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17/Dic/13

OPPIDO MAMERTINA Dopo gli omicidi delle cosche l’iniziativa del vescovo Milito

OPPIDO MAMERTINA- Una veglia di preghiera per ricordare le vittime degli omicidi ferrati avvenuti nei mesi scorsi ad Oppido Mamertina, paese segnato dalle violenze delle cosche locali. Monsignor Francesco Milito, ve­scovo della diocesi di Oppido-Palmi introduce il momento di preghiera, battezzato ‘Per un Natale di umanità’, nella cattedrale santuario Maria Santissima Annunziata di Oppido, dove la comunità cristiana di tutta la Piana di Gioia Tauro composta da preti, suore e laici, convocata dallo stesso vescovo, soffre per i fatti di sangue che hanno macchiato la storia recente del piccolo centro. Allo stesso tempo, gli stessi si uniscono, per diffondere un unico sentimento di avversità contro ogni logica di violenza. Lo fanno attraverso la preghiera, le pause silenziose e le riflessioni guidate da monsignor Milito, il quale consapevole che «gli eventi dell’ultima settimana dello scorso novembre hanno turbato le coscienze, riaperto ferite, prodotto nuovi dolori in famiglie già provate da dubbi e sospetti, suscitato giudizi e riprovazioni nette, ma anche titubanze, dubbi difensivi, tutto in clima di silenzi e di paure. Un senso di liberazione per tanti, di rabbia per altri colpiti dai provvedimenti investigativi. I nostri sacerdoti – afferma Milito – hanno raccolto e portato nella responsabilità pastorale questi pesi affidandoli con i propri fedeli al Signore». Lunedì sera ad Oppido, il forte disagio personale delle popolazione della Rana si riversa nella cattedrale confermando «forti convinzioni di bene, si preserva da atteggiamenti ambigui, evita condanne definitive, chiede la conversione di fratelli traviati, implora l’umiltà e il perdono per i propri limiti, rinnova la di stanza chiara e netta da ogni forma di compromesso con il male come negazione dell’amore di Dio e dei fratelli» dice il vescovo Milito, sottolineando che staséra pregheremo anzitutto per il dono della verità vera sui tristi eventi, per il dono dell’amore autentico e reciproco e per il dono dell’unità dei cuori. Alla luce di questi doni, Milito chiede «l’implorazione della luce nella mente e nei cuori per chi, schiavo del male, guardi con chiarezza nel fondo della propria coscienza e riconosca i misfatti commessi, senza mentire a se stessi e a chi si affida anche per una presunta difesa».

 

 

Katy Galati
(estratto da: IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 18 dicembre 2013, p. 41)
 
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