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22/Dic/15

La Pastorale Giovanile Diocesana visita i detenuti della Casa circondariale di Palmi

Dopo la veglia tenuta il 4 Dicembre a Gioia Tauro, la Pastorale Giovanile della Diocesi Di Oppido Mamertina – Palmi si è recata, Sabato 19 Dicembre, dai detenuti della Casa Circondariale di Pami, per celebrare la Santa Messa, presieduta da Don Leonardo Manuli, direttore della Pastorale Giovanile.
Alla veglia del 4 Dicembre, presso il duomo di Gioia Tauro, la Pastorale Giovanile, ha invitato i giovani presenti a scrivere un biglietto di auguri da consegnare a ciascun detenuto giorno 19 Dicembre.
Ad introdurre l’evento è stato Don Silvio Mesiti, cappellano ormai da tanti anni del carcere, parroco della Concattedrale  di Palmi – San Nicola e Presidente dell’Associazione Presenza ONLUS, il quale nel ringraziare il Direttore e il Comandante per aver permesso l’evento, e i giovani della Pastorale Giovanile per la loro presenza, ha dato la parola a mons. Francesco Milito, Vescovo della nostra Diocesi. Dopo il saluto e il ringraziamento per l’ospitalità, il vescovo ha parlato del significato dell’anno della Misericordia, invitando i detenuti a non perdere la speranza, ma ad affidare le loro preghiere nelle mani del Signore.
 Il Vescovo ha poi chiesto ai detenuti:  «Vi siete mai chiesti qual’ è il vero carcere?». A questa domanda uno dei detenuti ha risposto: «Il vero carcere è nel buio del nostro cuore». Una frase che ha lasciato il segno, dimostrando che alle volte il carcere non è solo stare rinchiusi dietro delle sbarre, ma il carcere lo portiamo dentro noi stessi.
La visita è proseguita con la Santa Messa celebrata da don Leonardo Manuli, il quale durante l’omelia si è soffermato principalmente su un episodio come esempio che Gesù passa e porta speranza. Ha raccontato la prigionia del Cardinale Van Thuan, incarcerato ingiustamente, il quale non avendo potuto portare in carcere la Bibbia, ha raccolto tutti i pezzetti di carta che ha trovato e ha scritto 300 frasi del Vangelo. Ha celebrato la Santa messa sul palmo della sua mano, con tre gocce di vino e un goccio di acqua. Per conservare il Santissimo ha perfino usato la carta del pacchetto delle sigarette. Grazie all’aiuto di una guardia riuscì a costruire inoltre con dei piccoli pezzetti di legno una croce, che una volta uscito da prigione portò con sé anche da Cardinale.
 I giovani della Pastorale Giovanile hanno poi distribuito dei cuori e donato ai detenuti i biglietti di auguri che sono stati scritti il giorno della veglia al Duomo di Gioia Tauro dai ragazzi presenti.
Questa è la seconda occasione in cui la Pastorale Giovanile visita il carcere di Palmi, la prima occasione è stata quando hanno portato, lo scorso Luglio, la Madonna di Loreto e il Crocefisso di San Damiano. Anche in questa occasione si ha avuto modo di non giudicare o senza sentirsi più fortunati o migliori di sta in carcere, perché come dice sempre don Silvio: «Non tutti quelli che sono dentro meritano di essere dentro e non tutti quelli che sono fuori meritano di essere fuori».
 
Rosario Rosarno
 
 

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