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Al Duomo di Gioia Tauro il reliquiario delle Lacrime della Madonna di Siracusa

 Dal 26 al 28 ottobre ha soggiornato nella parrocchia di Sant’Ippolito Martire a Gioia Tauro il reliquiario contenente le Lacrime della Madonna proveniente dal santuario di Siracusa. Ad accompagnare la teca, arrivata dalla città siciliana, c’erano il sacerdote don Raffaele Aprile e due volontari laici.

Tanti i fedeli che hanno aspettato in chiesa l’arrivo del reliquiario, mentre il parroco don Antonio Scordo, insieme al commissario prefettizio del comune Bernardino Nuovo, i ministranti ed i bambini che quest’anno hanno ricevuto i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima hanno atteso sul sagrato il suo arrivo.

Un momento di grande gioia ed emozione, che è stato subito seguito dalla recita del Santo Rosario e dalla Messa durante la quale, nell’omelia, don Antonio ha affermato che la Madonna a Siracusa «ha pianto per la redenzione dei peccatori». Il sacerdote ha, quindi, continuato asserendo che le Lacrime di Maria accolgono e coinvolgono di Misericordia tutti i cristiani e che esse rappresentano la guida per il cammino di conversione di ognuno di noi. La Vergine, egli ha poi continuato «è partita da Siracusa per portarci la gioia e liberarci dal male». Al termine della Celebrazione Eucaristica è stato permesso a tutti i presenti di inchinarsi davanti al Reliquiario e baciarlo.

Ricchi di preghiera e di grazia sono stati poi i giorni in cui teca ha dimorato presso la chiesa gioiese. Durante l’intero periodo il tempio è stato sempre aperto per poter dare la possibilità ai fedeli di entrare a visitarlo in qualsiasi momento. Tre giornate vissute intensamente dalla comunità di Sant’Ippolito, alla quale si sono uniti anche i fedeli delle altre parrocchie di Gioia Tauro, che sono state scandite da una serie di appuntamenti durante i quali si è potuta riscontrare una folta partecipazione. Tra i momenti più forti ci sono stati, oltre alla recita ogni giorno del Rosario, la Solenne Concelebrazione Eucaristica con tutti i parroci della città e presieduta dal Vicario  Generale Mons. Giuseppe Varrà, le veglie serali dedicate alle famiglie e ai giovani e gli incontri mattutini con gli allievi delle classi IV e V delle Scuole Primarie “Paolo VI” ed “Eugenio Montale” presso il salone della “Casa del Fanciullo”. Durante tali incontri don Antonio, insieme a don Raffaele Aprile, hanno spiegato ai bambini la storia delle Lacrime, ed hanno fatto vedere loro un documentario a testimonianza di quanto raccontato. A seguire gli scolari sono stati portati in chiesa per vedere da vicino il Reliquiario.

Altro evento importante è stato quello vissuto venerdì 27 ottobre quando, nel pomeriggio, la teca contente le Lacrime ha lasciato per qualche ora la chiesa di Sant’Ippolito per essere portata presso la Casa di cura “Santa Rosa”, che si trova poco distante. Qui, essa  è stata accolta calorosamente dagli anziani, visibilmente emozionati e commossi, e dal personale della struttura. Un appuntamento molto significativo questo, fortemente voluto dal parroco Scordo in quanto, come lo stesso ha sottolineato, così come era successo in maggio quando a visitare la struttura era stata portata l’effige della Madonna pellegrina di Fatima, il Reliquiario, visitando la Casa “Santa Rosa”, ha simbolicamente visitato le case di tutti gli ammalati e gli anziani non solo della parrocchia, ma dell’intera città.

La sera del 28 ottobre, infine, al termine della Santa Messa vespertina, il Reliquiario ha lasciato la chiesa matrice gioiese per far ritorno a Siracusa. Prima però dell’ultimo saluto don Raffaele Aprile ha voluto ringraziare la comunità per l’accoglienza ricevuta da lui e dai volontari che l’hanno accompagnato. Subito dopo don Antonio ha affidato ancora una volta a Maria l’intera città di Gioia Tauro, che si trova a vivere un momento storico davvero difficile, e si è augurato che le Lacrime della nostra Madre Celeste portino alla conversione dei cuori. Un saluto davvero sentito, commosso, quello che i parrocchiani hanno rivolto alle Lacrime della Madonna. Essi, infatti, sventolando i fazzoletti bianchi, sono usciti sin fuori dall’edificio religioso dove ad attendere la teca c’era il mezzo che l’ha riportata nella sua dimora in Sicilia.

Maria Teresa Bagalà


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