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Il Cinquantesimo di sacerdozio di don Giuseppe Borelli, don Pasquale Pentimalli, don Bruno Cocolo

Giornate intense, di preghiera, di festa quelle vissute dalle Parrocchie di san Girolamo in Cittanova, Santa Famiglia in Palmi, e Maria SS. Assunta e San Nicola Vescovo in Delianuova in occasione del cinquantesimo di sacerdozio dei loro Parroci, don Giuseppe Borelli, don Pasquale Pentimalli, don Bruno Cocolo, giornate che in un certo qual modo hanno coinvolto tutta la comunità diocesana, il nostro Vescovo, S.E. Mons. Francesco Milito, sacerdoti, diaconi e fedeli provenienti dalle altre Parrocchie.

Mattina di domenica, 10 luglio, a Cittanova, la solenne concelebrazione presieduta dal nostro Vescovo che nell’omelia traendo spunto dal vangelo del Buon samaritano ha messo in risalto come quella del sacerdote sia una vita completamente donata per l’altro, soprattutto per chi è lontano, emarginato, non credente, nel peccato (il Vescovo ha ricordato a tal proposito che la città di Gerico, per i Padri, è simbolo del peccato).

Commosse le parole di ringraziamento di don Borelli, che ha ricordato con nostalgia gli anni belli trascorsi in Seminario, e soprattutto la comunione instauratasi tra i compagni, di cui ben 13 furono ordinati sacerdoti. Poi rivolgendosi ai fedeli il suo grazie per l’affetto che gli hanno dimostrato in tutti questi anni da lui spesi per tuta la comunità parrocchiale.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, il centro è stato la parrocchia della Santa Famiglia in Palmi, dove don Pasquale Pentimalli ha presieduto la solenne concelebrazione di ringraziamento a cui hanno partecipato il nostro Vescovo, S. Eminenza Mons. James Ortega, Cardinale di Cuba, e il Vescovo emerito di Lamezia Terme, Mons. Vincenzo Rimedio.

Nella sua omelia don Pentimalli ha ringraziato il Signore per il dono del sacerdozio ministeriale, di una vita che si fa completamente conquistare da Cristo, pur se molti sono i limiti e i peccati degli uomini. Lo ha ringraziato soprattutto per il dono dell’Eucaristia, che solo il sacerdote può consacrare e per il dono del sacramento della Riconciliazione, fonte di guarigione non soltanto spirituale, ma spesso anche fisica delle persone, sacramento da lui riscoperto durante gli anni del servizio sacerdotale con intere ore trascorse ad accogliere le persone per guarirle dal male.

Ha poi fatto riferimento alle attività caritative della sua Parrocchia con le quali ogni giorno vengono raggiunte tante famiglie bisognose.

Circa la presenza del Cardinale Ortega, ha ricordato come lui, recatosi a Cuba per curare una malattia respiratoria persistente, abbia conosciuto e si sia innamorato di questa Chiesa, povera, che usciva dagli anni in cui era vietata la religione e veniva imposto l’ateismo di stato, e come così abbia conosciuto il Cardinale Ortega e si stia impegnando con la sua comunità parrocchiale per sostenere la costruzione di una chiesa nella parrocchia San Giovanni Paolo II all’Avana. Sua Eminenza, intervenendo alla fine, lo ha ringraziato per quest’opera meritoria, che dimostra l’amore di don Pasquale per la Chiesa del Signore.

E’ stata poi la volta delle parrocchie di Delianuova che la sera di sabato 16 luglio hanno dimostrato tutto il loro affetto nei confronti di Mons. Bruno Cocolo unendosi a lui nella preghiera di lode al Signore per il cinquantesimo di sacerdozio.

La solenne concelebrazione è stata presieduta dal nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito, che nell’omelia, riprendendo il Vangelo di Marta e Maria, ha sottolineato l’importanza della preghiera nella vita del cristiano, ma soprattutto in quella di un sacerdote: fermarsi, riflettere, pregare, saper conoscere il Signore quando passa (come Abramo alle Querce di Mamre), quando incrocia le nostre giornate, fondamentale per la nostra vita, ma soprattutto per la vita di una sacerdote che nella preghiera deve attingere la forza per svolgere in pienezza il suo ministero.

Ha poi evidenziato come la missione del sacerdote lascia un segno profondo nella vita di ciascuno e per questo è importante educare i fedeli alla presenza del Signore, a essere contemplativi come Maria e attivi come Abramo.

Ha poi richiamato nella vita di un sacerdote anche gli aspetti di sacrificio, spesso di sofferenza che accompagnano l’impegno ministeriale, ricordando che come afferma san Paolo, ciascuno di noi completa nella sua carne ciò che manca ai patimenti di Cristo “a favore del suo corpo che è la Chiesa” e che sempre come afferma san Paolo “tutto posso in Colui che mi dà forza”.

Ha poi ringraziato don Bruno per il suo servizio nel tempo sia alla Chiesa diocesana sia alle due parrocchie, affidando il prosieguo del suo ministero alla protezione della Madonna.

Don Bruno nel suo intervento finale ha ringraziato tutti i presenti riflettendo che il “grazie” a lui non era dovuto: un sacerdote quello che fa lo fa solo grazie all’aiuto del Signore che lo guida e lo sostiene.

A tutti e tre i sacerdoti il nostro Vescovo ha fatto pervenire la benedizione apostolica di papa Francesco e ha consegnato una pergamena ricordo per ringraziarli del loro servizio sacerdotale con gli auguri per la prosecuzione nel ministero che sia sempre più fecondo e apportatore delle grazie e delle benedizioni del Signore.

 

Rosario Rosarno