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16/Gen/17

Lettera del direttore dell’Ufficio Ecumenico diocesano, don Domenico Caruso, in occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani


 

Lettera del Direttore, don Domenico Caruso, per la Settimana di Preghiera per l’Unita` dei Cristiani in Diocesi

 
Il motto biblico proposto per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani del 2017 è: ‘L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione’, ispirato al capitolo 5 della Seconda Lettera ai Corinzi in agenda dal 18 al 25 gennaio.

Il materiale di quest’anno è stato preparato dalle Chiese in Germania, nell’anno del Cinquecentenario della Riforma, avviata da Martin Lutero il 31 ottobre 1517 a Wittenberg, in Germania.

Lo stesso Santo Padre, Papa Francesco ha ufficialmente partecipato ad una commemorazione ecumenica tenutasi il 31 ottobre scorso a Land, in Svezia, volendo cosi sottolineare, unitamente alle Chiese di Germania, che l’anniversario veniva commemorato quale Christusfest (una celebrazione ecumenica di Cristo).

È necessario produrre DIALOGO!

Se dal punto di vista umano ‘dialogare’ significa mettere insieme da parte dei soggetti coinvolti gli sforzi necessari perché vengano incanalati con frutto, dal punto di vista teologico è bene definire criteri che facciano si che le varie situazioni e le problematiche trovino sviluppo.

Dialogo interconfessionale bilaterale e multilaterale

«È il dialogo più frequente: avviene fra diverse confessioni, le quali confrontano il proprio credo alla luce del proprio percorso storico-teologico, e soprattutto alla luce del messaggio evangelico e del mondo in cui esso è stato ricevuto, interpretato, tramandato.’Il dialogo interconfessionale può essere ‘bilaterale’ quando vi partecipano due confessioni, o ‘multilaterale’ quando partecipano tre o più confessioni, in una sorta di forum ove si cerca una comune linea teologica ed ermeneutica, e dei criteri interpretativi condivisi.

Il dialogo teologico interconfessionale, bilaterale e multilaterale a livello internazionale è la forma di dialogo che, in qualche modo, tesse la trama del Movimento ecumenico, giacché registra l’accordo realmente raggiunto dalle Chiese e ufficialmente riconosciuto dalle autorità specifiche»[1].

La capacità di superare le divergenze dottrinali dalle polemiche storiche ha portato il dialogo cattolico-luterano ad un evento storico: la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione nel 1999. La riflessione, come ben sappiamo, era centrata sulla disputa principale nella divisione fra protestanti e cattolici, ossia sulla natura e le implicazioni della giustificazione per fede e per opere. Il dialogo ha portato a riconoscere le legittimità e la complementarità di entrambi gli aspetti, e sancisce su questo livello un pieno accordo che rende non più applicabili, alle Chiesa cattolica e luterana oggi, le condanne reciproche risalenti ai tempi della Riforma[2].

Certo un tale dialogo manifesta un nuovo modo di comprendersi (o almeno volersi comprendere), più autentico in quanto comunionale. Certamente c’è ancora molto da fare: una delle tante aree bisognose di maggiore approfondimento è quella relativa all’apostolicità della Chiesa e al possibile riconoscimento di alcuni elementi comuni.

In occasione del 500° anniversario della Riforma nel 2017, c’è l’intento di produrre un documento di riconciliazione storica sugli eventi di quegli anni e di celebrare cinquant’anni di dialogo bilaterale.

Una nota particolare del dialogo e delle relazioni cattolico-luterane è data dalla compresenza e dalla circolarità fra teologia, spiritualità e metodo, per cui ogni fase di crescita in uno di detti ambiti, preannuncia e facilita una crescita anche negli altri. Molto è stato facilitato dal ruolo significativo avuto da San Giovanni Paolo II durante i numerosi viaggi in paesi a maggioranza protestante.

Da non trascurare anche un significativo e singolare gesto operato dal cardinale Walter Kasper. In occasione delle celebrazioni del decimo anniversario della Dichiarazione sulla giustificazione, il 31 ottobre del 2009: dopo la visita ad Augusta per la cerimonia dell’anniversario, il cardinale è stato invitato a recarsi il giorno successivo a Wittenberg, per proseguire le celebrazioni di anniversario della Riforma, e in quell’occasione ha accolto l’invito a piantare un albero nel cosiddetto ‘Giardino di Lutero’, un giardino- monumento che le Chiese luterane stanno preparando perché diventi il simbolo dei cinquecento anni della Riforma. Gesti di simile condivisione segnano il progresso ecumenico e testimoniano le nuove relazioni fra le Chiese.

Cattolici e Luterani possono ora pregare insieme attraverso un libro di preghiera comune, un passo non definitivo ma importante sul cammino per porre fine allo scandalo della divisione dei cristiani. Promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e dalla Federazione luterana mondiale, è un primo strumento liturgico elaborato da autorità cattoliche e luterane sulla base dello studio Dal conflitto alla comunione. Il libro di preghiera comune contiene materiali che possono essere adattati alle tradizioni liturgiche e musicali delle due tradizioni cristiane. L’obiettivo è chiedere perdono per la divisione dei cristiani e gettare le basi per un maggiore avvicinamento.

l’importanza sta nel fatto che tutte le chiese a livello mondiale , ormai, partecipano a questa celebrazione di preghiera comune per l’unità dei cristiani.

L’ augurio è che non finisca il tutto in questa settimana.

Siamo invitati, in questa Settimana , a ricordare tutti insieme che porre il Cristo e la sua opera di riconciliazione al centro è un risultato alquanto notevole, tenendo ben presente che la Riconciliazione, prima di essere lo sforzo umano di credenti che cercano di superare le divisioni che esistono tra loro, è un dono di Dio.

Parlando dell’amore di Cristo, è bene sottolineare, come rammenta S. E. Mons. Spreafico, Presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il dialogo della CEI, che si tratta non del nostro amore per Cristo, ma dell’amore che Cristo ha avuto e ha per noi, che si è manifestato nella sua morte per tutti…’Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo’.

Questo dovrebbe aiutarci come singoli, ma sopratutto come Comunità a crescere nella Riconciliazione: uomini e donne capaci di costruire ponti, aprirsi alla pace, abbattere le barriere che ancora oggi non si vogliono superare. Diventare veri Testimoni.

Si diventa testimoni se ci lasciamo sollecitare dalla Preghiera di Cristo, una preghiera che porti, però, al dono della Riconciliazione.

Non dimentichiamo la Preghiera di Gesù: ‘Fà che siano tutti un cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato’ (Gv 17,21).

Questo versetto sottolinea con forza ‘TUTTI’. Per cui nessuno di noi è escluso.

Facendo nostra questa Preghiera, diventeremo ambasciatori di Riconciliazione, oggi più di ieri, in un mondo in cui a parlare è la vera Testimonianza: il sangue dei nuovi Martiri.

«È la strada della misericordia che permette di incontrare tanti fratelli e sorelle che tendono la mano perché qualcuno la possa afferrare per camminare insieme». (Misericordia et misera, 16).

Nel contesto dell’Anno Mariano 2016-2017, voluto dal nostro Vescovo Francesco, troverà spazio una CELEBRAZIONE ECUMENICA MARIANA presso la Cattedrale della Diocesi.

Lutero non ha mai esitato nell’affermare la maternità divina e nel denominare Maria ‘Madre di Dio’. Infatti, nel suo commento al Magnificat, egli esordisce nel nome della ‘dolce Madre di Dio’, e riguardo al testo evangelico di Giovanni 1,14, afferma: ‘Maria è la Madre del Figlio di Dio, è Madre del Verbo di Dio’. Così come teologi del calibro di Max Thurian, Karl Barth, Hans Asmussen, non hanno alcuna difficoltà a riconoscere il fondamento biblico del titolo ‘Madre di Dio’, espressione legittima del dogma cristologico del ‘Verbum caro factum est’. … ‘l’essenziale in lei è ciò che è avvenuto una volta sola. E l’unico è che essa è diventata Madre di Dio. E questo unico è il permanente in essa’.

 

a cura di Don Domenico Caruso,

direttore Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogointerreligioso


[1] TERESA FRANCESCA ROSSI, Manuale di Ecumenismo, Editrice Queriniana 2012, 85.
[2] Rimando al testo della Dichiarazione che merita di essere letto per intero per la profondità di contenuto, e che cambia la storia delle relazioni fra queste Chiese ( FEDERAZIONE LUTERANA MONDIALE- PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL’UNITÀ DEI CRISTIANI, Consenso sulla dottrina della giustificazione. Dichiarazione ufficiale comune e Allegato (31.10.1999), nn. 1884-1885, in Enchiridion Oecumenicum 7, cit. 913-91
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