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09/Ott/16

Il ventennale dell’assassinio dell’imprenditore Antonino Polifroni

Una manifestazione commemorativa articolata su due giorni ha ricordato l’imprenditore Antonino Polifroni in occasione del ventennale del suo assassinio avvenuto il 30 settembre 1996 ad opera della criminalità organizzata.

Il riassunto delle due giornate, organizzate dai familiari dell’imprenditore di Varapodio, in collaborazione con Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, altre Associazione ed Enti locali per la formazione civile contro le mafie, è stato indicato significativamente nel titolo delle due giornate: “Il coraggio della libertà – il dovere della memoria”.

Nella mattinata del 30 settembre un incontro con gli studenti del Liceo Scientifico di Oppido Mamertina ha aperto la manifestazione proseguita poi nel pomeriggio con la visita a Polistena presso la Cooperativa Valle del Marro-Libera Terra ai beni confiscati alle mafie e l’incontro con i testimoni di giustizia e i soci della cooperativa.

Il 1° ottobre, Giornata della memoria, presso l’istituto Comprensivo Scolastico di Varapodio ci sono stati gli interventi e le riflessioni sul tema del referente regionale di Libera, Don Ennio Stamile, del referente regionale di Libera memoria Calabria, Matteo Luzza, dei Testimoni di giustizia Nino Bartuccio e Tiberio Bentivoglio, di tantissime altre Autorità e di altri familiari e vittime della criminalità organizzata e del nostro Vescovo, S.E. Mons. Francesco Milito.

Nel suo intervento il vescovo ha sottolineato l’importanza di aver scelto la scuola come luogo per la commemorazione perché la scuola è palestra di vita che educa gli alunni alla “cittadinanza attiva”, trasmettendo la cultura del rispetto per l’altro, lavorando per cambiare la mentalità, e per questo la necessità per gli insegnanti di essere testimoni che attraverso i gesti, gli atteggiamenti insegnano la giustizia e la legalità.

Accanto alla scuola, il vescovo ha ricordato l’importanza della Chiesa che insegna ma soprattutto prega, non contro il mafioso ma per la sua conversione, non ripagando con la stessa moneta, anche se le sofferenze procurate sono tante.

La manifestazione si è conclusa nel pomeriggio con l’inaugurazione di una stele di pietra in località Botta di Oppido Mamertina, luogo dell’assassinio dell’imprenditore durante la quale il Vescovo, dopo la benedizione della stele, ha elevato al Signore una implorante preghiera, invocando per la nostra terra una forte presa di coscienza che infonda in tutti il coraggio di lottare contro ogni malvagità.

Rosario Rosarno

    


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