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San Giorgio Morgeto accoglie il suo nuovo parroco, don Antonello Sorrentino

La sera del 1° luglio ha fatto il suo ingresso nella Parrocchia Maria SS. Assunta di San Giorgio Morgeto il nuovo parroco don Antonio Sorrentino, già Vicario Parrocchiale della stessa Parrocchia, dopo che la sede era rimasta vacante in seguito alla nomina del Parroco uscente don Salvatore Larocca a Padre spirituale presso il Pontificio Seminario Teologico Regionale “S.Pio X” di Catanzaro. La solenne concelebrazione è stata presieduta dal nostro Vescovo, S. E.  Mons. Francesco Milito, alla presenza dei numerosi sacerdoti e diaconi intervenuti e dei fedeli convenuti anche da altre parrocchie.

Subito dopo la presentazione del nuovo Parroco, il prof. Francesco Greco, membro della comunità parrocchiale, gli ha dato il benvenuto, legando idealmente la nuova missione canonica di don Sorrentino a quella dei suoi predecessori, don Biagio Corvino di cui ha ricordato l’umile gesto di un giovedì santo, quando inginocchiandosi davanti ai suoi parrocchiani chiese perdono per tutto quello che non era riuscito a fare durante il suo mandato di Parroco e appunto don Salvatore Larocca di cui ha ricordato l’amore per la cura di tutte le realtà pastorali della Parrocchia augurandosi che il nuovo Parroco, che i Sangiorgesi ormai conoscono, prosegua con lo stesso entusiasmo profuso nell’animazione delle attività sportive dei ragazzi. Poi l’intervento di saluto di don Antonello, puntuale, caldo, pieno di prospettive, e soprattutto di ringraziamento nei confronti di chi lo ha accompagnato lungo il suo percorso di crescita spirituale e di affidamento del suo servizio a Maria SS. Assunta.

Il Vescovo nell’omelia rivolgendosi a don Antonello lo ha invitato a portare avanti la sua “staffetta pastorale” con l’entusiasmo e l’esperienza di chi lo ha preceduto nella guida della Parrocchia ricordandogli alcune espressioni che devono accompagnare il suo nuovo ministero. Il primo termine richiamato: la “perseveranza”, perché iniziare è semplice, magari con l’entusiasmo della novità e del ruolo nuovo. La perseveranza è il segno che l’adesione allo Spirito è permanente e dunque che la nostra è una risposta a Lui che mai smette di sostenerci, di guidarci. “è con la perseveranza – ha detto il Vescovo – che si è fedeli”. Il secondo richiamo: svolgere il ministero della Parola “degnamente e sapientemente” perché la Parola, se letta, deve essere incarnata e vissuta, se predicata, deve essere portata con sapienza. Il terzo richiamo: celebrare i misteri di Cristo “con devozione e fedeltà”, specialmente nel sacrificio eucaristico e nella riconciliazione. Il Presule a tal proposito ha ricordato quanto da lui affermato l’anno scorso: “Se un sacerdote non si divide tra altare e confessionale è un sacerdote a metà, che deve chiedere al Signore che lo converta a questa missione”, perché da questi due sacramenti dipende la crescita di una comunità parrocchiale. Il Vescovo si è augurato che in questo servizio mai un fedele non si senta accolto per mancata disponibilità. Il quarto richiamo è stato quello di dedicarsi “assiduamente” alla preghiera, “perché – ha aggiunto il Vescovo – se qualcosa in noi non funziona, vuol dire che non si prega ogni giorno, o se si prega, lo si fa non fedelmente, magari con fretta”. Ha spiegato, infatti, il Vescovo che la fecondità del ministero consiste nel rendere partecipi della propria santità i fedeli e questo si attinge dalla preghiera che deve essere rivolta anche per implorare la divina misericordia, e ciò in tema pienissimo con il vangelo del giorno della chiamata di Matteo con cui Gesù sconvolge tutti i modi del pensare umano, esprimendo il suo grande messaggio: “Io sono venuto per quelli che hanno bisogno di misericordia”. E il Vescovo questo ha augurato a don Antonello, la sensibilità alla misericordia, cioè il mettersi accanto al cuore dell’altro, il non giudicare condannando, ma valutare per salvare, annunciando il Dio dell’amore, la cui misericordia è per sempre. E così non essere duro, sprezzante, freddo, facendo sì che si avvicina a noi se ne ritorni scandalizzato del nostro comportamento.

L’invito finale rivolto a don Antonello è stato quello di consacrarsi a questa porzione di popolo di Dio che questa sera gli viene affidato pensando che questo momento c’è sempre stato nella mente di Dio, che entrambi, sacerdoti e fedeli, da sempre sono stati pensati da Lui, da Lui protetti, e oggi da Lui sostenuti con questo dono del nuovo Parroco. L’invito poi rivolto anche ai fedeli di sentirsi collaboratori di questo grande realtà, perché una comunità cresce e vive soprattutto per il collegamento strettissimo che esiste tra pastore e gregge. Da qui la necessità di pregare il Signore perché questo paese possa continuare in quella strada che porta alla contemplazione di Dio e al servizio del Vangelo.

Un ultima parola per Michele Vomera, candidato al Diaconato permanente a cui subito dopo è stato conferito il ministero di Lettore e quindi diventato collaboratore “istituito” di questa comunità parrocchiale perché sia sempre fedele al Signore lungo il suo cammino in vista di tale sacramento. Alla fine della celebrazione il saluto finale del Sindaco del paese, Salvatore Valerioti, da poco eletto, che si è augurato che insieme le due istituzioni, possano operare per la crescita morale e sociale del paese e che ha regalato a don Antonello un’icona della Vergine con Bambino le cui mani sono protese verso i fedeli: “Così siano le vostre mani – ha concluso il Sindaco – sempre protese verso tutti”.

 

Cecè Caruso


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