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Veglia di tutti i Santi: parrocchia santi Nicola e Biagio di Feroleto della Chiesa – Plaesano

Si è svolta Sabato 31 Ottobre alle ore 19, nella parrocchia dei Santi Nicola e Biagio di Feroleto della Chiesa, la veglia di tutti i Santi. Protagonisti della serata sono stati i bambini e i giovani della parrocchia che, con la collaborazione dei giovani della Pastorale Giovanile, hanno raffigurato la vita dei santi con balli, canti e delle citazioni agiografiche. I santi presi in considerazione dalla comunità di Plaesano sono San Biagio, patrono di questa comunità, Madre Teresa di Calcutta, Santa Rita e Carlo Acutis mentre per la comunità di Feroleto sono San Giovanni Bosco, San Francesco di Assisi, san Nicola patrono di questa comunità.

La riuscita della serata che ha avuto un obiettivo fondamentale, parlare della santità, ravvivare il battesimo, far collaborare tutte componenti della comunità. L’opera delle catechiste nelle ultime settimane è stata molto lodevole perché si sono adoperate nel preparare costumi, canti, scene mimate, alcuni segni, con creatività e fantasia. hanno iniziato raccontando San Biagio che avendo guarito un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte di corpo.

Madre Teresa di Calcutta, fondatrice della congregazione delle Missionarie della carità, ha trascorso la sua vita tra le vittime della povertà. Santa Rita, monaca agostiniana, è la “Santa degli impossibili”. È molto amata per la vita quotidiana vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca. La testimonianza di Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni che ha offerto la sua vita per il papa e per la Chiesa. San Giovanni Bosco, fondatore della congregazione dei salesiani, grande apostolo dei giovani, fu per loro padre e guida verso la salvezza. San Francesco d’Assisi, abbandonati la famiglia e gli amici, visse la sua vita nella povertà. San Nicola, eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità, viene considerato difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.

I santi come ci dice Papa Francesco non sono superuomini. “Sono come ognuno di noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze”. Ma “nel volto dei fratelli più piccoli e disprezzati hanno veduto il volto di Dio e ora lo contemplano faccia a faccia nella sua bellezza gloriosa”. Essere santi significa somigliare a Gesù Cristo in tutto: corrisponde nell’avvicinarsi il più possibile alla sua esperienza di vita religiosa e morale. La santità è carità che modella altre virtù: umiltà, obbedienza, castità. È una meta che noi cristiani siamo chiamati a raggiungere. Questa meta può essere raggiunta semplicemente seguendo gli insegnamenti che Gesù ci ha lasciato. Nel Discorso della Montagna di Gesù riportato nel Vangelo secondo Matteo al capitolo cinque, Gesù ammaestrava le folle proclamando le beatitudini. In questo Vangelo vengono enunciate nove beatitudini che sono considerate dai credenti un modello per vivere gli insegnamenti di Gesù. I santi sono “i poveri in spirito” cioè coloro che si sono misurati nelle vita con l’essere di Cristo. Sono “i miti e i misericordiosi” che hanno sempre teso la mano del perdono. Sono i “perseguitati” incompresi, calunniati, condannati ma che con Cristo hanno saputo salire il calvario.

Al termine della veglia, molto partecipata dai ragazzi, dalle famiglie, un momento suggestivo è stato quando le luci della Chiesa sono state spente, i bambini hanno acceso un cero ed hanno cantato attorno ad un tavolino dove al centro c’era la Parola di Dio, luce del mondo dove ognuno teneva in mano dei nastri che elevava al cielo. La veglia si è conclusa con la degustazione di dolci offerti dai genitori dei ragazzi, lasciando nel cuore di ciascuno tanta gioia e soddisfazione per la buona riuscita della manifestazione religiosa.

don Leonardo Manuli e Carmelita Agostino (Animatore pastorale Giovanile)


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