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30/Ott/15

3° Incontro di Scienza e Vita

Martedì 27 Ottobre alle ore 18.00 si è tenuto presso la Casa della Cultura di Palmi il 3° incontro di Scienza e Vita dal titolo: “Il miracolo di una nuova nascita”. La relazione è stata affidata al famoso Prof. Giuseppe Noia, Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Urologia, professore Associato di Medicina dell’Età Prenatale presso la facoltà di Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

La serata si è aperta con il saluto del Dott. Giovanni Barone, sindaco di Palmi, il quale ha messo in evidenza il percorso che la nostra Diocesi da ormai tre anni sta portando avanti, di dialogo tra Scienza e Fede che camminano verso la stessa meta: la conoscenza dell’uomo in relazione alla Verità. Subito dopo è intervenuto il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito, il quale ha ribadito che l’uomo rimane un mistero a se stesso e che andremo via dal mondo soltanto con un po’ di conoscenza del miracolo che siamo, ma di quello che possiamo conoscere, aiutati dalla scienza e dalla fede, abbiamo il dovere e la responsabilità di apprenderlo il più possibile. E se è vero che i miracoli, quelli che superano le leggi della natura, sfuggono all’osservazione, per il “miracolo naturale” della formazione di una nuova vita nel grembo materno, conosciamo molto e lo possiamo anche osservare. La parola quindi è passata al protagonista della serata: il Prof. Noia, il quale, tutto è stato meno che “noioso”, anzi da preparato professore della sua materia, ma anche da abile comunicatore, ha saputo trasmetterci con un linguaggio accessibile a tutti nozioni che sarebbero apparse difficili all’orecchio amatoriale del normale spettatore se avesse usato un gergo medico e altamente professionale.

A Vent’anni dall’Enciclica Evangelium Vitae di S. Giovanni Paolo II, il prof. Noia ha voluto rendere omaggio al santo Papa polacco recitando una canzone da lui composta per ringraziare il Papa difensore della vita. La canzone dal titolo Il Giardino del Re è una bellissima poesia in difesa della vita che nasce nel grembo materno e una condanna dell’aborto che trasforma la culla dell’esistenza in sepolcro per tanti bambini che mai hanno visto la luce. La canzone, con un grande senso di umanità e comprensione – ma mai di giustificazione – per le difficili situazioni che portano alla decisione dell’aborto, termina con la speranza che i bambini, nel regno dell’eternità dove si trovano, hanno perdonato le loro madri. Il Prof. Noia con una valanga di pensieri e di concetti ci ha travolti nel suo affascinante pensiero, in quello che potremmo chiamare senza ombra di dubbio un incontro scientifico-catechetico, senza creare ossimori appunto, andando la scienza e la fede insieme nel cammino verso la verità. Il Professore ha continuato la sua relazione dicendo che nella nostra società c’è molta informazione e poca conoscenza, e questo produce una “schizofrenia morale”, si difende infatti il cagnolino abbandonato, ma si lasciano tranquillamente morire i bambini nei grembi materni. Dobbiamo, ha aggiunto il Prof. Noia: “imparare ad assaporare la conoscenza, discernere bene le cose, senza cadere nel lassismo di un pensiero debole che rinuncia alla fatica della ricerca seria e appassionata della verità”. “La fede non ha paura di Galileo”, in quanto la scienza aiuta la fede e viceversa, il problema è come si usano le nuove scoperte scientifiche, per quali finalità, una scienza infatti senza etica è una scienza antiumana.

Il Prof. Noia ha continuato dicendo che l’embrione è il più povero dei poveri e se è terminale è il massimo della povertà, quindi va difeso, trattato come “paziente”, paragonando la solitudine dell’embrione, la Passione dell’embrione non difeso alla Passione di Cristo. Il Professore si è poi molto soffermato sulla simbiosi materno fetale, e di come le cellule del figlio aiutano la madre a guarire da alcune malattie e viceversa creando uno “scambio d’amore” pieno di tenerezza. “La Tuba è la nostra prima casa”, ha affermato il Prof. Noia, ribadendo con forza che già nello zigote monocellulare c’è tutto scritto del futuro uomo o donna, il tuo destino dal primo giorno. Questo terzo incontro di Scienza e Vita ci ha fatto maggiormente prendere coscienza del miracolo che siamo già nel grembo materno dal primo istante di vita, e se è vero quello che diceva S. Giovanni Paolo II e cioè di “prendere in mano la nostra vita per farne un capolavoro”, e vero pure che noi, oltre che prendere, riceviamo questo miracolo gratuitamente, dal primo istante di vita siamo un lievito destinato a fermentare la storia, un seme che diventerà una pianta grande e meravigliosa.
 
Rosario Rosarno

 

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