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28/Ott/16

Convegno Pastorale: sintesi della relazione di padre Salvatore Perrella e conclusione lavori del Vescovo

Di seguito riportiamo una breve sintesi della magistrale e applaudita relazione di Padre Salvatore M. Perrella, osm, Preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” – Roma, che venerdì 28 ottobre ha intrattenuto i partecipanti al secondo giorno del Convegno Pastorale Diocesano che si è tenuto nell’Auditorium Diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi, gremitissimo come il primo giorno.

            «La Chiesa nelle vere e autenticate apparizioni mariane ha sempre colto e proposto ai fedeli il genuino messaggio che scaturisce dall’incontro e dalla visita che la Madre di Gesù intrattiene, non senza il disegno provvidente del Cielo, con testimoni prescelti da Dio (cf. At 1,41), per infervorare alla conversione e alla vita evangelica, mai distogliendo l’attenzione teologale verso la patria beata. A questo redditizio scopo sono chiamate, in un contesto assai difficile, anche le famiglie di oggi!

                 Le apparizioni, inoltre, sono eventi in cui “si anticipa” quel che accadrà alla fine: vedere faccia a faccia (segni escatologici) l’Unitrino; sono eventi in cui la Trinità lascia le impronte e le tracce della sua opera di salvezza (segni ecclesiogenetici); sono eventi in cui la Chiesa è chiamata, con il discernimento, ad assaporare l’odore di Dio (segni profetici) e a proseguire il grande e reale esorcismo dell’annuncio evangelico (segni agonici) nella Parola e nel Sacramento. La Madre del Signore, è, in effetti, la persona in cui si manifesta stabilmente la presenza dello Spirito, al punto tale che lo stesso Spirito del Padre e del Figlio la dona ai credenti come paradigma ecclesiologico e paradigma antropologico: in lei, cioè, si riverberano i massimi dati della fede e dell’esperienza di fede (cf. Lumen gentium 65). Questo dono dello Spirito fa di Maria un “carisma” vivo e vivente per la Chiesa e i credenti, segno corporeo e personale di consolazione e di sicura speranza (cf. Lumen gentium 68). Quando lo Spirito la fa incontrare con alcuni testimoni (i “veggenti”) scelti di proposito (dalla imperscrutabile “politica di Dio”), allora questa visita dà inizio ad un “carisma” i cui tratti strutturali (cioè “interni” e non “esterni”) rimandano all’escatologia, all’ecclesiogenesi, alla profezia e all’agonicità della fede nell’Unitrino. Sono proprio questi tratti che il magistero ecclesiale pondera, ricerca e valuta, attraverso una procedura che, ricca dell’esperienza di secoli, tutti possiamo trovare descritta nelle Normae della CDF del 1978/2012.»

 

***

Il Convegno sì è concluso con l’intervento del nostro Vescovo, S.E. Mons. Francesco Milito che ha illustrato le varie fasi dell’Anno mariano che, ricordiamo, inizierà la sera del 7 dicembre nella Cattedrale di Oppido Mamertina.

Il Vescovo ha spiegato come l’Anno mariano si ponga come naturale e perfetto sbocco dopo l’Anno della fede, l’Anno della Carità, l’Anno della verità e l’anno dell’unità celebrati in Diocesi, essendo la Beata Vergine Maria il capolavoro dell’opera divina della Trinità nella stirpe umana, di cui diventa luce luminosissima per i sentieri della vita battuti dagli uomini, ed essendo lei Madre di/per misericordia e Maestra nell’educare a rapporti di comprensione e prossimità.

L’anno mariano di dividerà in tre parti, La prima, dall’8 dicembre al 31 maggio (introduzione, sensibilizzazione, preparazione alle apparizioni), la seconda dal 13 maggio al 13 ottobre 2017 con il ripercorrere le apparizioni e il messaggio di Fatima, la terza dal 14 ottobre al 21 novembre 2017 con la celebrazione del 1° Congresso mariano diocesano, con la consegna dall’Anno Mariano all’Anno dei Santi e con l’indizione della Visita Pastorale.

Momento certamente importante sarà in quest’anno la Peregrinatio Mariae che toccherà tutte le parrocchie della Diocesi a partire dal 9-10 gennaio con la peregrinatio nella Cattedrale Santuario, nel Seminario e Liceo “San Paolo” di Oppido Mamertina.

Concludendo Sua Eccellenza ha invitato tutti a riconsiderare la grazia dell’Anno del Giubileo della Misericordia e a vedere l’Anno mariano come eco e sedimentazione di tale Giubileo. A partire, infatti, dal Messaggio di Fatima che interpella tutti sia a livello personale sia a livello comunitario, l’Anno mariano sarà un anno che ci vedrà impegnati nella conversione e in questo ci aiuterà lo scoprire, il conoscere e l’eleggere a nostra guida i tre pastorelli di Fatima.

“Buon cammino – ha concluso il Vescovo – illuminati e ispirati dall’esempio dei pastorelli”.

 

Cecè Caruso


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