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Don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia, nella nostra Diocesi

      Il 16 ottobre 2013 presso il Centro Presenza di Barritteri, alla presenza di Sua Ecc.za Rev. ma Mons. Francesco Milito, don Paolo Gentili, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Famiglia, ha incontrato i diaconi permanenti della Diocesi, gli accoliti  e le loro famiglie.

     Il Direttore, partendo dalla citazione di Genesi 1,27 che si riferisce all’uomo e alla donna che nella loro distinzione sessuale sono immagine e somiglianza di Dio, icona per eccellenza dell’amore tra i coniugi e della famiglia, ha ampliato la sua relazione analizzando il brano della Samaritana che Gesù incontra al pozzo. Una donna schiva nelle relazioni, ferita interiormente, che ha difficoltà a confrontarsi con il mondo ed è bisognosa di riacquistare fiducia nell’uomo. Una donna che ha sperimentato il fallimento dei suoi cinque matrimoni. E’ una donna che ha difficoltà a relazionarsi per sempre e questo è quello che possiamo sperimentare nel matrimonio di oggi, terrorizzato dal per sempre. Ed è proprio grazie all’incontro che questa donna ha con Gesù al pozzo, che la sua vita cambierà, al punto che lei stessa diventa annunciatrice del Vangelo.

     Don Gentili ha evidenziato come questo brano ci aiuti a capire bene quello che stiamo vivendo attualmente nel nostro contesto culturale, nella società di oggi dove si è perso il senso cristiano della coppia, e cioè quello della creazione originaria. Eppure nella realtà quotidiana, anche in televisione, nelle fiction, in tutto quello che passa, nei media, quest’immagine si è infranta, questo specchio si è rotto e difficilmente risplende l’unità sponsale del vero amore.

     Nelle nostre stesse comunità c’è una sorta di individualismo di fondo e difficilmente si vede il legame sponsale fecondo, perché spesso incontriamo relazioni non sempre sincere e aperte che ci portano a sentirci soli ed emarginati. Così il ruolo dei diaconi diventa importante perché fa da ponte tra la realtà di una famiglia che prende esempio da una società scristianizzata e fatta di relazioni fragili e inconsistenti e una cristiana che vive ad immagine di Dio nell’amore reciproco. Lo stesso diacono, ha ripreso il relatore, in quanto consacrato e sposo vive pienamente la dimensione di tre altari:

          l’altare della mensa familiare;

          l’altare della mensa nuziale;

          l’altare della mensa eucaristica che nutre l’amore delle prime due mense.

     Don Paolo ha concluso la sua relazione con l’annuncio di un ‘Sinodo per le famiglie’ proclamato da Papa Francesco, uno straordinario ed uno ordinario su un binario di 2 anni.

    Alla fine di una serie di interventi da parte dei presenti, il Vescovo ha concluso l’incontro benedicendo la scelta del coinvolgimento pieno dei diaconi permanenti nella collaborazione diretta con l’ufficio famiglia, e riprendendo il tema trattato nella relazione, anche lui ha voluto evidenziare la duplice vocazione e il  duplice servizio dei diaconi. La prima è quella della vita di famiglia, che pur essendo bella non è per niente facile e qui il servizio sta nel rapporto con il proprio coniuge e con i figli, l’altra è quella diaconale e il servizio si espleta in parrocchia nel farsi prossimo di chi ci è vicino. Questa duplice realtà, il sacramento del matrimonio e quello dell’ordine, consente così al diacono di capire meglio le problematiche inerenti alla famiglia sia nel contesto del focolare domestico sia in quello della comunità ecclesiale. Ma per svolgere bene questo ministero, il Vescovo ha aggiunto che è indispensabile essere fedelissimi alla preghiera perché quando c’è la preghiera tutto diventa più facile: la preghiera deve essere il punto forte dell’esperienza del diacono.

       Il giorno dopo, il 17 ottobre, don Paolo ha incontrato tutto il clero diocesano sul tema: ‘Accompagnare il fidanzamento come un tempo di Grazia’ commentando a riguardo l’ultimo documento dei Vescovi: Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia (Roma, 22 ottobre 2012).

      Don Gentili iniziando la sua relazione ha voluto particolarmente ringraziare il nostro Vescovo a nome dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia per l’attenzione e l’interesse che sta manifestando per il bene e la cura della famiglia, facendo formare cinque coppie e un presbitero attraverso la partecipazione al corso in Scienze del matrimonio e della famiglia, per fare decollare una Pastorale mirata e fruttuosa per il bene di questa importante cellula sociale che è parte della Chiesa, che è Famiglia di Famiglie. Difatti ha ribadito don Paolo: ‘Se crolla la famiglia, è la stessa società che perde la sua base fondativa e pertanto, proprio dall’accompagnamento dei fidanzati potranno sorgere luminosi segnali di speranza per il nostro tessuto sociale’.

     Egli ha ribadito che Papa Benedetto XVI, dopo aver sottolineato, in un chiaro orizzonte antropologico, che il matrimonio, pur essendo un diritto naturale, non può essere una pretesa, ha voluto mettere in risalto la necessità della ‘capacità richiesta per sposarsi‘. Se quest’ultima c’è o meno deve essere stabilito dalla Chiesa e il discernimento affidato dunque a presbiteri e coppie di sposi maturi per operare nella verità e nella carità. Per questo, per un accompagnamento attento dei nubendi è bene rinnovare gli itinerari di preparazione alle nozze, per poter così meglio valutare e stimolare la consapevolezza di ciò che si viene a chiedere alla Chiesa e poi si celebra.

     Perché ciò sia pienamente efficace, è indispensabile rendere l’intera comunità cristiana protagonista di un accompagnamento dei fidanzati che, partendo dal primo innamoramento, si prolunghi anche nei giovani sposi, perché diventino realmente ‘intima comunità di vita e di amore’.

     Don Paolo ha sottolineato che la Diocesi di Oppido M.- Palmi ha fatto un investimento così forte sia da un punto di vista economico che da un punto di vista risorsa umana, al punto che tra qualche anno, quando il cammino di formazione verrà terminato dalle cinque coppie che già si stanno formando, con l’aggiunta di altre coppie motivate, provenienti da tutte le parrocchie diocesane,  e formate attraverso dei percorsi mirati, organizzati dall’Ufficio famiglia diocesano, si potrà immaginare a una sorta di laboratorio, dove tutta la chiesa diocesana si risveglia per l’aiuto alle famiglie. Ovviamente, ha ripreso il sacerdote, ciò è possibile principalmente perché Dio sta già operando delle chiamate nel cuore di ciascuno di noi.

     Il Direttore dell’Ufficio Nazionale  ha concluso l’incontro ringraziando di cuore la Diocesi da parte di tutta la Chiesa Italiana per il grande impegno che sta dimostrando per il bene delle famiglie.

     Il Vescovo, prendendo la parola, ha ringraziato, a sua volta, don Paolo e tutto l’Ufficio Nazionale per la collaborazione e l’aiuto che è stato dato e si continua a dare alla nostra Diocesi e ha voluto evidenziare il grande lavoro che viene svolto dalle cinque coppie, che sono parte dell’Ufficio Famiglia Diocesano, che stanno facendo enormi sforzi per studiare, visto che sono padri e madri di famiglia che svolgono anche una proprio professione.

   Sua Ecc.za Mons. Francesco Milito  ha infine dato la parola ai delegati dell’Ufficio Famiglia che hanno partecipato ai presenti l’intensa e piena esperienza che stanno vivendo con il Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia, fatta di tanti sacrifici, ma anche di tanta volontà e gioia per essere umili servitori nella grande vigna del Signore.

  

Carmen Maria Manno


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