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25esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Antonio Scordo

   Mercoledì 10 luglio, la comunità parrocchiale di Maria SS. Immacolata in Polistena, ha festeggiato il 25esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Antonio Scordo.
  Con gioia hanno partecipato  numerosi confratelli sacerdoti che, nella solenne concelebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc. Mons. Francesco Milito, hanno voluto rendere grazie a Dio del dono della vita sacerdotale e dell’amore attraverso il quale il Signore ha guidato Don Antonio in questi 25 anni trascorsi nelle diverse realtà parrocchiali della nostra diocesi.
   Durante il saluto iniziale, è stato presentato a Don Antonio il dono con cui la comunità di Polistena ha voluto omaggiare il suo parroco: un calice, benedetto nella stessa celebrazione.
   È il segno bellissimo che racchiude il mistero per il quale sacerdote diviene lo strumento perfetto attraverso cui Gesù, al momento della consacrazione, si manifesta vivo e vero sull’altare.
 
   Nell’omelia il Vescovo, ha sottolineato l’importanza del Vangelo nella storia della Chiesa, ‘oggi, questa celebrazione, è la festa della Chiesa e degli apostoli. Che cosa Gesù ha chiesto loro di fare?’.
   Rivolgendosi alle ‘pecore sperdute della casa di Israele’, ha reso attuali le parole che Gesù rivolge agli apostoli: ‘Non andate dai Samaritani’: ‘c’è un gregge, disperso là fuori’ Oggi l’apostolo dovrebbe avere questa grande preoccupazione, non accontentarsi di quelli che con l’affetto e la dedizione si vede sempre intorno’. In questo tempo di crisi della fede, il Vescovo ha invitato Don Antonio e tutti i Sacerdoti a preoccuparsi dei bisogni spirituali del popolo di Dio della ‘societas cristiana’, e non di praticare una ‘falsa pastorale’ nel nascondere la verità sugli errori ai suoi fedeli; infatti: ‘E’ un modo pessimo di aiutare le persone’.
 
   Da qui intreccia la mitezza e la fortezza propri di un sacerdote, la sua umanità, nel momento dello sconforto e dello scoraggiamento. ‘Si può essere miti e forti allo stesso tempo? Si’.
Ha continuato dicendo: ‘Il grazie che oggi diciamo al Signore, lo diciamo a Don Antonio: per tutto ciò che dal giorno in cui ha iniziato il suo servizio presso il popolo ha realizzato, e per tutto quello che, volendo, non ha potuto realizzare.’
   E ancora: ‘Don Antonio, vivi questo tuo 25esimo guardando a ciò che il Signore ti ha dato, e ringraziandolo di tutto’. La forza dei sacerdoti nei momenti in cui possono sentirsi persi, sottolinea il Vescovo, è nell’espressione di Gesù: ‘Io sarò con voi fino alla fine del mondo. E di questo siamo sicuri: egli e la mamma sua non ci farà mancare l’aiuto.’
Infine si rivolge direttamente a Don Antonio, porgendogli un augurio attraverso l’ultimo titolo dell’enciclica: ‘Proprio perché siamo nell’anno della fede, proprio perché il sacerdozio solo nella fede si capisce, solo perché l’evangelizzazione nella fede nasce, caro Don Antonio, possa tu essere un lumen fidei. Una luce nella fede per chi ti sta vicino.  Perché così questa luce della fede, vicina alla luce pasquale, diventa come ogni sacerdote vorrebbe essere, splendore per il mondo, illuminazione per l’esistente.’
 
   Lo ha invitato così ad avere negli occhi e nel cuore la visione dell’intera comunità parrocchiale, di tutte le persone che lungo il suo cammino ha incontrato, in modo che nei momenti di stanchezza possa trovare la forza di andare sempre avanti.
 
   Prima della benedizione finale, Don Antonio ha rivolto il suo saluto e il suo ringraziamento alle singole istituzioni e alle comunità parrocchiali presenti, le quali hanno manifestato la stima, l’affetto e la gratitudine, attraverso un lungo e caloroso applauso.
 
Francesca Muscherà

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