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Accoglienza e permanenza della statua della Madonna pellegrina a Molochio

‘Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte anime vanno all’inferno perché non vi è chi prega per loro’. Facendo proprio questo monito che la Madonna disse a Fatima ai tre pastorelli nell’agosto del 1917, la comunità molochiese ha predisposto il cuore e l’anima all’accoglienza   dell’effige della madonnina di Fatima, ed, oltremodo, si è predisposta con empatia a confermare quell’eccomi – quel fiat – quel sì – che lega una madre ad un figlio che chiede protezione e ascolto.

 ‘Sì, voglio essere tuo figlio! …anch’io come Gesù voglio abbandonarmi alla volontà del Padre, avere fiducia nel suo progetto di salvezza’. Questo a voce unanime hanno pregato i fedeli;  questo ha prodotto il vivere intensamente questi tre giorni di profonda preghiera.

 La presenza di ‘Maria’ ha moderato il ritmo frenetico della comunità che la vita impone a tutti e a ciascuno, considerato anche il momento storico attuale. Tutti hanno pregato dinanzi a ‘Lei’, ognuno ha chiesto intercessione presso suo figlio: Gesù crocifisso e risorto. La preghiera è stata continua, perpetua.

Prima dell’arrivo dell’effige, il parroco, don Giuseppe Sabato, ha riunito i collaboratori e insieme hanno programmato la visita della statua della Madonna di Fatima a Molochio. A tutti è stata offerta la possibilità di vivere un momento di preghiera sia personale che comunitaria.

Già dall’arrivo, lunedì  30 gennaio,  la comunità si è radunata in piazza per accogliere l’effige con una S. Messa solenne. Successivamente, a conclusione della giornata, dalle ore 21,00 alle ore 22,00, si è tenuta un’Adorazione Eucaristica con la recita del Santo Rosario meditato.

La tre giorni di preghiera è così trascorsa in un clima di intensa preghiera, fino a quando la comunità commossa ha dovuto consegnare la statua della Madonna pellegrina alla comunità parrocchiale  ‘Santa Maria Ss. delle Grazie’ in Taurianova.

Tita Macri


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