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19/Apr/16

Giubileo dei ragazzi della Parrocchia “Ss. Nicola e Biagio” di Feroleto della Chiesa e Plaesano

In cammino per crescere come comunità e come cristiani a partire dai più piccoli, perché anche loro siano educati alla vita buona del vangelo .

Lunedì 18 Aprile 2016, i ragazzi della parrocchia santi Nicola e Biagio in Feroleto della Chiesa e Plaesano, accompagnati dalle catecheiste e da alcuni genitori, hanno trascorso una giornata indimenticabile.
 
Nel pomeriggio sono stati accolti da fratel Stefano Caria, della Congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione. I religiosi presenti a Polistena si occupano su ispirazione del loro fondatore -il Beato Luigi Monti, apostolo della carità-, di accogliere i giovani disagiati e introdurli nel mondo del lavoro. Dopo aver presentato alle catechiste la missione della loro congregazione religiosa, i ragazzi hanno partecipato alla caccia al tesoro, organizzata dal l’equipe educativa del centro Luigi Monti, che ha avuto come tema la sua vita.
Non finisce qui perché dopo la premiazione dei vincitori e la merenda a suon di pan carré e nutella si sono avviati verso la vicina parrocchia Maria Ss. Immacolata – Chiesa Giubilare per il Vicariato di Polistena –  per celebrare il Giubileo.
Don Leonardo ha parlato ai ragazzi dell’Anno Santo della Misericordia, del significato del giubileo e delle opere di Misericordia corporali e spirituali.
Attraversata la Porta Santa, ha celebrato l’Eucaristia e il Vangelo parlava della porta, Gesù e’ la porta da attraversare per entrare in comunione con Lui e ricevere la salvezza.
Don Leonado si è soffermato parlando del gesto di attraversare la porta, non è un rito, non basta recitare preghiere se non c’è la conversione. Attraversare la porta significa essere sempre in cammino.
Ai piccoli occorre insegnare a riconoscere lo Spirito Santo, la voce di Gesù, per non trovarsi da adulti aridi e distratti.
Al termine i ragazzi sono andati nella cappella a ringraziare Dio, visitando il Ss. Sacramento. Rientrando per far ritorno nelle loro abitazioni, nei volti dei ragazzi gioia e un po’ di stanchezza ma anche soddisfazione per la bella giornata trascorsa.
È quello che faceva il santo torinese don Bosco con i suoi ragazzi, giochi, merenda, catechesi e preghiera. Abbiamo così con l’aiuto di Dio fatto oratorio.
 
Don Vincenzo Leonardo Manuli

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