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1° Congresso Eucaristico Diocesano

      L’Eucaristia celebrata in tutte le sue più sublimi e vitali dimensioni si eleva anche nella musica sacra, durante il concerto “Mane nobiscum, Domine”. Un momento di  apoteosi al memoriale del Signore, che i cori della diocesi di Oppido Mamertina – Palmi con l’orchestra di fiati di Delianuova, fanno vivere alla composta platea, in piazza Primo Maggio, a Palmi, domenica 15 giugno. Tre paroline, l’invocazione dei discepoli di Emmaus, “Mane nobiscum, Domine”, titolo anche della Lettera apostolica che San Giovanni Paolo II scrisse all’episcopato, al clero ed ai fedeli per l’anno dell’Eucaristia 2004/2005, bastano, per continuare l’affascinante viaggio nel mistero d’Amore e di Comunione dell’Eucaristia, che la Diocesi di Oppido-Palmi, sta vivendo, per la prima volta, in occasione del Primo Congresso Eucaristico diocesano. Esso ha avuto inizio lo scorso 12 giugno e terminerà giovedì 19.

     Sotto un cielo stellato di calda primavera, i coristi ed i solisti si esprimono con le parole piene di passione dei santi, essi cantano le loro preghiere rivolte a Cristo, quasi, con lo stesso spirito, la stessa anima e lo stesso corpo di questi uomini e di queste donne. I cori cantano un repertorio di opere sacre firmate monsignor Marco Frisina, fino all’Enciclica di papa Roncalli, “Pacem in Terris”, che rappresenta il grido del cuore del Papa buono. Lo stesso grido, silenzioso, che Monsignor Francesco Milito, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina Palmi, in questi giorni sta rivolgendo alle comunità parrocchiali della Piana di Gioia Tauro, durante le tavole rotonde sull’Eucaristia, «meno messe e più messa» esorta monsignor Milito. Un modo per dire sia ai sacerdoti che ai laici, che sono sullo stesso piano, malgrado i ministeri diversi, che la fede non è solitudine nelle singole parrocchie, essa va vissuta senza riserve, va vissuta nella pienezza e completezza del pane spezzato di comunione che è l’Eucaristia. Comprendere che Eucaristia e Amore sono la stessa cosa, una non potrebbe esistere senza l’altra, una simbiosi che richiede ricerca della Verità e di identità, relazione silenziosa ed intima con Dio attraverso la preghiera, la Sua invocazione, umiltà coraggiosa e buon senso. Non è impossibile tutto questo, dipende da che tipo di commensale si sceglie di essere al banchetto del Signore, un ospite che umilia o un commensale che fa della propria vita e di quella degli altri una risurrezione.

      Il concerto che è stato molto di più di una perfomance religiosa è stato diretto dai maestri Domenico Lando e Gaetano Pisano e  presentato da don Elvio Nocera, segretario del Congresso Eucaristico diocesano, il quale  introduce ogni composizione musicale, accompagnata dalla lettura di testi dei Padri della Chiesa.

     Come fa notare Monsignor Milito, alla fine del concerto, la rappresentazione canora si è trasformata in un crescendo di emozioni sempre più interiori culminate tutte nell’Eucaristia, il senso della vita per un cristiano. Come in una parabola di Gesù, voci e musica squarciano il silenzio della grande piazza, penetrando nei cuori di ogni spettatore, il quale prega nella forma più gioiosa che solo il canto può donare, ed applaude con calore sincero.

Kety Galati


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