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La Città di San Giorgio Morgeto offre l’olio per la Lampada Votiva in onore di San Francesco di Paola

All’alba del 3 febbraio 1483, Francesco da Paola scendeva dalle pendici del Pollino dopo aver lasciato, il giorno prima, il povero eremo paolano in riva al fiume Isca per portare il suo messaggio di penitenza e conversione alla corte di Francia, spinto dalla forza del Vangelo e dell’obbedienza al Papa.

Dalla vetta del monte più alto della Calabria, con le lacrime agli occhi e una grande nostalgia nel cuore, l’austero monaco potè contemplare «quella terra diletta che non avrebbe più riveduta»1.

«Fu uno sguardo pieno d’affetto per la sua terra e per tutti coloro che l’abitavano, dei quali conosceva le sofferenze e le speranze. Fu uno sguardo commosso perché certo ormai che non l’avrebbe vista mai più. Fu uno sguardo benedicente perché su di essa invocò la benedizione di Dio»2.

Prima di lasciare la Calabria, il Paolano l’aveva percorsa tutta, spargendo, per le contrade della nostra Regione, il profumo fragrante della sua prorompente santità e la forza strepitosa dell’efficace testimonianza di una vita vissuta sul saldo fondamento della Charitas di Cristo.

I Calabresi, che ben conoscevano la sua missione di carità, che avevano avuto tante prove ammirevoli della sua virtù, che tante volte nei loro più gravi bisogni erano stati beneficati dalla sua

potenza prodigiosa, non potevano rimanere insensibili al suo allontanamento, che prevedevano definitivo: «Eh, dove andate Santissimo Padre Francesco consolatione dè poveri, gloria della nostra Patria, ed unico rimedio dè nostri mali? Dove ne gite grande amico di Dio? Che fia di noi senza di voi? Chi ci sovvenirà nelle miserie? Chi sanerà le nostre infermità? Chi ci consolerà nelle nostre tristezze?»3.

Profondamente radicato nel cuore e nella devozione del generoso e forte popolo calabrese, il Taumaturgo di Paola, a più di cinquecento anni dal pio transito, è, ancora, ‘il più Santo dei Calabresi e il più calabrese dei Santi’, tanto che, il 2 giugno 1962, il Beato Pontefice Giovanni XXIII lo proclamava insigne Patrono e potente Protettore della terra di Calabria: «Luce della Calabria odierna, San Francesco di Paola, per la straordinaria santità della sua vita e per gli innumerevoli favori celesti ottenuti per sua intercessione, è venerato dagli abitanti di quella regione, con continui e speciali atti di culto»4.

Magnifica figura di eremita e di apostolo, di anacoreta e di benefattore del popolo, di asceta e di intrepido assertore dei diritti degli umili e degli oppressi, San Francesco di Paola rispecchia le caratteristiche più spiccate della sua gente che non si stanca mai di onorarlo.

Per eternare questo fuoco d’amore e di devozione che ogni calabrese ha per il Santo Paolano, nel 1946 fu posta, nell’antica e solenne Cappella delle Reliquie della Basilica-Santuario di Paola, un’artistica Lampada votiva argentea, opera del Minimo Padre Vincenzo Donnarumma, che ogni anno, il 2 maggio, viene accesa grazie all’olio votivo offerto da tre comuni della Regione.

Quest’anno il prestigioso e memorabile atto sarà compiuto, per la nostra Diocesi, dalla Città di San Giorgio Morgeto, che si è preparata allo storico evento attraverso una Missione Popolare, predicata dai PP. Minimi, che si è svolta nelle prime settimane di Quaresima.

Attraverso la Missione Popolare, l’offerta dell’olio diventa un occasione favorevole per rinnovare l’annuncio del Vangelo e l’invito alla conversione, secondo la spiritualità minima del Santo Monaco calabrese.

San Francesco è ancora così vivo, ha un occhio così penetrante e una voce così tonante, da non lasciare gli animi in riposante inerzia. È una figura dominatrice, che scuote, esalta e conduce verso sempre nuovi orizzonti di Fede.

 

Sac. Letterio Festa

Direttore Archivio Storico Diocesano

 

1 G. Roberti, San Francesco di Paola. Storia della sua vita, Curia generalizia dell’Ordine dei Minimi, Roma 1963, 340.

 

2 G. Fiorini Morosini, San Francesco di Paola. Vita, personalità, opera, Curia generalizia dell’Ordine dei Minimi, Roma 2006, 167.

 

3 Roberti, San Francesco di Paola. Storia della sua vita, 339.

 

4 Decreto per l’elevazione di San Francesco di Paola, confessore, a principale Patrono presso Dio dell’intera Provincia

Ecclesiastica Calabra, 2 giugno 1962.

 


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