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Nella Festa di San Lorenzo mons. Milito incontra i diaconi permanenti, gli aspiranti, i candidati al diaconato e le loro famiglie

Il 10 agosto, Festa di San Lorenzo, Patrono dei diaconi, ricorre ogni anno il tradizionale incontro dei diaconi permanenti, degli aspiranti e candidati al diaconato unitamente alle loro famiglie con il Vescovo e anche quest’anno presso il Seminario di Oppido Mamertina nella mattinata di domenica i diaconi hanno incontrato il loro Vescovo, Mons. Francesco Milito.

     Un incontro molto commovente che si è svolto nel ricordo di chi ha voluto che si realizzasse questo incontro annuale, il compianto Vescovo emerito, mons. Luciano Bux, tornato alla casa del Padre appena due giorni prima. Il Vescovo, nell’informare i diaconi che durante le esequie del giorno prima aveva manifestato la disponibilità di accogliere le spoglie mortali di Padre Luciano nella nostra cattedrale, ha affermato che la giornata andava vissuta all’insegna della gioia pasquale, richiamata dal salmo dell’ora media proclamato appena prima: “Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso”. La domenica è per eccellenza Pasqua del  Signore e nella vita cristiana tutto va riferito a Cristo Signore, vincitore non solo della morte fisica, ma anche delle morti spirituali. E nel momento in cui si fa la verifica dell’anno trascorso nella prospettiva del nuovo anno pastorale, la celebrazione dell’Eucaristia ci consente di chiedere perdono al Signore e di mettere davanti a lui i nuovi propositi.

     Nel suo intervento, don Giovanni Battista Tillieci, Delegato vescovile per il diaconato permanente e per i ministeri istituiti, si è detto contento dell’incontro che nel giorno della sua festa propone san Lorenzo come modello di vita per tutti i diaconi. Un incontro che cade alla fine del suo primo anno di mandato come Delegato, un anno positivo in cui si è cercato di curare la formazione spirituale con il ritiro mensile e la formazione teologica con l’incontro di formazione mensile, un anno culminato con gli esercizi spirituali dei diaconi, conclusi pochi giorni prima,  in cui lui e i diaconi hanno vissuto insieme un forte momento di vita spirituale e comunitaria, grazie anche all’elevato spessore di don Giuseppe Bellia, il sacerdote che ha guidato le giornate.

     A questo punto sono intervenuti numerosi diaconi per dire la loro sull’anno trascorso, per manifestare lati positivi o limiti riscontrati, ma tutti con spirito costruttivo, sottolineando la positività degli esercizi spirituali vissuti in forma comunitaria che hanno consentito di creare tra i diaconi un momento di forte comunione.

   Poi è intervenuto il Vescovo, dicendo:  “Rallegriamoci ed esultiamo” perché aveva sentito cose belle, che nella sincerità avevano sottolineato pure aspetti critici, ma tutto in carità, ringraziando il Signore per Mons. Bux per l’amore che ha sempre avuto per il diaconato permanente. Poi ha evidenziato che dall’anno della carità si passerà il prossimo anno all’anno della verità – carità (Dio Padre) , verità (Gesù Cristo), unità (lo Spirito santo), il motto del suo stemma episcopale – affermando che se con ci sforziamo di vivere la Trinità non siamo niente, perché la vita cristiana è vita trinitaria e che quindi è necessario passare dalla carità alla verità, perché la prima carità è la verità, cioè Gesù stesso. Rivolgendosi ai diaconi li ha così invitati a fare della loro diaconia un servizio della verità alla carità: essere veri, avere carità. Per far questo è necessario che la presenza dei diaconi sia una diaconia per la maturità della comunità nella verità come carità. Per far questo il Vescovo ha indicato i nuovi ambiti che dovranno costituire spazio di predilezione per la missione dei diaconi.

     La catechesi agli adulti: i diaconi devono essere i primi in questo servizio indispensabile per la vita della nostra Chiesa locale.

     La famiglia: la Diocesi, prima fra tutte in Italia, sta investendo molto per la formazione di cinque coppie per la pastorale della famiglie e i diaconi dovranno fare di tutto per cercare di integrarsi nell’Ufficio diocesano della Famiglia che cercherà di individuare in ogni parrocchia una coppia referente che si formi sul posto.

     L’ambito della pietà popolare, sfida molto seria, ma provvidenziale a seguito dei recenti fatti di cronaca ed il Vescovo ha detto che tale momento va vissuto come un “Kairos”, tempo di grazia  per riflettere e costruire: i sacerdoti, a tal proposito, hanno ricevuto uno strumento di lavoro sulla preparazione delle feste e i diaconi nell’ambito delle considerazioni da fare possono manifestare il loro pensiero.

     Come metodo il Vescovo ha suggerito ai diaconi di approfondire le encicliche “Veritatis splendor” e “Fides et ratio”.

     Poi ha informato i diaconi che sarà istituito in Diocesi l’Ufficio delle Comunicazioni sociali, che verrà dato nuovo impulso alla pastorale giovanile e che è attivo in Diocesi l’Osservatorio pastorale “Segni dei tempi”, un servizio offerto alla Diocesi con il compito di monitorare eventi e avvenimenti, dati e notizie riguardanti il territorio diocesano. 

     Verrà, inoltre, costituito il nuovo Centro diocesano Vocazioni: nella nostra Diocesi ci sono ben 15 seminaristi tra propedeutici e studenti di teologia, una ricchezza che interessa anche i diaconi che possono sentirsi parte attiva nell’aiutare i formatori nel discernimento.

     E infine, il 7 dicembre verrà istituito in Diocesi l’Ordo Virginum, costituito da persone che pur restando nel mondo si impegnano a vivere nella castità e ciò costituisce  un’ulteriore ricchezza per la nostra Chiesa e anche in tale ambito i diaconi possono dare il loro contributo perché in contatto con tante persone che, aiutate, possono scoprire di avere questo carisma.

     Questi indicati dal Vescovo sono tutti ambiti che richiedono la partecipazione attiva dei diaconi permanenti e per questo, dopo un tempo di opportuna riflessione, verrà fissato un incontro per definire gli spazi di possibile impegno.

     Conclusosi questo momento, i diaconi e le loro famiglie si sono ritrovati nella cappella del seminario per la celebrazione della santa messa nella XIX domenica del tempo ordinario. Nell’Omelia il Vescovo riferendosi alla prima lettura ha osservato come l’agire di Dio ha sempre uno scopo specifico che sfugge alle logiche umane e che nella brezza leggera percepita dal profeta Elia c’è il segno del momento in cui Dio fa cogliere la sua presenza, rivelandosi secondo i suoi piani. E in questo incontro con Dio, pur in mezzo a problemi, drammi, lotte, è la nostra pace, perché alla fine il Signore ci premia con la sua pace.  Il Vescovo ha fatto poi rifermento alla  frase del salmo responsoriale “amore e verità s’incontreranno”, richiamando il vangelo della domenica passata in cui Gesù ordina ai discepoli di dare loro da mangiare all’innumerevole folla venuta ad ascoltarlo: se fosse stato per loro, li avrebbero congedati, invece l’invito di Gesù li mette nella verità, perché l’amore spinge alla verità. Poi Gesù si stacca dagli apostoli, per dare loro la conferma che chi ha sfamato migliaia di persone, può anche calmare il mare, insegnando loro che una fiducia piena deve essere veramente tale, perché le persone consacrate, provate e rafforzate, devono essere di concreto aiuto agli altri. E la grande pace che si crea alla fine è il segno  che questa pace la può dare sole Gesù,  perche lui è la nostra pace. “Gesù ci dia la piena fiducia in lui  – ha concluso il Vescovo – per avere pace nella nostra vita e proseguire la nostra esperienza di servizio e di testimonianza come il diacono martire san Lorenzo”.

     Infine, i cinquanta presenti tutti nel refettorio del Seminario con il Vescovo, don Giovanni Battista, don Antonio e don Letterio per il pranzo preparato dalle mogli dei diaconi, un momento di vera condivisione trascorso in gioiosa e perfetta letizia, che di anno in anno è memoriale dell’amore che Dio continua  a riversare nei nostri cuori, donandoci gioia, vita e spirito di servizio.

 

                                                                                            Diac. Vincenzo Caruso


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