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La Relazione di Mons. Cantisani sull’Attualità della Gaudium et Spes

      Giovedì  20 giugno si è tenuto presso il Seminario di Oppido  Mamertina  l’ultimo dei 4 appuntamenti di aggiornamento del Clero della nostra Diocesi.  L’incontro è stato guidato da  Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo emerito della Diocesi di Catanzaro-Squillace che  nell’ambito della tematica di fondo di quest’anno, il Concilio Vaticano II, ha relazionato specificamente sull’attualità della Costituzione Pastorale Gaudium et Spes.

    Dopo aver sottolineato il percorso  molto tormentato della Gaudium et Spes, per arrivare all’ultima versione del testo, Mons. Cantisani ha illustrato le caratteristiche di questo documento sul rapporto Chiesa-mondo, facendo alcune importanti annotazioni.

     La prima: l’indirizzo indistintamente a tutti gli uomini, non solo ai figli della Chiesa e a quanti invocano il nome di Cristo e l’incipit commovente della Costituzione che dice di questo voler stare dei cristiani nel mondo: ‘Le gioie e le speranze’..’, espressioni che denotano da una parte  la simpatia della Chiesa per il mondo e dall’altra la responsabilità con cui la Chiesa intende vivere il suo cammino nella storia.

     Mons. Cantisani ha poi spiegato il titolo del documento, Costituzione pastorale della  Chiesa nel mondo contemporaneo, spiegazione utile per rendersi conto della portata della GS e soprattutto dell’atteggiamento ‘radicalmente nuovo’ della Chiesa verso l’umanità.

     Mons. Cantisani ha poi parlato della novità più rivoluzionaria introdotta dalla GS: l’antropologia, che discende da una cristologia universalistica, perche ‘tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui’. Questa è la solenne affermazione del n. 22, con il quale la Chiesa dà il fondamento teologico all’antropologia, affermando che ‘solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo’. Poi una breve sintesi dei principi di questa antropologia.

     L’analisi di Mons. Cantisani è proseguita affrontando il tema ‘Lavoro e Cultura’ e illustrando le risposte che il documento dà sui problemi ad essi correlati.    

     Un aspetto importante della GS è interamente dedicato all’uomo nella società, con particolare riferimento alla comunità familiare, economico-sociale, politica, internazionale, in quanto l’uomo è costitutivamente sociale, e così il richiamo alla ‘Dignità del matrimonio e della famiglia’ e le pagine sulla comunità economico-sociale. Poi nel cap. III della seconda parte della GS un altro grande tema, la proprietà privata, con l’affermazione che i beni terreni hanno una destinazione universale.

     L’Arcivescovo emerito ha parlato poi del capitolo sulla comunità politica. Poi, riferito alla comunità internazionale, la condanna della guerra totale.

     Un ultimo problema, affrontato nella relazione da Mons. Cantisani: se le aspettative della GS siano state realizzate o se c’è stata nella Chiesa la ‘ricezione’ del Concilio. L’arcivescovo, a tal proposito, ha affermato di ritenere che si possa essere d’accordo sul principio di Benedetto XVI, la ‘riforma nella continuità’, pensando che il Concilio si comprende vivendolo in tutti i suoi aspetti essenziali e riflettendo che il nostro contributo di cristiani sarebbe stato più efficace se avessimo recepito pienamente in Concilio.

     Poi il riferimento dell’Arcivescovo emerito ad alcuni aspetti critici del documento, l’ultima annotazione, la questione del laicato e un ultimo richiamo all’universalità del soggetto Chiesa. E la conclusione: andare avanti con fiducia, quella fiducia sconfinata che la GS infonde nei cuori di chi la legge, senza cedere ai ‘profeti di sventura’, per quanto riguarda le carenze nella ricezione del Concilio, ma camminando con fiducia. Papa Francesco direbbe: ‘Camminiamo cantando’.

   Inutile sottolineare l’attenzione con cui i sacerdoti presenti hanno seguito la relazione esaustiva dell’illustre Presule, accogliendone le puntualizzazioni e i rilievi, riconoscendo l’importanza del Concilio e la necessita di fare sempre più riferimento nella vita della nostra Chiesa locale ai suoi Documenti, ma soprattutto di viverne lo spirito.

 

 

in allegato la relazione di Mons. Cantisani


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