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11/Ago/16

Celebrato a Seminara il Giubileo dei Diaconi permanenti della Diocesi

 Il giorno di San Lorenzo, Diacono di Roma e Martire della Chiesa, è stato scelto, non a caso, per ospitare la Giornata Giubilare dedicata ai Diaconi della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. San Lorenzo, infatti, è proprio il santo protettore dei Diaconi. La giornata ha avuto luogo a Seminara, dove si sono riuniti tutti i venticinque diaconi della Diocesi e con loro anche gli aspiranti e i candidati, tra i quali i due che a fine anno riceveranno il sacramento dell’ordine nel grado del diaconato.

I partecipanti alla giornata si sono riuniti presso l’antica e caratteristica chiesa di San Marco, piccolo gioiello collocato a pochi metri di distanza dalla Basilica Santuario della Madonna dei Poveri in Seminara, Chiesa Giubilare del Vicariato di Palmi e Seminara. Sotto la guida di Mons. Francesco Milito, i Diaconi hanno vissuto un profondo momento di preghiera e riflessione, al termine del quale i diaconi e i loro familiari hanno raggiunto in processione la Basilica della Madonna dei Poveri, varcando la Porta Santa. Don Giovanni Battista Tillieci, organizzatore della giornata, ha voluto evidenziare come i ventitré Diaconi coniugati fossero presenti a Seminara con le proprie famiglie ed i propri figli, vivendo la giornata in pieno coinvolgimento. Don Giovanni Battista ha poi evidenziato al termine della Santa Messa: «La giornata di oggi è stata organizzata coerentemente con quanto fatto anche a Roma con il Giubileo dei diaconi permanenti. Abbiamo vissuto momenti di profonda spiritualità e grande armonia».

Durante la solenne concelebrazione, il Vescovo ha riservato parole importanti per i presenti e, in maniera particolare, per i Diaconi che sedevano attorno a lui sull’altare della Basilica. Proprio facendo riferimento alla vita del diacono, Mons. Milito ha spiegato nella sua omelia: «Un seme, pur essendo pieno di grandi potenzialità, ha bisogno di un terreno fertile per dare i propri frutti. Se questo rimane in superficie senz’altro rinsecchirà, si inaridirà e non esprimerà a pieno le proprie potenzialità dando vita ad una pianta». «Se, invece – ha proseguito Mons. Milito – esso cade su un terreno ricco, i suoi risultati saranno eccellenti e da esso nascerà nuova vita».

Sentito al termine della cerimonia, il Vescovo ha anche aggiunto: «Il frutto che nasce è sicuramente espressione del seme, ma è altrettanto certo che esso sia soprattutto immagine ed espressione di tutto ciò che sta attorno al seme, del contesto in cui esso è cresciuto e dal quale ha ricavato energia per far fiorire la vita», come avveniva ai primi tempi del cristianesimo, quando, Quinto Settimio Fiorente Tertulliano, scrittore vissuto tra 150 ed il 220 d.C., affermava che «il Sangue dei Martiri è seme dei Cristiani» e quindi la loro morte generatrice di vita.

E come è stato per san Lorenzo, testimone della fede e Diacono dei poveri Roma, martirizzato nell’Agosto del 258 a seguito dell’editto di Valeriano, che condannava a morte tutti i Vescovi, i Presbiteri ed i Diaconi.

Mons. Milito ha dunque auspicato il meglio per il cammino dei Diaconi ed ha spiegato concludendo la propria omelia: «Maggiore sarà la semina, più grande sarà il raccolto».

 

Ferdinando Panucci


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