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La Reliquia del Beato Giovanni Paolo II per la Chiesa di Varapodio

     Un evento di profonda spiritualità, si è concluso domenica  5 Maggio nelle comunità  ecclesiali di Varapodio, con una celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito, Vescovo della diocesi Oppido-Palmi, tenutasi nella chiesa di Santo Stefano Protomartire, dove per tre giorni i fedeli si sono potuti raccogliere in preghiera dinanzi alla Reliquia del Beato Giovanni Paolo II, consistente nello scapolare della Madonna del Carmelo insanguinato, che indossava al momento dell’attentato causato da Ali Agca il 13 Maggio 1981 in Piazza San Pietro, mentre girava sulla papamobile.

    Prima della celebrazione Don Mimmo Caruso, Parroco del luogo e Vicario Foraneo di Oppido-Taurianova, nel porgere il suo saluto al Vescovo e alle autorità civili e militari presenti, ha sottolineato l’importanza  dello scapolare, segno esteriore che richiama ciò che dovremmo essere interiormente. Le tre giornate, ha inoltre commentato, il Parroco, sono servite ad intensificare la preghiera fra comunità diverse.

   In un momento così significativo, non poteva mancare la professione perpetua di fede di dieci carmelitani del Terz’Ordine di Varapodio fondato nel 2008, avvenuta durante il rito Eucaristico del pomeriggio del 4 Maggio, presieduto da Padre Carmelo Silvaggio, Priore del Carmelo di Palmi. Il primo dei dieci a pronunciare i voti è stato proprio il Parroco Don Caruso che porterà sulla talare a vita lo scapolare, proprio come Giovanni Paolo II. 
Un’emozione particolare è stata, invece, suscitata da Mons. Milito durante la Sua omelia rivolta a quel Papa che, avendo aperto le porte a Cristo, Re della gloria, sarà proclamato Santo a breve. Il monito più forte del Prelato è andato ai Carmelitani invitati a condurre una vita esemplare che sia soprattutto testimonianza  di fede e del carisma carmelitano all’interno della comunità varapodiese. Carisma che si sostanzia nella carità cristiana e amore verso il prossimo che deve essere vivificato quotidianamente dalle opere e dalla preghiera profonda, senza le quali l’appartenenza al Carmelo non avrebbe motivo di esistere.

   Sua Eccellenza Mons. Milito ha ulteriormente arricchito la Sua omelia con tanti riferimenti storici dell’ordine Carmelitano, definito il più antico degli ordini monastici, nato in Galilea intorno al XII secolo. Ha poi  ricordato Teresa D’Avila, Santa riformatrice del Carmelo, della Spagna del 1500 e Santa Teresina del Bambin Gesù e del  Santo Volto, della Francia del 1800. Entrambe proclamate dottori della Chiesa, importante riconoscimento attribuito eccezionalmente ai Santi che hanno mostrato particolari doti di riflessione  nell’attività di divulgazione teologica.
Dopo l’excursus storico, la Consacrazione e la Santa Comunione, Mons. Milito ha proceduto alla benedizione di tutti i Bambini presenti in Chiesa e non, per impegni programmati fuori dalla stessa Azione Cattolica diocesana.

   Nel porgere il ringraziamento finale, Don Caruso ha richiamato attraverso lo scapolare il 13 Maggio, primo anniversario di ordinazione episcopale  del nostro Vescovo, invitando i fedeli sulle note de ‘il 13 Maggio’ allo sventolio  dei fazzoletti  che hanno salutato al termine della Celebrazione,  Sua Eccellenza Mons. Milito, in segno di gioia, comunione fraterna e purezza di quei fanciulli appena benedetti, creando così una splendida coreografia che ha chiuso con grande spirito di partecipazione, le tre giornate in cui non solo la comunità di Varapodio, ma anche molti fedeli della Piana, hanno potuto godere della presenza della Reliquia del Beato Giovanni Paolo II che si appresta a divenire uno dei più grandi Santi di venti secoli di storia della Chiesa Cattolica, soprattutto per aver vissuto a lungo nella sofferenza abbracciando la Sua Croce nel silenzio e portando avanti il Suo apostolato fino all’ultimo giorno di vita terrena. Alla celebrazione hanno preso inoltre parte, Don Antonio Nicolaci, diacono e segretario del Vescovo che sarà ordinato Sacerdote il prossimo 30 Giugno presso la Cattedrale di Oppido M. e i diaconi Paolo Tropeano e Rocco Giannetta. 
 

Filomena Scarpati

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