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02/Nov/16

A Santa Cristina d’Aspromonte la presentazione del nuovo Parroco don Vincenzo Idà

Il 31 ottobre, ai primi vespri della solennità di tutti i Santi, a Santa Cristina d’Aspromonte mons. Francesco Milito nella solenne concelebrazione eucaristica in presenza di numerosi sacerdoti e diaconi ha presentato il nuovo parroco don Vincenzo Idà dopo che la sede si era resa vacante a seguito dell’inaspettato ritorno alla casa del padre di don Antonio Fazzolari.

Don Enzo, visibilmente commosso, è stato accolto dall’applauso gioioso dei numerosi fedeli intervenuti anche dalla parrocchia san Giovanni Battista di Rosarno dove da qualche anno era collaboratore parrocchiale e da Sant’Eufemia d’Aspromonte, suo paese natale.

Il Vescovo nella sua omelia per la solennità di tutti i Santi, pasqua dell’autunno in cui si contemplano i frutti che il Signore risorto ha realizzato nei santi ha invitato tutti i presenti a fermarsi in contemplazione per comprendere cosa sia il paradiso, il regno dei santi e per sentirsi così avvolgere dalla bellezza della luce che soprattutto la prima lettura dal libro dell’Apocalisse fa pregustare davanti alla presenza di Dio e dell’Agnello. “In simile contesto – ha detto il Vescovo – sarebbe bello cercare tra la moltitudine immensa che sta in piedi davanti al trono quei santi che conosciamo, tanti nostri cari che nel corso della nostra esistenza abbiamo potuto incontrare e con i quali vorremmo dialogare per chiedere loro qual è il loro sentirsi arrivati alla meta e per sentirci dire: amore, Dio, luce”.

Mons. Milito si è poi riferito al Vangelo delle beatitudini che ci fanno comprendere che questo regno di luce esiste già sulla terra anche se nel mondo sembra irraggiungibile e impossibile a realizzarsi. Soprattutto le due beatitudini espresse non al futuro ma al presente: Beati i poveri in spirito, beati voi quando si insulteranno…, indicano che in quelle situazioni c’è già perfetta letizia e che quaggiù non è impossibile gustare un po’ di cielo, altrimenti la nostra sarebbe una fede troppo alienata, non incarnata. Nella fede è possibile il realizzarsi del regno di Dio sulla terra e un’anticipazione di questa pienezza di vita è la celebrazione eucaristica nella quale sentiamo il fremito di essere collegati col paradiso, soprattutto nel momento cherubico, quando diciamo di unire la nostra voce a quella degli angeli. Nonostante il fardello dell’umanità che portiamo addosso, se nella liturgia eucaristica è tutto ben curato e vissuto, noi usciamo da qui trasfigurati, trasformati come la moltitudine immensa dell’Apocalisse che stanno tutti davanti all’Agnello, avvolti in candide vesti perché le hanno lavate rendendole candide nel sangue dell’Agnello. Come è possibile, si è chiesto il vescovo, ciò che sembrerebbe un paradosso? E’ possibile perché con il sangue dell’Agnello essi sono stati redenti e quindi trasfigurati.

“La Chiesa – ha proseguito il Vescovo – è l’anticamera di questa realtà ma c’è bisogno dell’Agnello, cioè di un sacerdote che aiuti la comunità ad incontrare il Signore”. E’ da questo incontro che nasce l’unità e la comunione con Dio e i fratelli ed è per questo che una comunità deve volere bene al suo presbitero e sentirsi baciata, abbracciata dal Signore quando egli manda un presbitero in una parrocchia. Per questo rivolgendosi ai fedeli di Rosarno li ha invitati a pensare non al fatto che a loro viene tolta una cosa bella ma a pensare che sono loro stessi che offrono un sacerdote se c’è bisogno che questi vada in un altro posto: questa è la Chiesa, questo è Gesù che dice al Padre: “manda me”. E’ così che due diventano una sola comunità. E rivolgendosi ai fedeli di S. Cristina li ha invitati a gioire davanti a questa visione bella di Chiesa “perché un pastore viene a voi mandato per aiutarvi in questo cammino verso il paradiso: è così che le vite sacerdotali e dei fedeli si fondono e si creano storie bellissime; è così che nel succedersi dei sacerdoti viene trasmessa la fede e in questa continuità le comunità sono indirizzate verso il paradiso”.

A don Vincenzo Idà il Vescovo ha augurato che possa sentirsi come a casa sua con il conforto e il sostegno che ci vengono dai santi che ci fanno comprendere che tutto quello che il Signore ci manda vale la pena di essere vissuto.

Alla fine della celebrazione il saluto del Sindaco di santa Cristina, dott.ssa Carmela Madafferi (alla celebrazione erano presenti anche i sindaci di Rosarno e di sant’Eufemia) che ha raccomandato a don Enzo in questi tempi sempre più difficili di stare vicino soprattutto ai ragazzi, ai giovani e alle famiglie e poi l’intervento di don Enzo che per entrare in sintonia con i suoi nuovi parrocchiani ha ripercorso le tappe della sua formazione e dei suoi 11 anni di sacerdozio, dichiarandosi contento di questo nuova missione affidatagli dal Signore che egli vuole portare avanti in  piena comunione con tutti per costruire insieme la casa di Dio.

 

Cecè Caruso


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