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Il Vescovo incontra i diaconi della Diocesi e le loro famiglie

Un momento bello quello vissuto dai diaconi permanenti, aspiranti e candidati della Diocesi che insieme alle loro famiglie in occasione delle festività natalizie hanno incontrato il vescovo presso la casa del Laicato in Gioia Tauro per porgergli gli auguri per il Santo Natale ed esprimergli tutto il loro affetto.

Don Giovanni Battista Tillieci, Delegato vescovile per Diaconato permanente e i Ministeri istituiti, nel porgere il suo saluto, ha sottolineato l’importanza dell’incontrarsi come collegio diaconale e ha presentato i nuovi aspiranti al diaconato, un ministero importante nella nostra Chiesa locale che vede la presenza di 22 diaconi e di 15 tra aspiranti e candidati, anzi ha evidenziato come i diaconi che già fanno parte fanno parte del presbiterio formino una “famiglia nella famiglia”. Ha poi sottolineato come sia importante incontrare il vescovo all’inizio di quest’Anno del Giubileo straordinario della Misericordia, per la nostra Diocesi anche Anno dell’unità, perché  dobbiamo comprendere che per essere uniti dobbiamo camminare insieme. Ha poi richiamato un passaggio dell’omelia del Vescovo del 13 dicembre in occasione dell’apertura della Porta Santa della Misericordia in Cattedrale in cui  il presule ci aveva invitato a chiederci quante volte giudicando dal basso della nostra supponenza abbiamo chiuso o ci sentiamo in diritto-dovere di chiudere la porta in faccia a qualcuno. E da qui l’invito ad avere in noi gli stessi sentimenti di Gesù, soprattutto l’umiltà e l’obbedienza, per non rischiare di abituarci al peccato e a non sentire tra noi il desiderio di incontrarci con il rischio di sbattere la porta in faccia agli altri. Don Tillieci per questo si è detto contento della presenza anche delle mogli e dei figli perché è molto importante vivere il Natale come una porta che si apre per incontrarci e vivere in comunione, facendo in modo di operare bene e portare anche gli altri dentro questa porta della misericordia.

Il vescovo soffermandosi sulla lettura breve dei vespri che esortava a vivere l’attesa del ritorno del Signore in un tempo in cui si pensava che la parusia non fosse lontana ha sottolineato come sia importante capire in che consiste l’attesa del Signore e che le parole di Giacomo racchiudono una grande verità: il Signore viene sempre, nei fatti della storia, aiutandoci a reinterpretare questi fatti alla luce della sua Parola. E traendo spunto dalle parole: “Siate pazienti…guardate l’agricoltore…”  ha richiamato la pazienza dei genitori…. nell’attendere un figlio durante i nove mesi della gestazione, poi nei primi anni di vita, nel vederlo crescere, diventare autonomo, nelle prime affermazioni di sé,  nella giovinezza, di stagione in stagione. Ha detto il vescovo: «Solo dall’esempio dei genitori possiamo conoscere la pazienza di Dio».  Il vescovo ha invitato tutti ad applicare questo stile di Dio nei confronti degli altri in ogni ambito di vita, in famiglia, sul lavoro, perché la pazienza è la virtù dei forti, soprattutto nel nostro ministero, quando più si rende necessario in mezzo alle difficoltà, alla zizzania, ai giudizi, l’esercizio di tale virtù. «Dobbiamo dare in noi – ha aggiunto il vescovo – l’immagine di Gesù buono, vivendo la bontà, incarnandola, unendo come l’acciaio la pietà alla bontà, chiedendo al Signore la “pazienza prossima”, da esercitare nei confronti delle persone vicine».  «E’ indispensabile per questo – ha concluso il vescovo – guardare alla Madonna “esempio di pazienza in ciò che ha creduto, in ciò che ha vissuto»…lei che per la sua pazienza è diventata la matriarca di tutti i tempi…Impariamo da lei…Fermatevi a guardare a Gesù Bambino, a Maria e a Giuseppe, imparando a portare… e non a sopportare…Così il Dio della pazienza sarà nei vostri cuori e la vostra gioia sarà grande“.

Un momento di allegra convivialità ha concluso la serata, un momento che non poteva mancare e che non manca da tanti anni, per esprimere la gioia dello stare e del camminare insieme sulla via della “misericordia e dell’unita”.
 
Cecè Caruso