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Clima di festa e riflessione per il Giubileo della Famiglia ad Oppido Mamertina

Dopo le cerimonie di apertura delle porte sante nelle chiese giubilari della nostra Diocesi, iniziano i veri e propri eventi legati al Giubileo della Misericordia. Sabato 2 Gennaio, presso la Cattedrale di Oppido Mamertina ed i locali del Seminario, si è svolto l’incontro e la celebrazione del Giubileo della Famiglia.

Le famiglie sono state accolte presso i locali del Seminario e, dopo la recita delle lodi, hanno preso posto in sala per partecipare all’incontro. Nella sala erano presenti numerosi gruppi familiari, giunti ad Oppido da tutto il territorio Diocesano, per poter condividere con gli altri le proprie esperienze di vita, ascoltare le importanti testimonianze fornite dalle altre famiglie e per vivere una giornata di felicità e gioia.

Il primo a prendere la parola è stato Don Antonello Messina, che ha rivolto ai presenti il proprio saluto ed un invito a vivere al meglio il proprio Giubileo Personale. Don Antonello ha spiegato: «In questo straordinario periodo, nella nostra Diocesi coincidono in maniera magnifica il Giubileo Straordinario, voluto da Papa Francesco, e l’anno dell’unità, fortemente voluto dal nostro Vescovo, Mons. Milito. Quella odierna è una giornata dedicata in toto alla famiglia, che in molti casi è immagine dell’opera misericordiosa di Dio. In essa, nella famiglia, queste due cose coincidono ed essa diventa veicolo straordinario proprio di Unità e Misericordia».

A seguito delle parole di Don Antonello Messina, l’assemblea ha assistito alla proiezione di due cortometraggi aventi come tema principale proprio la famiglia. Il primo, ambientato a Roma ed intitolato Sulla Poltrona del Papa, è stato diretto ed interpretato dalla celebre Cristiana Capotondi, il secondo, prodotto da Chalk, ambientato in un orfanotrofio, ha invece come soggetto principale un bambino che durante l’ora dei giochi disegna in terra la sua figura materna e ci si sdraia sopra, cercando nostalgicamente di ricordare tutto il calore che quel legame gli ha regalato. Proprio il calore, quel calore che solo un nucleo familiare può regalare, è stato al centro delle discussioni dell’assemblea.

Le testimonianze portate a beneficio dei presenti da parte di uomini e donne che hanno vissuto esperienze di vita molto particolari ed hanno vissuto la gioia dell’affidamento di un figlio, di donare il proprio amore a chi è stato sfortunato e non ha potuto riceverne. È il caso di Sandra di Delianuova, che racconta la sua esperienza di affido e della sua consapevolezza che sarà Dio a mostrare lei ed a tutti i presenti la strada. O anche il caso di Barbara e Walter, provenienti da Polistena, che hanno accolto in casa loro una figlia dell’immigrazione, giunta a Reggio insieme a molte persone che ne condividevano il destino. O, infine, Soccorsa e Francesco, genitori di Davide, bambino giunto in Italia dalla Bulgaria e protagonista di una situazione familiare da cui è stato necessario sottrarlo. Tutte le testimonianze condivise in aula erano accomunate dalle difficoltà con cui esse sono state vissute, difficoltà di linguaggio o legate a particolari tratti del carattere del figlio ospitato, dovuti talvolta a traumi infantili, come la paura della figura maschile che portava Davide a nascondere le fotografie del suo Padre affidatario. Ma oltre alle difficoltà, ogni caso raccontato all’assemblea aveva in comune il tratto distintivo dell’amore familiare, che ha portato ogni nucleo ed ogni bambino accolto in famiglia a superare le proprio difficoltà ed a vivere, finalmente, una vita felice.

A seguito dell’incontro di condivisione, le famiglie si sono recate presso la vicina Cattedrale, nella quale hanno assistito alla Santa Messa a loro dedicata da Mons. Francesco Milito. In apertura della celebrazione, Mons Milito ha premesso: «Oggi dobbiamo chiedere a Nostro Signore un duplice perdono. Il primo, quello che ci fa vedere le mancanze di Misericordia all’interno della porta della famiglia. Il secondo, quando quest’amore misericordioso non vissuto ci porta ad essere non capaci di attenzione al di fuori della famiglia». Durante la sua Omelia, poi, ha spiegato: «Viviamo l’Anno dell’Unità, questa unità che ci porta ad essere vicini e solidali, andando oltre le differenze, grazie ai benefici portati dell’amore. Cos’è la famiglia se non un’esperienza di diversità? Un’esperienza che fonda la propria Unità su questo presupposto. Questa diversità può essere ritrovata anche nel nostro esempio più grande, quello della Santa Famiglia: Giuseppe e Maria, con le loro diversità, che si trovano dinnanzi al frutto dell’amore verso Dio, il Sì Maria che accetta la maternità a lei annunciata ed il Sì di Giuseppe che accetta la sua particolare paternità». E ancora: «Se la famiglia umana è modellata ad immagine di quella di Dio i suoi rapporti non possono che essere modellati sotto tale aspetto e, dunque, nel migliore dei modi possibili». Mons. Milito ha poi aggiunto: «Se non siamo capaci di vivere l’Amore e la Misericordia all’interno delle nostre famiglie, come possiamo trasportare questi all’esterno ed essere amorevoli e misericordiosi con il prossimo? Ecco il motivo per il quale questo Giubileo della famiglia, che apre il Giubileo della Misericordia, sta alla base di tutt!.

In conclusione il Vescovo ha affermato: «Sappiate sperimentare ogni giorno, nella vostra vita di coppia, l’esercizio della Misericordia. In tutti i giubilei di quest’anno, laddove vivrete la vostra missione ricordate che nessuno come la famiglia può dimostrare la grande grazia di quest’anno e la Misericordia di Dio che attraverso i sentimenti e le persone si fa storia e diventa quindi comprensibile e condivisibile».

 

Ferdinando Panucci


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