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27/Set/13

A Palmi il Vescovo incontra i genitori e i familiari dell’Associazione ‘Figli in cielo’

      Momento di intensa commozione quello vissuto dai genitori e dai familiari dell’Associazione ‘Figli in cielo’ che nel pomeriggio di domenica 22 settembre hanno partecipato nella Chiesa del Crocifisso a Palmi alla santa messa celebrata dal nostro Vescovo Mons. Francesco Milito.

     Dopo il saluto iniziale, il benvenuto al Vescovo da parte di don Emanuele Leuzzi, parroco del Soccorso, nella cui Parrocchia è presente la Chiesa del Crocifisso, luogo simbolicamente scelto dal gruppo per la celebrazione dell’Eucaristia mensile, perché il Crocifisso, come ha sottolineato don Emanuele, ricorda la grande croce di sofferenza e dolore che vivono i genitori e i  familiari di questi bambini, ragazzi, giovani tornati prematuramente alla casa del Padre.

     Don Rosario Attisano, assistente dell’Associazione, ha ricordato come nei quattro anni dalla sua costituzione, il gruppo si sia esteso in tutti i paesi della Diocesi aiutando le persone a uscire dalla disperazione della loro solitudine e chiusura per aprirsi alla speranza cristiana che tanto conforto sta dando a queste famiglie provate dall’immane sofferenza della perdita di un figlio.

     Poi l’intervento di saluto di Mimmo Barilà, responsabile insieme alla moglie Francesca Posterino dell’Associazione che ha ringraziato il Vescovo per la sua presenza di Padre e Pastore che ‘nel confermare i fratelli nella fede sarà certamente capace di risvegliare in noi la speranza’, augurandosi che in Diocesi ci sia maggiore attenzione formativa rispetto a queste problematiche, soprattutto da parte dei sacerdoti.

      Un segno molto bello ha concluso questo tempo di presentazione, il segno della rosa bianca posta in un vaso dalle mamme dei Figli in cielo, poi collocato davanti al cartellone con le foto dei loro figli: il fiore che rappresenta la nostra adesione a Cristo e l’offerta della nostra vita a lui; il color bianco che indica le nostre vesti bianche lavate dal sangue dell’Agnello pasquale; e le spine, segno della nostra tribolazione, unita strettamente alla passione del Signore.

     Particolarmente coinvolgente la presenza del nostro Vescovo, visibilmente commosso durante tutta la celebrazione e che nell’omelia con cuore aperto ha confidato ai presenti le sue sensazioni. Prima fra tutte quella di aver voluto particolarmente bene da subito all’Associazione dei Figli in cielo e di aver fatto esperienza dello sgomento che  procura la morte per aver vissuto personalmente un dolore profondo per la morte improvvisa e apparentemente balorda di un suo zio carissimo prima di diventare Vescovo.

     Sua Eccellenza ha fatto riferimento poi a un suo recente incontro in una scuola sul tema ‘contro le cose avverse essere forti’  e  dove, dovendo il tema essere ripreso nel corso dell’anno,  ha proposto alla presidenza di invitare proprio i genitori che hanno sperimentato sulla propria pelle cosa significhi sapersi rapportare alla sofferenza e al dolore. E considerato che il nuovo anno pastorale  si presenta come l’anno della carità il Vescovo ha informato che in Diocesi sarà realizzato un corso di formazione sul ministero della consolazione in coordinamento con l’Ufficio pastorale della Salute  dove la presenza dell’Associazione sarà particolarmente importante.

      E poi le parole di speranza che come balsamo di consolazione hanno invaso i cuori dei presenti: ‘Il nostro Dio è il Dio della vita e non della morte’, morte che spesso è causata dell’incoscienza, dalla cattiveria umana o da mancanza di prudenza, anche se di fronte a queste morti non è facile dare una risposta alla sofferenza.

    ‘Il Crocifisso che porta in sé i segni della passione è risorto – la sua vicenda non  finita là sulla croce’ e per questo l’invito ad affidarsi alla ‘grazia della fede che indirizza, guida, precede e si innesta sulle difficoltà della vita e apre il cuore alla speranza’. Da qui l’invito ad avere la certezza che i nostri figli in cielo vivono in una dimensione ottimale, e se è vero che i genitori vogliono per i loro figli le cose più belle, queste sono possedute sicuramente da loro  che si trovano nella dimensione eterna, certa, della compagnia del Signore. ‘Solo nella fede – ha aggiunto il Vescovo – queste considerazioni possono avere la possibilità di farsi strada nella nostra vita e di renderci lentamente, con difficoltà ma certamente quella pace di cui abbiamo bisogno’.

     Poi  il riferimento alla Madonna, al suo silenzio e al suo dramma interiore sotto la Croce e le parole di conforto per le mamme dei Figli in cielo, quelle mamme che umanamente parlando dovrebbero morire prima dei loro figli, perché immane è il dolore di una mamma che perde un figlio, ma il richiamo sempre alla fede che ci permette di credere che quello che stiamo dicendo, quello che può sembrare scarto può diventare grandezza eccezionale, perché il Signore che ha affermato ‘Lasciate che i bambini, i giovani vengano a me’ ha sicuramente accolto tra le sue braccia i nostri figli che sono ormai nella pace, nella serenità e nella gioia.

     Infine l’incoraggiamento conclusivo a continuare  questo cammino per essere nel mondo ‘evangelisti della sofferenza redenta perché il dolore diventi vangelo di salvezza, ricchezza per voi e per altri, pace dello spirito e perché la ricchezza che siete diventi ricchezza anche per gli altri: il crocifisso sì, ma risorto e vivo; il dolore si, il pianto sì ma che diventi caparra di fortezza del mondo creato. Così prego il Signore, così mi auguro che avvenga in ciascuno di voi’.

     Alla fine della messa il Vescovo e i presenti si sono portati davanti al sacrato della chiesa per lasciar volare un grande palloncino azzurro verso il cielo, verso il paradiso, per raggiungere gli angeli. ‘E’ il segno – ha affermato una mamma – del nostro amore che sale verso il cielo, supera ogni barriera e unisce la terra al cielo. L’aldiquà e l’aldilà diventano allora un luogo unico dove il rapporto d’amore con i figli che ci hanno preceduto, si tinge di struggente tenerezza, diventa più intenso, più vero, più armonioso, diventa comunione d’amore, veramente “per sempre”, nello spirito… lo seguiremo con lo sguardo rivolto verso il cielo… insieme al palloncino voleranno lassù tutte le nostre intenzioni e le nostre preghiere… per far sapere ai nostri amatissimi figli che crediamo fermamente che sono vivi in Cristo e presenti in noi… chiedendo loro di intercedere per noi presso il buon Dio e… come pregheremo tra poco… implorandoli di stringerci forte forte e farci rinascere tra le loro braccia, dandoci pace, forza, speranza’.

 

          Diac. Cecè Caruso


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