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Il XXV Convegno nazionale della Comunità del Diaconato in Italia La famiglia del diacono “Scuola di umanità”

“Sono convinto di aver partecipato ad un evento importantissimo per il futuro della Chiesa, di cui sentirò parlare e potrò dire: c’ero pure io”. Sono le parole di un diacono della nostra Diocesi che possono ben esprimere la portata di questo Convegno che si è svolto a Campobasso dal 5 all’8 agosto e che ha visto la partecipazione del Delegato vescovile per il diaconato permanente e i ministeri istituiti, don Giovanni Battista Tillieci,  di nove diaconi della nostra Diocesi, alcuni insieme con le mogli e le famiglie, e di un aspirante al diaconato con la sua famiglia.
 
Il primo ringraziamento: al nostro vescovo che, cosciente della validità di quanto contribuisce alla formazione e alla preparazione negli svariati campi della pastorale, impegna risorse anche economiche per venire incontro alle esigenze di quanti vogliono impegnarsi per la crescita umana e spirituale della nostra Diocesi. Il secondo ringraziamento al nostro delegato, don Giovanni Battista, sensibile e attento, perfetto organizzatore di questa nostra partecipazione al Convegno.
 
E così che mattina del 5 agosto si parte con un pulman di 25 posti per la volta di Campobasso dove veniamo ospitati presso il Centrum Palace, una moderna e accogliente struttura e l’inizio dei lavori con il saluto di Enzo Petrolino, diacono della Diocesi di Reggio Calabria, Presidente della Comunità del diaconato in Italia e l’accoglienza di Mons. Giancarlo Bregantini, Arcivescovo di Campobasso-Boiano, che fortemente ha voluto che il Convegno si svolgesse nella sua Diocesi.
Poi subito catapultati nelle tematiche da approfondire con l’introduzione di don Giuseppe Bellìa, Direttore della rivista Il diaconato in Italia che ha trattato con la competenza che lo contraddistingue il tema La diaconia volto umano di Dio e dell’uomo e la relazione del dott. Giancarlo Brunelli Dal sinodo sulla Famiglia al Convegno ecclesiale di Firenze: cammino di Chiesa, introducendoci nelle grandi problematiche che il Sinodo ha sollevato e che vede la Chiesa impegnata a dialogare a tutto campo su un tema che sta a cuore alla Chiesa, la Famiglia,  perché da essa dipende la vita stessa della Chiesa.
 
La mattina seguente, in pullman, ci siano trasferiti al bellissimo Santuario di Castelpetroso (prov. di Isernia), dedicato a Maria santissima Addolorata, Patrona del Molise, visitato sia da Giovanni Paolo II e da Papa Francesco, per affidare a lei il nostro servizio ed ascoltare due importantissime relazioni la prima di Mons. Arturo Aiello, Vescovo di Teano, su La famiglia dei diacono scuola di umanità e quella di Mons. Giancarlo Bregantini su Maria icona della famiglia e del diacono.
Nella celebrazione eucaristica presieduta  dal vescovo di Sulmona, Mons. Angelo Spina, il presule ha evidenziato i verbi, paradigma della vita di ogni credente: “salire, sostare, scendere”. Salire con il Signore, cioè seguirlo in tutto; sostare, cioè stare con lui, in ascolto della sua Parola di vita eterna, e infine scendere, per servire i fratelli nella carità.
 
Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti nei gruppi di lavoro dei diaconi e dei delegati presenti e con l’incontro delle spose (75 su 250 presenti) e nei gruppi moltissimi diaconi sono intervenuti per raccontare le loro storie, le difficoltà che si incontrano nell’esercizio del ministero e le mogli nel sottolineare il loro amore e la loro partecipazione al ministero del marito, ma anche i problemi collegati con l’esercizio del  ministero dei mariti e il dialogo qualche volta difficile con i loro figli.
La sera ci siamo traferiti nel paese di Sepino, accolti dal Sindaco, dal Presidente della Regione Molise e dall’Assessore al Turismo e allo Spettacolo, che hanno offerto la cena, mentre un gruppo folcloristico allietava la serata con i canti e balli della tradizione molisana.
Venerdì 7 agosto i lavori sono proseguiti con la tavola rotonda introdotta dal diacono Tonino Cantelmi su La famiglia del diacono segno e strumento di umanità, esperienze e testimonianze, molto toccanti, come quella di una famiglia di Roma con tre fratelli diaconi, che hanno portato la loro esperienza, affermando di aver scoperto la loro vocazione, guardando il loro padre e il suo spirito di servizio in famiglia e nella società.
 
Successivamente il convegno è stato allietato dalla Presenza di S. Em.za Card. Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione del Clero che nella relazione La visione e le prospettive su diaconato nell’insegnamento pontificio ha sottolineato che il diaconato va riscoperto e inserito nella dinamica della chiesa in uscita e della nuova evangelizzazione, puntualizzando che i diaconi siano chierici e come importante sia la loro incardinazione che deve corrispondere a un piano ben preciso di inserimento del diacono in una realtà territoriale ove egli possa svolgere in maniera adeguata il suo ministero, “ciascuno nel posto che il Signore gli ha assegnato”.
Nel pomeriggio il diacono Enzo Petrolino ha svolto la relazione Il cammino della Comunità del Diaconato in Italia: bilancio e prospettive, mentre il dott. Paolo Beccegato, Vice Direttore di Caritas Italiana ha presentato il Progetto pro-diaconia, che vedrà impegnati i diaconi nei centri di ascolto, indispensabili per conoscere e rispondere ai problemi della gente e ambienti preminenti della presenza diaconale.
 
Si sono poi svolti gli adempimenti assembleari con l’elezione dei membri del Consiglio nazionale e l’incontro del Consiglio eletto. Tra i consiglieri per la seconda volta è stato eletto il nostro diacono, Cecè Alampi, che è stato nominato anche segretario del Consiglio.
Sabato 8 agosto la conclusione del Convegno con la sintesi dei lavori di gruppo dove il nostro delegato, don Giovanni Battista ha relazionato per conto dei delegati ribandendo il principio della necessità di una formazione integrale o continuativa per i diaconi permanenti.
 
E infine la tanta attesa relazione di P. Raniero Cantalamessa, Predicatore della casa Pontificia, con alcune pennellate che hanno costituito la sintesi di tutto il convegno, come il considerare la nostra vita come una pro-esistenza, una esistenza in favore degli altri, perché tutto ciò che non è donato è perduto; o l’invito all’umiltà, a farci piccoli per amore, come l’acqua, che è umile, perché dall’alto scende sempre in basso e come Dio che si abbassa per servire, o come madre Teresa che diceva che occorre abbassarsi per elevare gli altri, ed infine la necessità di evitare la tentazione dell’orizzontalismo, considerando che nel nostro servizio il beneficiario è il prossimo, ma il destinatario è sempre Dio.
 
E ancora i ringraziamenti di Mons. Bregantini per avergli dato la gioia della realizzazione di questo Convegno nella sua Diocesi e un ultimo consiglio a tutti noi presenti: “Custodite la mitezza di questa regione”.
Per concludere è indispensabile sottolineare la bellezza per tutti noi partecipanti dell’essere stati insieme, in un’esperienza che ormai i più partecipi ripetono da tredici anni e che è stata sempre fonte di rinnovata amicizia e comunione fra di noi e che quest’anno l’aver viaggiato insieme con lo stesso mezzo ha reso più ricca e coinvolgente.
Partiamo diretti a Bari dove parteciperemo alla Celebrazione eucaristica in suffragio di Mons. Luciano Bux e ci recheremo a visitare la sua tomba.
 
 
Cecè Caruso

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