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Il Vescovo incontra le quinte classi del Liceo di Scienze Umane “C. Alvaro” in Palmi

 Aprile 2015, ore 10:20. Dopo l’incontro con gli alunni delle classi quarte del mese scorso, l’incontro del nostro vescovo, mons. Francesco Milito, con gli alunni delle classi quinte del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Corrado Alvaro” di Palmi.

 

Un incontro molto bello che ha avvicinato il nostro Vescovo, sempre desideroso del contatto umano con le Scuole della nostra Diocesi, ai giovani della nostra Scuola, sempre desiderosi di un confronto, a prescindere dal loro atteggiamento e dal loro sentire religioso. 

Un incontro che ha visto il Vescovo calarsi nei problemi dei giovani per dare loro risposte concrete sulle diverse tematiche che sono state affrontate e che hanno fatto risaltare la sua grande simpatia e la sua grande capacità di mettersi in ascolto dei giovani donando a tutti una risposta di padre, pastore, amico.

Il vescovo è stato accolto dal Dirigente Scolastico, prof. Francesco Bagalà e dalla collaboratrice prof.ssa Enrichetta Scolaro, che con senso di gratitudine lo ha ringraziato della sua presenza nella scuola, e dagli insegnanti di Religione Cattolica, prof. Caruso e prof.ssa Panuccio.

Prima del dibattito alcuni alunni facenti parte del Rinnovamento nello Spirito hanno presentato un mimo, molto bello, sugli idoli del mondo che spesso riescono ad irretire i giovani di oggi e sull’importanza della vicinanza del Signore per resistere e vincere queste tentazioni. E il vescovo ha tratto spunto proprio da questa breve rappresentazione per iniziare il suo dibattito con gli alunni, dibattito fatto di svariate domande su temi attinenti alla vita di fede, all’impegno sociale e all’ambito etico, che nel confronto e nello scambio di pensieri e idee è segno sempre della ricerca delle verità che anima ogni essere umano, soprattutto là dove si elabora e si costruisce il sapere.

In questa ottica l’invito ai giovani ad avvicinarsi al Signore, ad avere un’esperienza diretta di lui per comprendere cos’è importante nella vita e saper dire no a tante tentazioni che presentandosi come realtà buone, ad esempio il guadagno facile, in realtà portano con sé la dissoluzione della persona e quindi l’invito a rifuggire a livello umano da tutto ciò che nella vita sembra facilmente raggiungibile e questo con l’aiuto della fede che va vissuta in semplicità e testimoniandola per via di fatti, anche nella vita sociale, perché il cittadino che si dice cristiano deve essere il primo a dare testimonianza.

Una della domande ricorrenti in questi incontri è quelli sugli scandali presenti nella Chiesa e S. E. ha sottolineato come la Chiesa è sempre cosciente della realtà del male presente nell’uomo, per il quale sempre e soprattutto durante la liturgia eucaristica chiediamo perdono al Signore e che comunque impegna il cristiano a vivere il perdono ottenuto come frutto di santificazione, al di là, peraltro, di ogni atteggiamento di giustizialismo che può condurci ad un giudizio sempre negativo nei confronti della Chiesa e spesso indulgente verso altre realtà, ma nel contempo ha affermato con molta franchezza come la giustizia umana e cristiana deve sempre fare il suo corso perché laddove è necessario ci sia la riparazione completa.

Un’altra domanda ricorrente quella sull’omosessualità e il vescovo ha sottolineato il rispetto dovuto ad ogni persona in quanto creata a immagine e somiglianza di Dio ma ha spiegato come la visione biblica dell’essere stati creati “maschio e femmina” è in sintonia con il piano d’amore di Dio per l’umanità che, attraverso la vocazione all’amore tra uomo e donna, genera la vita e che la differenza di genere non costituisce per la società una discriminante, ma un arricchimento, costituendo la diversità sessuale in tutti i sensi una integrazione completa dell’essere umano e in tale prospettiva anche la sessualità nella sua aspetto fisico diventa un mezzo di santificazione.

Moltissimi gli altri spunti durante l’incontro e molte le raccomandazioni del vescovo tra le quali vogliamo ricordare quella di essere ricercatori della volontà di Dio nella propria vita, cioè della propria vocazione, della strada a cui Dio chiama e questo è possibile solo grazie a un cammino di discernimento e di approfondimento della propria fede; e nella prospettiva del Giubileo della Misericordia, annunciato da papa Francesco e che inizierà l’8 dicembre prossimo, quella di vivere ciascuno la propria esperienza anche a livello di gruppo, ma di incanalare tutto nell’ambito di una perfetta esperienza ecclesiale diocesana per essere segno di una Chiesa locale che vive in comunione ed essere luce soprattutto per quanti vivono senza un riferimento al sacro o sono dichiaratamente contrari alla Chiesa.

Alla fine dell’incontro, veramente bello e coinvolgente, i ringraziamenti del vescovo e dei docenti di religione che hanno messo in luce il porsi del vescovo come “giovane tra i giovani” e l’attenzione e l’interesse dimostrati da tutti gli alunni presenti.

Cecè Caruso