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19/Dic/15

Il Convegno Pastorale Diocesano “La fiamma dell’unità”

Si è svolto nei giorni 10-11 dicembre 2015 presso l’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” in Rizziconi il Convegno Pastorale Diocesano “La fiamma dell’unità” per l’avvio, dopo quello della fede, della carità e della verità, dell’Anno dell’unità che idealmente conclude il cammino intrapreso dalla nostra Diocesi nell’anno pastorale 2012/2013.

Due pomeriggi che hanno visto la partecipazione, soprattutto il primo giorno, di numerosi fedeli provenienti dalle parrocchie della nostra Diocesi, il primo dedicato al tema dell’unità ad intra, indicata dal nostro vescovo Mons. Francesco Milito come la base da cui partire per realizzare l’unità ad extra, cammino faticoso ma irrinunciabile perché solo la simbiosi tra le due unità permette una funzione armoniosa e forte.

Un Anno dell’Unità nell’Anno santo della Misericordia perché come ha sottolineato il vescovo nell’introduzione “il miracolo dell’unità è sempre frutto della misericordia sperimentata ed applicata: una persona è “una” quando è riconciliata con Dio, con se stessa e con gli altri”.

Sull’unità ad intra ha relazionato mons. Paolo Sartor, Direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale della Cei trattando il tema “La formazione catechetica per la costruzione dell’unità nella fede e nella pastorale della Chiesa locale”.

Introducendo il tema mons. Sartor ha sottolineato che l’umanità del cristiano è sempre in uscita, non autoreferenziale ma protesa verso l’altro e che solo seguendo l’impulso che viene dallo Spirito santo saremo capaci di uscire da noi stessi per essere uomini secondo il Vangelo di Gesù. Il relatore ha con molta chiarezza evidenziato tutte le realtà che nella Chiesa del Signore costituiscono elementi di divisione. Per questo la preghiera di Gesù “perché tutti siano una sola cosa”, perché è a partire dall’unità che la  Chiesa diventa credibile e il Vangelo annunciato una Buona notizia. Da qui l’invito a spogliarsi da tutto ciò che crea divisioni e barriere, perché come afferma papa Francesco nell’Evangelii gaudium può essere missionario solo chi si sente bene nel cercare il bene del prossimo, chi desidera la felicità degli altri.

A conclusione don Cosimo Furfaro, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, ha presentato ai convenuti le linee di sviluppo del Progetto catechistico diocesano.

La seconda giornata di lavori, dal tema “Unità ad extra” ha visto ancora l’introduzione di mons. Milito, con il tema “La passione per l’unità: unità ad extra“, cui è seguito l’intervento di monsignor Dimitri Salachas, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino di Grecia, che si è occupato de “La formazione ecumenica per il dialogo tra le Chiese, fedi e religioni diverse” e che ha subito sottolineato come l’Ecumenismo ad extra acquisti una nuova particolare dimensione in quanto si inserisce effettivamente nella prospettiva della Misericordia, oggetto del Giubileo straordinario apertosi l’8 dicembre, perché esso attraverso tale via  apre per tutti i cristiani nuove potenzialità ecumeniche di riavvicinamento tra le due Chiese, nel solco tracciato dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Naturalmente molte sono le questioni soprattutto dottrinali che sul cammino della piena comunione devono essere affrontate ma il fine del dialogo di verità e di carità della Chiesa cattolica con tutte le Chiese ortodosse è proprio quello di ristabilire la piena comunione nella fede, nei sacramenti e nel governo ecclesiastico. Bisogna comunque constatare che il dialogo sta già portando frutti tra i quali il principale è certamente quello di una ritrovata fraternità ed effettiva collaborazione e il riconoscersi nell’apostolicità.

Il convegno si è chiuso con l’intervento di don Domenico Caruso, Direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, che ha relazionato sulla “Geografia in diocesi delle fedi ortodosse, evangeliche, islamiche e delle sette”.

L’augurio finale è quello espresso dal nostro vescovo: di alimentare nella nostra vita la fiamma dello Spirito dell’unità che solo può condurci a vivere coerentemente l’unità ad intra e a ricercare nel dialogo con i fratelli d’oriente l’unità ad extra.

Cecè Caruso


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