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Visita all’Ospedale di Polistena e preghiera insieme agli ammalati a cura della Pastorale giovanile diocesana

 

«Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito» (cf. Lc 7,1-10).

Il centurione romano, di origine pagana, riconosceva in Gesù, il Figlio di Dio, l’uomo giusto che aveva non solo il potere di guarire, ma anche di consolare, di ridare dignità all’infermo.

Lungo le corsie dell’Ospedale di Polistena, alternando canti mariani e la preghiera dei misteri del Santo Rosario, venerdì 26 maggio, noi della Pastorale Giovanile, insieme al cappellano padre Giuseppe Pristerà e al direttore dell’Ufficio della Pastorale della salute, il diacono Tony Scarcella, e ad un gruppo di volontari, abbiamo visitato e pregato insieme agli ammalati. Ad ogni reparto pregando il Rosario, portando con noi la statua della Madonna Immacolata, entrando nelle stanze abbiamo consegnato dei rosari, e con alcuni abbiamo scambiato anche qualche parola., donando loro conforto, coraggio e speranza.

Alle 17:00 ci siamo recati nella Cappellina per partecipare  alla Santa Messa presieduta da don Leonardo insieme al diacono Tony. La Santa Messa animata dai giovani della parrocchia Maria Ss. Addolorata di Rosarno, il diacono ha fatto una testimonianza, parlando della missione dell’operatore sanitario, dove lui stesso si è svestito di questo ruolo avendo fatto  esperienza della malattia, ed ha chiesto ai giovani di stare vicino agli ammalati, di ricordarci  sempre di chi è nella sofferenza, di fermarci al loro vissuto e non trattarli -come può accadere alcune volte per gli operatori sanitari- da  ‘semplici pazienti’, perché davanti a noi ci sono persone non una diagnosi, non un numero, ma  persone che soffrono.

Infine ci ha esortati a mettere in atto la consolazione , che è ‘la migliore delle medicine’ raccontando la sua storia di sofferenza.

Guardare l’altro, vedere nel debole l’immagine del Cristo sofferente, stargli accanto e prenderci cura di lui! Questo ci chiede il Signore, questo è il compito di un buon cristiano, saper riconoscere la sua presenza.

Un grazie va al responsabile della pastorale giovanile diocesana don Leonardo Manuli per l’impegno nel mondo giovanile, al cappellano dell’ospedale Padre Giuseppe che ogni anno ci accoglie con gioia (…) e al direttore della Pastorale della salute per averci accompagnato in questa opera di misericordia corporale.

Siamo entrati in questo luogo di prova sospinti da un atteggiamento di fede e di umiltà e siamo usciti con tanti interrogativi e tanta emozione, ricordando che ogni visita ad un ammalato richiede da parte nostra una compagnia, un messaggio di speranza e di coraggio, imitando l’atteggiamento di Gesù che con discrezione e pazienza liberava da ogni inquietudine l’infermo bisognoso di una parola di amore.

Eleonora Vadalà


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