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15/Set/14

Messaggio del nostro Vescovo agli studenti in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2014/15

     All’inizio di ogni nuovo Anno Scolastico i sentimenti che l’accompagnano hanno volti e nomi precisi. Sono quelli degli alunni, che intraprendono, o continuano, o si avviano a concludere un ciclo di studi in vista di altri successivi, o nella speranza di un lavoro. Sono quelli dei genitori che affidano i figli a una istituzione, da cui si aspettano e pretendono grandi risultati che servano a sfondare in futuro nella vita professionale. Sono i volti del Dirigente, dei Docenti, del Personale ATA, con distinte, ma reciproche responsabilità, preposti alla guida, al raggiungimento dei fini e ai servizi propri della Scuola.

A base di tutto una legislazione in permanente evoluzione su metodi, strumenti, strategie educative, tra tradizione e innovazione con l’uso di più moderni mezzi di registrazione. A dettare norme i Ministeri dello Stato, uffici regionali, amministratori locali. Davvero è tutto una macchina che si metta in moto e non è detto che parta tutto in modo funzionante o soddisfacente. La Scuola: peso, ancora da portare per chi non vede l’ora di andare in pensione; una meta per chi, dopo anni di precariato, si profila come finalmente raggiunta; un lavoro, comunque assicurato, a fronte di chi non l’ha, ma sopportato per inevitabili e chiari limiti, spesso avvertiti come mortificanti ruoli, competenze, meriti, o discriminanti nonostante tutte le dichiarazioni per “La Scuola buona”.

     Un “parcheggio” nel pensiero di ragazzi e giovani, voluto dai genitori e per nulla amato, con lo studio di un calendario, in cui giorni di permessi, ponti, ampie parentesi di vacanze sono attesi come un respiro anticipato. Il tutto in spazi vasti, ampi, dove tra aule, corridoi, uffici, laboratori si percepiscono dimensioni più allargate rispetto agli ambienti di casa, con una circolazione continua di persone, incontri fortuiti, impensati, talora decisivi: insomma un movimento di vita si presenta ogni giorno a scuola.

 

    continua… […]

X Francesco Milito

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