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29/Set/14

A Rizziconi si rivive la storia del santo poverello di Assisi

     «Nei nostri paesi si vive facendo aggregazione sui temi belli dell’arte, in questo caso sulla fede». Così il Vescovo S.E. Mons. Francesco Milito ha voluto definire l’evento a cui ha partecipato con grande gioia la sera del 27 settembre, quando la comunità di Rizziconi ha visto una fede fatta arte sulle note del musical Forza Venite Gente.

     Ad assistere allo spettacolo, unitamente al Vescovo accompagnato dal segretario don Antonio Nicolaci, c’erano il parroco don Nino Larocca, il vice-parroco don Emilio Sponton, il parroco emerito don Benedetto Ciardullo e le autorità locali.

     L’associazione Terzo Millennio di Sant’Eufemia d’Aspromonte, su invito dell’Ordine francescano secolare di Rizziconi nella persona del ministro Giuseppe Mazzaferro, ha deliziato l’intera comunità rizziconese con  celebre musical sulla vita di San Francesco d’Assisi, un classico che ha visto, dalla prima messa in scena nel 1981 sotto la regia di Piero Castellacci, numerose reinterpretazioni.

     L’associazione è riuscita con grande professionalità a ripercorrere la vita del Poverello d’Assisi, attraverso la gioia che contraddistingue il santo”giullare di Dio”.

     Gli spettatori hanno potuto vedere un padre, Pietro di Bernardone, arrabbiato per la “pazzia” di un figlio che ha coperto le pustole dei lebbrosi con la migliore seta francese e che ha preferito vivere con l’elemosina condivisa con i fratelli invece dei “pasticcini parigini”  e della “faraona ripiena” che egli poteva offrirgli insieme a tutte le sue ricchezze. Quest’ultime non appartenevano più a frate Francesco che, alle più belle signore d’Assisi ha preferito la dolce sposa Povertà, l’amore per il fratello Sole e la sorella Luna e la compagnia dei suoi fraticelli e del Lupo che definisce “agnello di Dio”. Tutti personaggi che la platea ha visto esibirsi in recita, abili danze e soavi canti.

     Accanto a Lui l’inseparabile Chiara, che dona tutto compresa la sua immensa bellezza a quel Dio che per gli uomini tutto ha donato. A completare la scena la disordinata “Cenciosa” che con la sua pazzia unisce il vecchio mondo di Francesco, ricco e quasi perfetto del padre Bernardone, a quello nuovo così insensato agli occhi di tutti, privo di ogni comodità ma ricco di Dio, in perfetta letizia.  A chiudere la scena la morte nera che Francesco chiamò “sorella” e che come tale abbraccia con tutto se stesso perché colei che “spalanca l’eternità”, e un povero vecchio diavolo, deluso per aver perso un’anima come quella di Francesco. Lui non solo non regalò la sua anima a Belzebù ma gliene fece perdere tante altre solo con il suo esempio, nel corso dei secoli fino ad oggi, insegnando ad amare Dio.

     La compagnia reggina ha dimostrato che il lavoro, l’impegno e la complicità portano a grandi risultati e il pubblico rizziconese lo ha potuto constatare, oltre che dall’esecuzione esemplare, anche dall’emozione evidente nei volti dei protagonisti attori e danzatori, soddisfatti del loro lavoro e ricchi di ciò che solo lo spirito fraterno e l’aggregazione possono regalare.

     Rizziconi ha sempre manifestato una grande devozione per il santo d’Assisi e lo testimonia con la presenza di un numeroso e unito gruppo di francescani nelle due espressioni di Gioventù francescana e Ordine secolare. L’evento è stato accolto nella novena di preparazione della comunità alla festa di San Francesco, il 4 ottobre, e ha sicuramente fomentato la gioia di amare Dio al modo di Francesco.

     Alla fine dello spettacolo Monsignor Milito nel suo saluto, ha ringraziato l’Associazione per il momento di leggerezza che ha regalato al pubblico, sottolineando la professionalità del gruppo e la bellezza dello spettacolo definendolo come vera e propria meditazione. Ha invitato a seguire Francesco nel suo dire sì a Dio anche contro i veri “lupi” che non accettavano la sua volontà specchio della volontà di Cristo e ad abbracciare a modo di Francesco la semplicità del cuore che sembra “niente aver eppure ha tutto”.

Germana Mavrici


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