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03/Dic/16

Iniziato il nuovo anno di formazione dei diaconi permanenti e degli aspiranti e candidati al Diaconato

E’ iniziato il nuovo anno di formazione dei diaconi e dei candidati al diaconato sotto l’attenta guida del Delegato vescovile per il diaconato permanente e per i ministeri istituiti, don Giovanni Battisti Tillieci.

Un nuovo anno che si è aperto con l’accoglienza dei due nuovi diaconi permanenti, Francesco Restuccia e Michele Vomera, ordinati dal nostro Vescovo, Mons. Francesco Milito il 13 novembre, nella solenne liturgia della Chiusura della Porta Santa nella nostra Diocesi, che dopo l’ordinazione dei 3 diaconi permanenti il 30 giugno di quest’anno, porta a 27 il numero dei diaconi presenti in Diocesi, chiamati a essere, nella nostra come nella Chiesa universale, profeti e missionari di misericordia.

Per desiderio di don Giovanni Battista quest’anno la formazione pastorale dei diaconi è stata affidata a don Elvio Nocera, Direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e Maestro delle Celebrazioni liturgiche vescovili, senz’altro il più qualificato per parlare loro di liturgia al fine di offrirgli una formazione liturgica più adeguata soprattutto per comprendere i fondamenti teologici della liturgia.

E’ stato questo, appunto il tema del primo incontro tenuto il 27 novembre da don Elvio che ha spiegato ai diaconi come sia indispensabile capire in che cosa consista la riforma liturgica per la vita dei diaconi.  Facendo riferimento a un libro di Romano Guardini, Lo spirito della Liturgia, don Elvio ha fatto comprendere ai diaconi che la formazione liturgica non riguarda il modo di fare la liturgia, ma che la liturgia è una fonte di formazione della persona del cristiano. Richiamando l’allocuzione del beato Paolo VI nella solenne chiusura della Seconda sezione del Concilio Vaticano II in cui affermava espressamente: “abbiamo dato priorità alla scala dei valori, preghiera e liturgia” don Elvio ha evidenziato come la liturgia sia stata riformata perché da questa esemplificazione il popolo cristiano trovi un principio per diventare veramente cristiano. Così un diacono sarà tanto più caritatevole quanto più entra nella vita liturgica, annullandosi così la differenza tra liturgia e carità (cfr. 2 Cor 9,11 in cui san Paolo definisce la colletta per i fedeli della Macedonia servizio sacro, liturgia). Per questo i diaconi sono stati esortati a uscire dallo schema di una carità e liturgia autoreferenziale, espressione di puro individualismo che non riesce a guardare al di fuori di se stessi, vivendo la liturgia e la carità in maniera coerente al Vangelo.

Richiamando poi alcuni articoli della Sacrosanctum Concilium e del Codice di Diritto Canonico don Elvio ha sottolineato che i chierici e quindi anche i diaconi devono ricevere una formazione spirituale-liturgica perché la loro vita sia permeata di spirito liturgico, spiegando cosa veramente significhi “fare culto”, vale a dire amare Dio, appartenere a lui, rendere culto solo a lui: imparare a osservare le norme liturgiche è indispensabile perché tutta la vita sia permeata dalla liturgia. La stessa cura i pastori d’anime, e anche i diaconi, devono poi avere nei confronti dei fedeli curandone la formazione liturgica e la partecipazione attiva, interiore ed esteriore.

A don Elvio i diaconi fin d’ora vogliono esprimere il loro grazie sincero per questo suo impegno, sicuri che i suoi incontri li aiuteranno a vivere con spirito rinnovato il loro servizio liturgico.

Don Giovanni Battista continuerà a curare la formazione spirituale dei diaconi con il ritiro mensile a cui partecipano anche i candidati e gli aspiranti al diaconato. Nell’incontro del 29 novembre il Delegato Vescovile ha fatto presente che il tema delle sue riflessioni riprenderà quest’anno quello proposto da papa Francesco per la XXV Giornata Mondiale del Malato che sarà celebrata in forma straordinaria a Lourdes il prossimo 11 febbraio 2017 dal tema  “Stupore per quanto Dio compie: Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente, e santo è il suo nome” e terrà conto  del tema su cui saranno chiamati a riflettere i diaconi nel prossimo Convegno Nazionale che si terrà in agosto a Cefalù: “Diaconi educati all’accoglienza e al servizio dei malati” e “Accogliere Dio ed accogliere e servire l’altro è un unico gesto”.

Pe r quanto concerne il primo punto don Giovanni Battista farà riferimento all’aspetto biblico-teologico con il commento sull’icona biblica della Visitazione (Lc 1,39-56) in cui Maria riconosce la sua piccolezza dando maggior risalto all’onnipotenza e alla santità di Dio, rivelando l’anima e il cuore dell’umile serva del Signore: infatti l’espressione del Magnificat “grandi cose” che ritorna con frequenza nella Bibbia fa riferimento soprattutto alla liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto dove Dio aveva mostrato con evidenza la sua grandezza e potenza, ma anche la sua trascendenza e la sua incomparabile fedeltà alle promesse.

Gli altri due ambiti di riflessione riguarderanno l’aspetto carismatico del Diacono alla scoperta dell’identità ed alla formazione degli aspiranti e candidati nonché quello pastorale, in particolar modo nella relazione con le persone diversamente abili e ammalate.

 

Cecè Caruso


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