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09/Feb/16

Terzo incontro de “Gli Amici del Seminario”

In coincidenza con il giorno in cui la Chiesa ricorda la figura di San Giovanni Bosco, grande apostolo della gioventù, si è svolto il terzo incontro di preghiera e di fraternità tra i giovani Seminaristi, le loro famiglie, gli Amici del Seminario e i Superiori.

L’associazione “Amici del Seminario” è una realtà ideata e voluta dal nuovo Rettore don Pasquale Galatà per far conoscere la comunità del Seminario e promuoverne l’attenzione presso un numero sempre crescente di fedeli. Se è vero che il cuore di ogni diocesi è il suo Seminario e che esso è il luogo in cui si formano i futuri Sacerdoti per la nostra Chiesa, coloro i quali sono chiamati “a consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione” (2 Cor 1, 4) con la forza della Parola di Dio e la grazia dei Sacramenti, ne consegue che esso riguarda tutti i cattolici, laici e sacerdoti, perché tutti siamo responsabili della vita della Chiesa, come ha più volte sottolineato don Pasquale. «E´ vivo desiderio del nostro Seminario essere presente tutto l’anno nella realtà della Diocesi, […] adoperarsi per l’opera delle vocazioni, con la preghiera, la frequentazione, il supporto morale e materiale e l’amicizia» .

L’incontro si è aperto, come di consueto, con la preghiera attraverso la celebrazione della Santa Messa animata dal canto dei Seminaristi nella suggestiva Cappella del Seminario [consacrata il primo aprile 1951 e affrescata dal celebre pittore napetino Diego Grillo (1878-1963)]. Durante l’omelia, il Padre Spirituale don Letterio Festa, ha dato il bentornato agli associati che, con la loro presenza, danno un senso concreto alla domenica come «giorno della comunità, dell’assemblea, in cui i cristiani si radunano e si riconoscono ekklesìa, chiesa». Al termine della celebrazione Eucaristica significativa la “Preghiera a San Giovanni Bosco”, Padre e Maestro della gioventù, per percorrere «lietamente con i giovani la via che conduce all’Amore».

Alla Santa Messa è seguito un momento di profonda riflessione attraverso la relazione del Rettore del Seminario incentrata sul tema della vocazione di Pietro e intitolata: “Allontanati da me, perché sono un peccatore… Non temere, sarai pescatore di uomini”. Partendo dalla lettura del brano evangelico di Luca (Lc 5, 1-11) don Pasquale, con metodo storico, ha inizialmente contestualizzato il racconto per sottolineare come Pietro, pur non avendo ancora fatto “esperienza” personale di Gesù, si fosse fidato di lui grazie alle testimonianze che aveva ascoltato. Come diceva l’apostolo delle genti, la fede nasce dall’ascolto: fides ex auditu (Romani 10,17) un ascolto di Dio attraverso quel sacramento della sua Parola che sono le Scritture e un ascolto di Dio nella storia, nel quotidiano, attraverso le testimonianze dei fratelli. Dalla “conoscenza” diretta che Pietro fa di Gesù per mezzo del miracolo dei pesci scaturisce la svolta, il cambiamento definitivo, la decisione di lasciare tutto e seguirlo. Il racconto della conversione di Pietro offre lo spunto per una riflessione: «Quando abbiamo incontrato il Signore, la nostra vita come si è trasformata?». Con l’invito a riflettere su quest’aspetto cruciale nella vita di ogni credente, don Pasquale ha quindi chiuso il suo intervento con un appello: «Non lasciateci soli, abbiamo bisogno di voi, della vostra vicinanza, del vostro affetto, della vostra amicizia».

L’amicizia, l’affetto, la vicinanza si esprimono in vari modi, uno dei più belli è attraverso il simposio. «Gesù non ha compiuto proprio a tavola le cose più straordinarie? Dal banchetto di Cana all’ultima cena…» dice suor Germana Consolaro. La convivialità è un’espressione di comunione così come cucinare è un gesto d’amore nel quale la famiglia si riconosce, per questo motivo all’agape fraterna è stata dedicata la parte conclusiva dell’incontro, che ha visto la collaborazione di tutti i partecipanti i quali hanno portato da casa il necessario.

Il prossimo appuntamento, come si evince dall’agenda pastorale diocesana, è previsto per il 6 marzo.

Apertura Causa Beatificazione di P. Ludovico Polat

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