News

14/Gen/17

Messaggio del Vescovo Francesco per la Giornata mondiale del Migrante in occasione della partita di calcio tra Saint Michel e Koa Bosco

Sabato 14 Gennaio scorso presso lo stadio Gioia Taur, il nostro Vescovo, mons. Francesco Milito, ha dato il calcio di inizio alla sfida tra la Saint Michel e il Koa Bosco, valida per il campionato di 2a cat. LND.

L’evento sportivo, apparentemente ordinario, acquista rilevanza se si viene a sapere che i presidenti e fondatori delle due squadre sono due preti della Diocesi e le squadre stesse sono state pensate e costituite per fini pastorali.

La Saint Michel di don Gaudioso Mercuri punta all’evangelizzazione e alla cura dei ragazzi in contesto ‘ndranghetistico per mezzo del calcio giocato. Vuole essere un esempio di correttezza e sportività in un mondo, quello del calcio, in cui spesso i giovani acquisiscono testimonianze corrotte dalle ombre della disonestà.

Il Koa Bosco di don Roberto Meduri, è un mezzo di integrazione tra i ragazzi ospiti nella tendopoli di San Ferdinando-Rosarno e il resto del territorio.

Il Vescovo, anche in occasione della Giornata mondiale del migrante che ricorre Domenica 15 Gennaio, ha voluto come gesto concreto presenziare la partita per offrire il proprio sostegno ai due sacerdoti e alle persone che li aiutano nel portare avanti questi progetti. «Queste due squadre – ha detto il vescovo – vogliono dimostrare sul campo di calcio la bravura per vincere, ma anche l’incontro tra popoli. È una metafora per leggere la vita del mondo delle migrazioni, che sta conoscendo realtà più complesse. Vincere nei rapporti umani fa parte di scelte ben precise. Su questo campo non si può perdere, e neanche andare ai tempi supplementari ritardando qualsiasi intervento. Al massimo si può pareggiare, cioè mettere insieme l’impegno per essere accorti e vivere da persone accorte dall’una e dall’altra parte».

E rivolgendosi a chi si dedica alla cura dei migranti ha continuato: «Vuol nascere, dalla partita di oggi, un messaggio a quelli che si interessano a vario modo con impegni concreti a questo mondo, che è fatto di fratelli diversi ma uguali a noi. Possa essere questo non solo uno sguardo in avanti, ma anche un impegno quotidiano. Anche alla luce di quanto stiamo sperimentando in questi giorni particolarmente freddi, quanto il senso della provvidenza dignitosa, del calore umano si fanno più intensi e per questo più invitanti ad essere pienamente se stessi: uomini, uno uguale all’altro e uno per l’altro».

Per la cronaca, ha vinto il Koa Bosco per 1-0.

Rosario Rosarno


Allegati:

AGENSIR news

Da Sarajevo all’Ucraina: la paura delle guerra. Kanita: “Ripetevano che non poteva succedere”

La situazione in Ucraina crea immediati parallelismi con la guerra che ha infiammato la Bosnia ed Erzegovina tra il 1992 ed il 1995: a distanza di 30 anni si può… [...]

Perdono d’Assisi. Gigante: “Dire sì al progetto di felicità cui Dio chiama”

“Infinitamente buono” è stato il tema della 40ª Marcia francescana organizzata, come ogni anno, dai Frati minori d’Italia. Centinaia di giovani, provenienti da tutta Italia ed Europa, si sono dati… [...]