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Sbarco di persone profughe sulle coste ricadenti nel territorio diocesano. Padre Giorgio Tassone ne racconta l’accoglienza

«Pronto? Padre Giorgio scusa l’orario ma sapevo che oggi non avresti risposto»
– «Aspetta un secondo che sono al telefonino con il Vescovo»
– «Appunto»
Riprende la cornetta. «Eccomi. Siamo ancora operativi»
Sono oltre le nove di sera quando uno stanco ma ancora impegnato padre Giorgio Tassone risponde. «Stanotte alle due e mezza mi hanno chiamato i carabinieri, probabilmente perché anche in altre occasioni avevamo ospitato in parrocchia persone profughe sbarcate».
– «Quante sono?»
– «Circa cinquanta persone. Tredici sono bambini, anche infanti e minori non accompagnati»
– «Che avete fatto stanotte?»
– «Guarda, io ho subito allertato i componenti della caritas parrocchiale, sono stati degli angeli. Latte e biscotti subito per dargli qualcosa da mangiare. Poi con la Croce Rossa abbiamo portato delle coperte. Le persone della parrocchia che erano stati avvisati con dei messaggi hanno procurato indumenti sia per gli adulti che per i piccoli. Poi in giornata sono stati accompagnati per fare le visite mediche. Intanto il comune di Palmi, il vicesindaco, hanno portato del pollo per allestire il pranzo più la pasta fatta dalle signore della Caritas. E così anche stasera»
– «Dove si trovano ora?»
– «Sto tornando adesso dal palazzetto dello sport dove sono stati sistemati per mangiare e dormire. Si stavano riprendendo. Ma trascorrere tutto quel tempo in mare li ha sconvolti»
– «Padre Giorgio ti sento stanco, vai a riposare»
– «Ho ancora altre cose da sistemare per domani. Speriamo che loro possano riposare. Almeno stanotte su terra ferma».

Padre Giorgio è parroco della comunità ‘Maria Ss. del Rosario’ in Palmi. Lo sbarco è avvenuto la scorsa notte presso la costa del Comune di Seminara. «Ero forestiero e mi avete ospitato». Ancora una volta. Ancora qui.

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