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04/Ago/16

La veglia di sabato 30 luglio nella Parrocchia di San Gaetano Catanoso a Gioia Tauro

“Cari giovani, buona sera! E’ bello essere qui con voi in questa veglia di preghiera” Con queste parole sabato 30 luglio Papa Francesco ha dato inizio alla grande veglia  della GMG di Cracovia, davanti a circa 1 milione e 600mila giovani provenienti da tutto il mondo. Anche noi del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile Oppido M. – Palmi insieme ad altri giovani, nella parrocchia di San Gaetano Catanoso a Gioia Tauro, ci siamo riuniti quella sera, in preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Un momento davvero emozionante. All’inizio il Diacono Francesco Multari, all’esterno della Chiesa ha acceso la candela della GMG dal Cero Pasquale, consegnandola ad una giovane ragazza. Dopo aver acceso i lumini dei presenti, tutti i partecipanti abbiamo fatto ingresso nella Chiesa, accompagnati dal canto “Sei sceso dalla tua immensità”, inno ufficiale della GMG 2016. Le candele sono state poste su un muro creato per l’occasione, che rappresentava la Chiesa che insieme vogliamo costruire, fatta di amore, gioia, pace, fraternità, perdono, carità…

Pochi i Giovani presenti, forse perché era un sabato sera d’estate o forse perché come ha detto il Papa: “Hanno scelto la ‘divano felicità’, per fare della vita un divano che li addormenti”. Pochi, ma uniti e forti nella preghiera!

Bellissime le parole del Diacono che ha esortato i giovani dicendo: “Fatevi Samaritani, chinatevi sul vostro prossimo, chinatevi sulle ferite del vostro fratello, per versare l’olio della speranza e il vino della consolazione. Quanti fratelli che non conosciamo hanno bisogno del nostro sguardo, della nostra opera di Misericordia”.

Anche il Papa nella veglia a Cracovia ha parlato ai giovani delle opere di Misericordia: “Andate per le strade seguendo la pazzia del nostro Dio che ci insegna a incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo, nel migrante”.

Infine tutti i partecipanti hanno ricevuto un piccolo segno, una chiave che apre un cuore con un passo del Vangelo, perché la chiave per aprire il nostro cuore indurito dalle difficoltà della vita è la Sua Parola.

Alla fine tutti i presenti ci siamo lasciati maggiormente convinti che in questo tempo che in cui i giovani non credono e vedi nascere solo piccoli atei, la luce della speranza per tutti è Cristo Risorto.

Katia Fazzari


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