News

Aperta la Porta della Misericordia a Seminara

La Basilica della Madonna dei Poveri, in Seminara, è la quarta chiesa ad ospitare l’evento di apertura di una porta Santa. La parrocchia retta da Don Mino Ciano è stata infatti scelta per essere eretta a chiesa giubilare per il suo Vicariato, quello di Palmi. «Quello che ha portato alla celebrazione odierna – spiega Don Mino – è stato un lungo periodo di preparazione, che ha coinvolto, in maniera particolare, i fanciulli della nostra comunità». I più giovani parrocchiani, infatti, hanno vissuto il periodo di avvicinamento allo straordinario evento dell’apertura della porta santa organizzando una mostra, che ha permesso loro di prepararsi e comprendere al meglio il significato profondo di questo Giubileo della Misericordia. «Le opere che compongono la mostra – continua Don Mino – sono state create dai fanciulli di Seminara e di Sant’Anna, e sarà esposta, a partire dal mese di Gennaio, presso la chiesa di San Marco». Don Mino, si sofferma poi a riflettere sulle criticità che contraddistinguono il nostro territorio: «Il Giubileo della Misericordia è un momento di grazia per la nostra Basilica, per la nostra città e per la piana tutta. Il Giubileo rappresenta un’opportunità per dare una svolta e, dunque, mostrare il vero volto della piana di Gioia Tauro, un volto di Misericordia, nonostante le sofferenze che ci sono state e che sono una piaga che imbruttisce il volto del nostro territorio. Ci sono tanti buoni cristiani, tanti uomini di buona volontà che possono dare un’immagine nuova alla nostra terra». «Seminara – continua Don Mino – può vivere ciò in maniera ancor più profonda, cogliendo l’occasione per mostrare tutto il bello che a Seminara c’è e vive». Occasione di cambiamento dunque, un cambiamento che dovrà essere profondo, per poter fare emergere il lato buono di Seminara e di tutta la piana. Di cambiamenti parla anche Mons. Francesco Milito, che durante la sua omelia spiega: «Nessuno di noi, me compreso, può affermare che qualcosa in se stesso non deve cambiare, dobbiamo scrutare al nostro interno per capire di cosa realmente abbiamo bisogno, in cosa ognuno di noi dovrà cambiare. Ciò potrà realizzarsi solo chiedendo la Misericordia a nostro Signore». «La Misericordia – continua Mons. Milito – è un dono che serve ad elevarci, il perdono è un atto di benevolenza che testimonia l’Amore di Dio, non la sua grandezza di fronte alla nostra piccolezza. La Misericordia, il Perdono e l’Amore sono il linguaggio di Dio». Più di preciso, Mons. Milito afferma: «Ciò, deve valere in maniera particolare per coloro che abitano questo territorio. Ognuno di noi deve chiedersi, in cosa io, abitante di Seminara o dei paesi vicini, devo cambiare? Nostro malgrado, viviamo in un territorio in cui l’atto di donare Misericordia sembra mancanza di coraggio, di forza ed ecco che ciò porta a rancori e vendette dimostrativi della nostra personale forza e potenza. Questo modo di ragionare di agire non fa parte della Misericordia di Dio». E ancora: «Voglia il cielo, che con la grazia di Dio le nostre zone facciano passi di rivoluzione di mentalità, nel pensiero e nella pratica». A parere di Mons. Milito, la via per raggiungere tale risultato è facilmente individuabile: «E’ necessario che questo cambiamento parta dalle famiglie, quando i figli sono ancora piccoli. Se i piccoli verranno educati al rispetto e alla non prevaricazione del prossimo e dei suoi diritti allora si potranno compiere dei passi decisivi, altrimenti non avremo capito nulla della Misericordia di Dio e saremo destinati a perdere la sua Grazia». E nel clima di turbamento per la vicenda del prete arrestato con l’accusa di pedofilia, il Vescovo fa aggiungere una preghiera nel contesto della celebrazione: «Preghiamo in queste ore di grave turbamento per la nostra Chiesa Diocesana, il Signore ci custodisca nella pace dello Spirito e, nella fiducia che il tempo accorda ad eventi che hanno bisogno di chiarezza nella Verità, ci mantenga uniti nella preghiera a tutte le persone interessate al caso, sotto lo sguardo tenero di Maria, Madre di ogni povertà».

Ferdinando Panucci


Allegati: