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18/Giu/15

Nella sala della Comunità a Oppido Serata conclusiva del Convivio della Comunicazione e della Cultura

 Non è una coincidenza che l’ultimo appuntamento del “Convivio della Comunicazione e della Cultura” che si è svolto a Oppido nella Sala della comunica domenica 14 giugno, si chiami così.

Paradiso paradiso, sembra un inno al Cielo che ci aspetta, un anno a coloro che ci hanno preceduto lassù.

Questa sera parliamo del centenario di quattro santi, San Luigi Guanella, San Giovanni Bosco, Santa Teresa d’Avila e San Filippo Neri.

Cominciamo con Don Bosco e col filmato, introdotto da una breve presentazione di una suora. In questo video molti giovani raccontano la loro esperienza a contatto con il pensiero di Don Bosco, con ciò che lui raccomandava ai giovani.

Incontrare, educare e amare, i tre sinonimi che Don Bosco usava per trasmettere ai giovani quei messaggi fondamentali per crescere e vivere nella grazia di Dio. Vivere la vita appieno, attraverso la preghiera.

Si prosegue con la presentazione di un altro santo, San Luigi Guanella. Alcuni bambini hanno deciso di rallegrare la serata con una canzone che racconta la vita di San Luigi.

Già dalla nascita San Luigi si comporta come se avesse ricevuto un’investitura, come se avesse fin da bambino questa vocazione missionaria. Grazie a Gesù, come dice lui, è riuscito a creare questa grande missione che accoglie migliaia di giovani, tra cui anche disabili, che si alimenta del suo vero amore verso Dio Padre, si compie ad immagine di Cristo “vero solo di giustizia” e sotto la protezione della Madonna invocata come Madre della Provvidenza.

La  santa successiva è Santa Teresa d’Avila, una delle più grandi sante, che nasce in Spagna e fin dalla giovinezza si interessa ai libri sacri, comincia a studiare e a dedicarsi alla preghiera, molto intensamente.

Lei afferma, nei suoi scritti, che ogni cosa che ha chiesto alla Madonna, con devozione, Lei gliel’abbia concesso.

Un’immagine  che non dimenticheremo mai di santa Teresa è quando, inginocchiata di fronte alla croce, di fronte al Gesù dolorante, gli dice che non potrà mai più tradirlo, che si affiderà, d’ora in poi, a Lui, completamente.

La serata si conclude con un canto “Paradiso Paradiso”, appunto, l’inno dell’incontro, dedicato a San Filippo Neri. E come la sua gioia di vivere il Vangelo si trasformava in un cantico di lode fatto di vita e di  gioia, così  questo canto vuole indicarci che il nostro cammino verso Cristo si deve compiere cantando, con il cuore leggero e puro, rendendo semplice e gioiosa anche la prova che mai mancherà, vivendo tutto con amore. Questo santo così potrà ancora oggi ridonarci la voglia di sorridere e di guardare la vita con gli occhi pieni di cielo, invitandoci al sorriso e a volare senza lasciarci travolgere dalle tristezze del mondo.

E a conclusione di questa settimana di incontri in cui siamo stati invitati a “colmare la nostra sete di verità” il nostro grazie al nostro caro vescovo che  con il agire profetico sa parlare al  cuore di tutti, soprattutto di noi giovani, che aneliamo alla Verità.

Un augurio per quest’anno, e per quello che verrà: quello di essere felici perché la vita è bella, come ci hanno insegnato queste giornate all’insegna della verità e della bellezza.

 

Rosario Rosarno

 

 


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