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Festa della Divina Misericordia a Varapodio

In un’atmosfera di profonda spiritualità, si è svolta a Varapodio la solennità della Domenica in Albis, dedicata alla Divina Misericordia, con il conferimento del Ministero dell’Accolitato, in vista dell’Ordine del Presbiterato al seminarista Domenico Lando e la collocazione della Statua di Gesù Misericordioso all’ingresso di Varapodio, lato Oppido Mamertina.

Alla concelebrazione Eucaristica tenutasi nella chiesa di San Nicola, presieduta da Mons. Francesco Milito Vescovo della Diocesi di Oppido – Palmi, hanno partecipato oltre al parroco, don Domenico Caruso, don Letterio Festa, Rettore della Cattedrale di Oppido M., don Francesco Carlino, parroco a Roccella Ionica, P. Davis, dei Cappuccini di Taurianova e altri sacerdoti della Diocesi.

Dopo il saluto di accoglienza di don Caruso, il Vescovo ha tenuto l’omelia  soffermandosi sulla solennità dell’ ottava di Pasqua, spiegandone l’importanza per la liturgia. «La Domenica in Albis fu denominata da Papa Giovanni Paolo II nel 2000 “della Divina Misericordia”, titolazione legata alla Santa mistica polacca Faustina Kowalska. Tra le espressioni riportate da Suor Faustina nel suo diario durante le apparizioni di Gesù, ricordiamo: “In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla Santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene”».  Il vescovo ha così sottolineato come l’importanza dell’essere in grazia e comunione con Dio comporti per l’uomo la tranquillità e miri ad evitare conflittualità, soprattutto nelle comunità dove i presbiteri per primi sono chiamati a dare l’esempio per essere credibili.

Successivamente si è tenuto il rito di conferimento del ministero dell’accolitato al seminarista Domenico Lando. «Il commovente e coraggioso “Eccomi” di Domenico – ha spiegato il Vescovo – indica la totale risposta di servizio alla chiamata del Signore. Tale ministero spinge a farsi strumento dell’amore di Cristo e della Chiesa, da manifestare in modo particolare con i deboli e gli infermi».

Nella Lettera Apostolica “Ministeria quaedam” del 1972, Paolo VI chiarisce come il ministero dell’Accolito si concretizzi nell’aiutare il sacerdote e il diacono all’Altare, preparando i vasi sacri e distribuendo la Comunione ai fedeli ove fosse necessario.

Dopo la celebrazione, è stato raggiunto in processione il luogo della collocazione della statua di Gesù della Divina Misericordia, posta su un’elegante colonna di cemento armato e scoperta alla presenza di numerosi fedeli che hanno accolto la nuova effigie con un caloroso applauso. La colonna è stata edificata da Vincenzo Polifroni con le maestranze di Rosario Calipari e Rocco Raco, mentre la progettazione è stata curata dall’Arch. Francesco Fedele. La statua è stata donata da Pietro Conte, in memoria dei propri genitori. Nell’iscrizione apposta sulla colonna si legge: “Questa immagine di Gesù eretta a protezione della città e per la gloria di Dio dal popolo di Varapodio, è stata solennemente benedetta da S.E. Mons. Milito Vescovo di Oppido M. – Palmi, auspice l’Arciprete Sac. Domenico Caruso – 3 Aprile 2016, Domenica in Albis della Divina Misericordia”.

Sulla colonna si legge poi questa preghiera fatta porre dal Vescovo a perenne ricordo: “La tua Divina Misericordia, o Signore, a Varapodio città Mariana, alimenti la fede, sostenga la speranza, ispiri la carità, affinché fiorisca in eterna primavera la civiltà dell’amore dono e consegna ai risorti in te”.

Ha concluso la manifestazione il saluto del Sindaco, dott. Orlando Fazzolari, e don Domenico Caruso che curò a suo tempo il divenire di Varapodio città Mariana, dopo l’incoronazione della Madonna del Carmelo, della Madonna di Fatima dell’Edicola di Via Rimembranze e la collocazione della Madonna dell’Accoglienza all’ingresso opposto del paese.

Filomena Scarpati