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28/Set/15

La Cerimonia di consegna degli Attestati di Partecipazione al Corso di Formazione Caritas

Presso l’Aula Magna dell’ISTEP, Centro del Laicato di Gioia Tauro, si è svolta la cerimonia di consegna degli Attestati di Partecipazione agli operatori Caritas che hanno partecipato al Percorso di formazione diocesano Caritas, che si è svolto dal mese di gennaio al mese di maggio 2015. Alla cerimonia, presieduta da Sua Ecc.za Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi, il quale ha consegnato personalmente le pergamene ai corsisti, hanno partecipato il Direttore della Caritas Diocesana il Diac. Vincenzo Alampi, il Responsabile del Corso di formazione Prof. Nino Parisi e il Tutor Ing. Francesco Restuccia, insieme a diversi altri operatori della Caritas Diocesana e delle Caritas Parrocchiali.

La cerimonia ha avuto inizio con la preghiera, il saluto e l’accoglienza da parte del Direttore della Caritas Diocesana e dal Prof. Parisi, il quale ha relazionato sul percorso formativo, di cui egli stesso è stato coordinatore, ideatore e formatore. Sono stati tracciati ed esposti ai presenti gli obiettivi e le finalità del corso, il metodo e la valutazione finale. E’ emerso chiaramente che il percorso formativo avviato da Caritas Diocesana è nuovo nel suo genere, soprattutto per quanto concerne la metodologia. In esso, infatti, hanno avuto un ruolo centrale i singoli corsisti attraverso dinamiche di gruppo interattive con simulazioni e laboratori esperienziali. Ogni tappa del percorso formativo ha fornito ai corsisti oltre ad un bagaglio informativo-contenutistico, soprattutto gli strumenti che dal punto di vista pedagogico esperienziale, possano aiutarli nell’approccio, nell’accompagnamento del povero e nel problem-solving, cioè strumenti-competenze che il corsista ha sperimentato in prima persona e poi nella relazione di aiuto, attuando un uscire da sé e il vedere ed agire, tanto importante per l’operatore della carità. Il percorso avviato è da inquadrare e comprendere all’interno di quel processo voluto fortemente da Caritas Italiana, che consiste nel cambiamento di mentalità, come ha ricordato Nino Parisi, cambiamento dello stile formativo sbilanciato sul versante della centralità della persona in formazione e della sua formazione integrale.

Non sono mancate le risonanze dei corsisti, affidate dagli stessi all’intervento di una di loro, Carmelita Agostino, proveniente dalla parrocchia Maria SS. della Montagna in Galatro, la quale ha esposto una sintesi delle competenze e abilità che la frequenza al corso ha loro fornito, evidenziando, inoltre, come il clima di fraternità instauratosi tra i partecipanti sia stato fondamentale per la riuscita del percorso. Dall’intervento è risultato chiaro il ruolo fondamentale del formatore Nino Parisi, il quale, in questa conversione metodologica, si è fatto compagno di cammino per i formandi, divenendo, così, anche facilitatore.

 

Prima della consegna degli attestati il vescovo, dopo essersi complimentato con gli organizzatori per l’ottima riuscita del percorso e della cerimonia, ha relazionato sull’importanza della formazione, evidenziando, che essa, ha come orizzonte la costruzione del nuovo umanesimo. Ha poi ricordato l’ormai prossimo Convegno della Chiesa Italiana: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” e si è soffermato sui cinque verbi tratti dall’Evangelii Gaudium di Papa Francesco – uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare – che l’operatore Caritas deve declinare nella sua vita per contribuire a rendere veramente umana la comunità che lo interpella.

 

“Formati voi – ha detto ancora il vescovo – siate formatori nelle vostre parrocchie, vivendo con la Carità, nella Verità e nell’Unità, il modello trinitario”. “Vivere la Carità, nella Carità, per la Carità, ha davanti una prospettiva importantissima con l’anno dell’Unità e l’anno della Misericordia – ha concluso il vescovo – e la Bolla di indizione, ci da delle indicazioni concrete con le opere di Misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli. Riscopriamo le opere di misericordia corporali: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti”.


S.E., infine, invitando gli operatori Caritas e i presenti ad attingere sempre al Tabernacolo e ad essere persone eucaristiche, poiché solo in Cristo e con Cristo si può dare la pienezza dell’amore, ha esortato i presenti ad aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali aiutandoli con la carità e la misericordia di Dio.


La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati ai diciotto corsisti e con l’immancabile foto di gruppo.

Giulietta Furci e Carmelita Agostino

 

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