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La Festa di Maria Ss. Annunziata in Cattedrale

Celebrata a Oppido la solennità dell’Annunciazione del Signore che dal 25 marzo è stata spostata a lunedì 4 aprile, primo giorno utile dopo la solennità della Pasqua e che a Oppido Mamertina è coincisa con la festa dell’Annunziata, Patrona della Diocesi e della città.

Il numeroso clero, sacerdoti e diaconi, convenuto, si è stretto per l’occasione attorno al proprio vescovo e pastore, Mons. Francesco Milito, per la solenne concelebrazione eucaristica, alla presenza di tutti le autorità intervenute, tra le quali il sindaco della città e il sindaco di Varapodio, paese che per l’occasione ha offerto l’olio della lampada votiva che arderà durante quest’anno nella cappella dell’Annunziata.

Numerosi i fedeli accorsi, che in devoto raccoglimento e con gli occhi rivolti all’effige della loro amata patrona hanno partecipato a questo evento di grazia, che con il ripristino delle processioni nella nostra Diocesi, ha visto il ritorno della Beata Vergine Annunziata fra le strade della città.

E così, in questa cornice di canti e di luce, animata gioiosamente dal canti del Coro polifonico della Cattedrale, diretto dal maestro Domenica Verduci, ha avuto inizio la solenne liturgia durante la quale tre seminaristi della Diocesi, Giuseppe Mangano di Oppido Mamertina, Cosimo Nicolaci di Bellantone di Laureana di Borrello e Giuseppe Sgambetterra di Drosi di Rizziconi sono stati ammessi tra i candidati all’Ordine Sacro.

Il vescovo nella sua omelia ha preso spunto dal passo del vangelo dell’Annunciazione e precisamente dalla risposta dell’angelo a Maria “Non temere, Maria…” per elevare un inno d lode a lei, la “piena di grazia”, preparata e designata ad essere la Madre dell’atteso delle genti, per domandarsi  come sia possibile “non temere” di fronte ai limiti della natura umana, di fronte al futuro incerto, soprattutto “quando, Signore, chiedi un posto a Te, svelando che hai bisogno di noi, Tu l’Onnipotente, per dare vita al Tuo progetto di vita per il mondo?”.

 

E, a partire dal “non temere” rivolto a Maria, il vescovo ha ripercorso tutta la storia della salvezza che nei suoi eventi fondanti ha visto sempre la presenza rassicurante del Signore che invita a “non temere”, e riferendolo alla nostra storia personale, a non temere quando Egli attende solo “di incontraci per rivelarsi a noi”. E’ in questi momenti che risuonano forti le parole rivolte da Gesù al capo della Sinagoga “Non temere, soltanto abbi fede”, oppure quelle rivolte agli apostoli impauriti “Coraggio, sono io, non abbiate paura”, o quelle rivolte a loro quando li invita a “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il regno”. “Non temere – ha aggiunto il vescovo – prima parola di incoraggiamento e di certezza, sorella dell’allegria, del tuo agire con noi e per noi, da Te e con Te associati nell’opera della salvezza.

 

La richiesta finale del vescovo alla Vergine Annunziata, che tutti possiamo come lei abbandonarci ai voleri dell’Altissimo e alla sua parola, rafforzati nella nostra preghiera dalla certezza che il Signore risorto ora vive per sempre e questo quest’annunzio pasquale “sugella il nostro affidamento a Te, Santissima Trinità e porta a compimento ciò che oggi inizi in Giuseppe, Cosimo e Giuseppe”.  Sono i nomi dei tre giovani che in modo solenne hanno chiesto di essere ammessi agli Ordini Sacri del diaconato e del presbiterato in risposta alla chiamata del Signore e per i quali sono state elevate le preghiere da parte di tutti i fedeli presenti e la preghiera di benedizione del vescovo perché il Signore conceda loro di perseverare nella vocazione “perché intimamente uniti a Cristo sommo sacerdote diventino autentici apostoli del Vangelo”.

 

Alla fine della celebrazione il momento tanto atteso della processione, emozionante, tra i suoni, i canti e le preghiere di un popolo che stretto alla sua amata padrona l’ha vista passare benedicente per le vie della città, con la speranza che possa veramente riscoprire e promuovere la “pietas mariana” che consiste “non tanto nel pregare Maria, quanto nel pregare come Maria, non tanto nel servire Maria, quanto piuttosto nel servire come Maria”.