermato che i loro figli erano pronti a vivere da cristiani, hanno espresso il desiderio di essere ammessi ai sacramenti.

Il Vescovo nell’omelia ha messo in evidenza come dalla notte di Pasqua si irradia sulla Chiesa il mistero di Dio che svela il suo piano d’amore facendolo rivivere ogni domenica che è la pasqua della settimana. E se le prime tre domeniche di Pasqua ci aiutano soprattutto a confermare la nostra fede nella presenza del Risorto, le domeniche successive ci aiutano a comprendere cosa significhi che Gesù è risorto, risorto per noi.

La liturgia della quarta domenica di Pasqua, infatti, ci aiuta a comprenderlo attraverso un’immagine tratta dalla realtà,  che ci manifesta il rapporto che c’è tra Signore e i suoi: Gesù è il Buon Pastore. Il Vescovo ha ricordato che sua madre aveva un nonno pastore che chiamava  le pecorelle ciascuna con il suo nome e quando le chiamava, queste rispondevano alla sua voce. E’ così è di Gesù, il ‘Buon Pastore’, anzi meglio il ‘Bel Pastore’, secondo l’originale greco, termine che è sintesi di bontà e di dono. E nel Vangelo di oggi c’è la rivelazione del rapporto che esiste tra Gesù e le sue pecore, perché dice Gesù ‘le mie pecore ascoltano la mia voce’: le pecore ascoltano, conoscono, seguono il pastore e il Pastore ci conosce, non solo come popolo di Dio, ma conosce ognuno singolarmente, ci conosce, cioè ha con noi un rapporto diretto. E se ciò è bello a livello umano, quanto è più bello a livello del rapporto che esiste tra Dio, tra Gesù e noi!

La Parola di Gesù, nel contesto della celebrazione di oggi, diventa per  i bambini un segno, perché lo Spirito della Pasqua scendendo su di loro nella Confermazione e Gesù che ricevono per la prima volta nell’Eucaristia vengono ad abitare insieme a loro. E se è vero che qualche volta in famiglia stiamo con i musi lunghi, e non riusciamo a dialogare tra di noi, Gesù, venendo in noi, desidera intrattenere un dialogo, vuol venire  dentro di noi e vuole  restare con noi.

Nella visione cristiana, inoltre, c’è un altro aspetto da considerare perché Gesù che è il pastore, diventa anche agnello, l’Agnello di Dio che si dona per noi, l’Agnello immolato che porta il suo gregge al regno di Dio, in Paradiso. I vestitini, il bianco che in questo giorno i bambini indossano si riferisce al bianco della seconda lettura dal libro dell’Apocalisse in cui si parla di una moltitudine immensa che sta in piedi davanti all’Agnello, tutti avvolti in bianche vesti  ‘e  che hanno lavato le loro vesti rendendole candide nel sangue dell’Agnello” la purezza, il candore ci fanno presente che questi bambini oggi sono con Gesù in paradiso, nel regno della luce, tutti insieme, invitati a stare lì. La data di oggi deve, per questo, costituire per loro l’origine, il principio di una vita nuova: stare insieme con il Signore  con la certezza che lui è tutto per noi e noi dobbiamo essere tutti per lui.

Un motivo in più che ci fa riflettere in questa giornata è la ricorrenza della 50ª Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni  e per questo il Vescovo ha invitato i ragazzi a rivolgere al Signore questa preghiera: ‘Se mi vuoi, Signore, chiamami; fammi capire, Signore, cosa vuoi da me’.  Il Signore, chiaramente, non vuole in questo momento una risposta immediata, ma ci pone una domanda, che attende una risposta. Quindi l’invito ai genitori dei ragazzi a comprendere che la vocazione è un dono di Dio e a ritenere una grazia la chiamata che il Signore fa a diventare sacerdote, pastore del suo popolo, perché se il Signore chiama all’amore completo per sé, non è per abbandonare e lasciare sole le persone. E per questo l’augurio che il Signore prenda possesso dei cuore di questi ragazzi ed essi possano sempre dire il loro ‘sì’ a Dio.

E’ seguito, poi, il rito della Confermazione con il Vescovo che ha svolto anche il compito di didascalo, spiegando ai fedeli i vari momenti dei rito, invitando i ragazzi a portare a casa le  candele accese al cero pasquale, simbolo di Cristo, luce del mondo, durante la rinnovazione delle promesse battesimali e prima della crismazione a diffondere nella loro vita il buon profumo di Cristo. 

E poi il crescendo della celebrazione con i ragazzi che accompagnati dai genitori hanno ricevuto per la prima volta l’Eucaristia, l’affidamento dei bambini alla Madonna con un preghiera fatta da tutti i bambini, la preghiera di ringraziamento di una mamma dei ragazzi  a nome di tutti e la preghiera del Vescovo per le Vocazioni.

Un ultimo segno molto bello, la benedizione del pane di condivisione, che i bambini spezzeranno e consegneranno a tutti i presenti nel pranzo di comunione e che ricorda quello che facevano i primi cristiani che agli ammalati che non potevano partecipare all’Eucaristia, portavano il pane benedetto che in un certo senso evidenziava la loro partecipazione spirituale al banchetto eucaristico, pane condiviso che ricorda anche che il cristiano è chiamato sempre a condividere i suoi beni, soprattutto con le persone più bisognose.

E dopo la benedizione l’esultanza del canto finale con i bambini su cui volti non traspariva stanchezza ma gioia e felicità, con il Vescovo compiaciuto che ha affermato ‘Se questo è paradiso in terra, immaginiamo come sarà grande la gioia in Paradiso!’. Poi l’invito del Vescovo ai ragazzi a scrivergli una lettera personale in cui manifestargli cosa avevano provato in questo giorno e la loro disponibilità a fare nella loro vita quello che il Signore vorrà da loro.

Una giornata di grazia che ci auguriamo resti per i ragazzi e per le loro famiglie un memoriale dell’amore del Signore verso i suoi figli, che la presenza rassicurante e benevola del nostro Vescovo e Pastore ha reso più concreto e tangibile.

Diacono Cecè Caruso


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